Che autorizza i comuni di Villarboit, Piozzo, Cavallermaggiore, Pinerolo e Scalenghe a riscuotere in via d'esercizio i diritti di gabella; e quelli di Varese, Torricella, Pozzomaggiore e Chivasso a provvedere, mediante sovraimposta alle contribuzioni dirette, al pagamento del canone gabellario loro assegnato. (6200267R)
Quali comuni erano autorizzati a riscuotere diritti di gabella e canoni gabellari secondo il Regio Decreto 267/1862?
Spiegato da FiscoAI
Il Regio Decreto 267/1862 è una norma storica del Regno d'Italia che disciplinava modalità differenziate di riscossione di tributi locali (diritti di gabella e canoni gabellari) per specifici comuni piemontesi. La norma riguardava due gruppi di comuni con trattamenti diversi: il primo gruppo (Villarboit, Piozzo, Cavallermaggiore, Pinerolo e Scalenghe) era autorizzato a riscuotere direttamente i diritti di gabella mediante esercizio ordinario; il secondo gruppo (Varese, Torricella, Pozzomaggiore e Chivasso) poteva invece provvedere al pagamento dei canoni gabellari attraverso sovraimposte applicate alle contribuzioni dirette già esistenti. Si trattava di disposizioni amministrative locali tipiche dell'epoca post-unitaria, quando il sistema tributario italiano era ancora in fase di consolidamento e prevedeva gabelle e dazi comunali. La norma è stata completamente abrogata dalla Legge 7 aprile 2025, n. 56, perdendo quindi ogni rilevanza pratica contemporanea.
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Riferimento normativo
REGIO DECRETO 13 gennaio 1862, n. 267
Testo normativo
REGIO DECRETO n. 267/1862
# REGIO DECRETO 13 gennaio 1862, n. 267
## Che autorizza i comuni di Villarboit, Piozzo, Cavallermaggiore,
Pinerolo e Scalenghe a riscuotere in via d'esercizio i diritti di
gabella; e quelli di Varese, Torricella, Pozzomaggiore e Chivasso a
provvedere, mediante sovraimposta alle contribuzioni dirette, al
pagamento del canone gabellario loro assegnato. (6200267R)
Art. 1 ((PROVVEDIMENTO ABROGATO DALLA L. 7 APRILE 2025, N. 56 ))
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Questo decreto riguarda gabelle, canoni gabellari e sovraimposte alle contribuzioni dirette, istituti tributari locali ormai storici. Sebbene abrogato, rimane rilevante per studi di storia fiscale italiana e per comprendere l'evoluzione del sistema tributario comunale nel periodo post-unitario.
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