Col quale sono autorizzati i Comuni di Robbio della Lamellina,
Canelli, Volpedo, Villanova (Casale), Sostegno, Arona, Druent, Trana,
isili, Prato e Cressa a riscuotere i diritti di gabella in via
d'esercizio, e quelli di Viceno, Zornasco, Beura, Calasca, Bannio,
Vagna, Craveggi, Bellinzago, Sostegno, Moncrivello, S. Maria Maggiore
e Crana, Mozia, Villette di Momo, Roppolo, Gattinara, Agnellengo,
Alzate, Peruzzaro, Villa (Ossola), Pallanzeno, Viganella, Campello,
Cre
Cosa autorizzava il Regio Decreto 680/1863 riguardo alla riscossione dei diritti di gabella nei comuni italiani?
Spiegato da FiscoAI
Il Regio Decreto 680/1863 autorizzava numerosi comuni italiani a riscuotere i diritti di gabella, un'imposta indiretta storica sui consumi e sugli scambi commerciali. Il provvedimento si divideva in due categorie di comuni: i primi (come Robbio della Lamellina, Canelli, Volpedo e altri) potevano riscuotere direttamente i diritti di gabella in via d'esercizio, mentre i secondi (tra cui Viceno, Zornasco, Beura e molti altri comuni sparsi nel territorio italiano) erano autorizzati a supplire al pagamento del canone gabellario mediante risorse proprie o attraverso sovraimposte applicate alle contribuzioni dirette. Questa norma rappresentava un meccanismo di finanziamento locale che permetteva ai comuni di coprire i loro obblighi tributari utilizzando entrate alternative rispetto alla riscossione diretta della gabella. Il decreto era rilevante per l'amministrazione comunale dell'epoca, in quanto disciplinava le modalità di gestione delle entrate fiscali locali e la possibilità di ricorrere a sovraimposte per equilibrare i bilanci comunali.
Generato da AI su documenti ufficiali. Non costituisce consulenza legale o fiscale.
Riferimento normativo
REGIO DECRETO 8 febbraio 1863, n. 680
Testo normativo
REGIO DECRETO n. 680/1863
# REGIO DECRETO 8 febbraio 1863, n. 680
## Col quale sono autorizzati i Comuni di Robbio della Lamellina,
Canelli, Volpedo, Villanova (Casale), Sostegno, Arona, Druent, Trana,
isili, Prato e Cressa a riscuotere i diritti di gabella in via
d'esercizio, e quelli di Viceno, Zornasco, Beura, Calasca, Bannio,
Vagna, Craveggi, Bellinzago, Sostegno, Moncrivello, S. Maria Maggiore
e Crana, Mozia, Villette di Momo, Roppolo, Gattinara, Agnellengo,
Alzate, Peruzzaro, Villa (Ossola), Pallanzeno, Viganella, Campello,
Crevola, Veruno, Marano, Massazzam Morodo, Vaile Superiore Mosso,
Mosso Santa Maria, Dorzano, Miasino, Dagnente, Sili, Scano
Montiferro, Donigala, Baratili, Palmas Arborea, Massama, Tratalias,
Norghiddo, Cossoine, S. Basilio, Nuraxinieddu, Donarcado, Seuni,
Bauladu, Pinasca, Varese Ligure, Crodo, Bairo, Pettenasco, Ponderano
e Trivero sono autorizzati a supplire al pagamento deel loro canone
gabellario con redditi proprii, o mediante sovraimposta alle
contribuzioni dirette. (6300680R)
Art. 1 ((PROVVEDIMENTO ABROGATO DALLA L. 7 APRILE 2025, N. 56 ))
Hai domande su questa normativa?
FiscoAI analizza Legge 680/1863 e risponde alle tue domande fiscali con citazioni precise.
Il Regio Decreto 680/1863 riguarda la gabella, un'imposta storica sui consumi, e disciplina le modalità di riscossione e di finanziamento comunale attraverso sovraimposte alle contribuzioni dirette. Questo provvedimento è rilevante per chi studia la storia tributaria italiana e l'evoluzione dei sistemi di tassazione locale, nonché per comprendere i precedenti normativi delle attuali imposte comunali e delle addizionali locali.
Utilizziamo cookie tecnici essenziali e, con il tuo consenso, cookie analitici (Google Analytics, Microsoft Clarity) per migliorare l'esperienza di navigazione.
Leggi la nostra Cookie Policy.