Quali sono le modalità di rimborso delle ritenute convenzionali sui titoli di Stato ai non residenti secondo il Decreto-Legge 377/1993?
Spiegato da FiscoAI
Il Decreto-Legge 377/1993 disciplina il rimborso ai soggetti non residenti delle ritenute alla fonte applicate sugli interessi e altri proventi derivanti dai titoli del debito pubblico italiano, quando tali ritenute non sono dovute o devono essere applicate in misura ridotta secondo le convenzioni internazionali contro le doppie imposizioni. Il meccanismo operativo prevede che il Ministero delle finanze comunichi periodicamente al Ministero del tesoro l'ammontare delle ritenute non applicabili, sulla base della documentazione fornita dai beneficiari effettivi, dalle autorità fiscali estere e dagli intermediari finanziari presso cui i titoli sono depositati. Il Ministero del tesoro riconosce quindi alle aziende di credito italiane sub-depositarie l'importo corrispondente alla ritenuta ridotta o non applicata, affinché provvedano al pagamento ai beneficiari non residenti, mentre versa all'erario le ritenute effettivamente operate. Il riconoscimento dei maggiori proventi avviene in occasione di ogni scadenza di cedola, con l'importo determinato attraverso un'attualizzazione basata sul rendimento effettivo del titolo all'emissione.
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Riferimento normativo
DECRETO-LEGGE 24 settembre 1993, n. 377
Testo normativo
DECRETO-LEGGE n. 377/1993
# DECRETO-LEGGE 24 settembre 1993, n. 377
## Rimborso ai non residenti delle ritenute convenzionali sui titoli
di Stato.
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA Visti gli articoli 77 e 87 della Costituzione ; Ritenuta la straordinaria necessità ed urgenza di emanare disposizioni in materia di rimborso ai non residenti delle ritenute convenzionali sui titoli di Stato; Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 24 settembre 1993; Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri e dei Ministri del tesoro e delle finanze; EMANA il seguente decreto-legge: Art. 1 1. Al fine di consentire la tempestiva applicazione delle disposizioni contenute in convenzioni internazionali contro le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito o in altri accordi internazionali, resi esecutivi in Italia, sul trattamento tributario degli interessi ed altri proventi dei titoli di debito pubblico, il Ministero delle finanze comunica periodicamente al Ministero del tesoro l'ammontare delle ritenute non applicabili ai predetti redditi in forza delle disposizioni medesime. Il Ministero delle finanze effettua tale comunicazione sulla base di idonea documentazione fornita dagli effettivi beneficiari degli interessi e degli altri proventi dei titoli del debito pubblico, dalle autorità fiscali estere e dagli enti creditizi o finanziari, residenti in Italia o in Paesi con i quali l'Italia ha stipulato convenzioni o altri accordi internazionali contro le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito, presso i quali gli effettivi beneficiari tengono in deposito, direttamente o indirettamente, i titoli del debito pubblico. 2. Il Ministero del tesoro riconosce l'ammontare delle somme conseguenti all'applicazione della ritenuta nella misura prevista dalle convenzioni o altri accordi internazionali alle aziende di credito italiane sub-depositarie dei titoli, affinchè esse provvedano, anche per il tramite di altri soggetti, al pagamento in favore degli effettivi beneficiari non residenti e versa all'erario le ritenute effettivamente operate sugli interessi e sugli altri proventi dei titoli del debito pubblico. 3. Il riconoscimento dei maggiori proventi per effetto della non applicazione, ovvero per l'applicazione in misura ridotta, delle ritenute sugli scarti di emissione avviene in occasione della scadenza di ogni cedola, relativamente alla quota maturata nel periodo di godimento della cedola stessa; l'importo dei predetti maggiori proventi viene determinato attualizzando l'ammontare dovuto, rispetto alla scadenza del titolo, ad un tasso pari al rendimento effettivo del titolo medesimo all'emissione. 4. Ai soli fini dell'applicazione delle disposizioni di cui ai commi 1, 2 e 3 sono equiparati alle aziende di credito italiane sub- depositarie gli enti internazionali di compensazione e di deposito titoli aderenti al sistema dei conti accentrati titoli della Banca d'Italia, i quali devono nominare un rappresentante in Italia. ((5. Le disposizioni di cui al presente articolo si applicano a tutti i redditi soggetti a ritenuta alla fonte derivanti dai diversi tipi di titoli del debito pubblico in circolazione, con esclusione degli interessi sui buoni ordinari del tesoro))
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Il Decreto-Legge 377/1993 è il riferimento normativo per il trattamento tributario degli interessi su titoli di Stato per i non residenti, le convenzioni contro le doppie imposizioni e le ritenute alla fonte convenzionali. Commercialisti e consulenti fiscali lo consultano per gestire rimborsi di ritenute, depositi titoli presso intermediari finanziari e applicazione delle aliquote ridotte previste da accordi internazionali sul reddito da capitale.
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