Finanziamento del terzo piano annuale di attuazione dei piani triennali di edilizia scolastica, di cui alla legge 11 gennaio 1996, n. 23, e successive modificazioni.
Qual è l'importo del finanziamento previsto dalla Legge 362/1998 per il terzo piano annuale di edilizia scolastica e come viene gestito?
Spiegato da FiscoAI
La Legge 362/1998 autorizza la Cassa Depositi e Prestiti a concedere mutui ventennali per finanziare il terzo piano annuale di attuazione dei piani triennali di edilizia scolastica, con un importo di 46 miliardi di lire annue a partire dal 1999. Gli oneri di ammortamento, comprensivi della capitalizzazione degli interessi di preammortamento, sono completamente a carico dello Stato. Questa norma si applica agli enti territoriali competenti (comuni, province, regioni) che realizzano interventi di edilizia scolastica secondo i piani triennali approvati dalle regioni. Il finanziamento viene gestito attraverso il Ministero del Tesoro, che provvede alle variazioni di bilancio necessarie utilizzando gli stanziamenti del "Fondo speciale" per gli anni 1999 e 2000, con accantonamenti specifici per il Ministero della Pubblica Istruzione. La norma rappresenta il proseguimento di un programma pluriennale di investimenti in infrastrutture scolastiche, con procedure amministrative rigorose e termini perentori per garantire l'effettiva realizzazione degli interventi.
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Riferimento normativo
LEGGE 13 ottobre 1998, n. 362
Testo normativo
LEGGE n. 362/1998
# LEGGE 13 ottobre 1998, n. 362
## Finanziamento del terzo piano annuale di attuazione dei piani
triennali di edilizia scolastica, di cui alla legge 11 gennaio 1996,
n. 23, e successive modificazioni.
La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno approvato; IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA Promulga la seguente legge: Art. 1 Finanziamento del terzo piano annuale di edilizia scolastica 1. Per la realizzazione del terzo piano annuale di attuazione dei piani triennali di edilizia scolastica, di cui all' articolo 4 della legge 11 gennaio 1996, n. 23 , e successive modificazioni, la Cassa depositi e prestiti è autorizzata a concedere mutui ventennali con oneri di ammortamento a totale carico dello Stato, comprensivi della capitalizzazione degli interessi di preammortamento, pari a lire 46 miliardi annue a decorrere dall'anno 1999. All'onere derivante dal presente articolo, pari a lire 46 miliardi annue a decorrere dall'anno 1999, si provvede per gli anni 1999 e 2000 mediante utilizzo delle proiezioni per gli anni medesimi dello stanziamento iscritto, ai fini del bilancio triennale 1998-2000, nell'ambito dell'unità previsionale di base di conto capitale "Fondo speciale" dello stato di previsione del Ministero del tesoro, del bilancio e della programmazione economica per l'anno finanziario 1998, allo scopo utilizzando l'accantonamento relativo al Ministero della pubblica istruzione. 2. Il Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio. La presente legge, munita del sigillo dello Stato, sarà inserita nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge dello Stato. Data a Roma, addì 13 ottobre 1998 SCALFARO Prodi, Presidente del Consiglio dei Ministri Berlinguer, Ministro della pubblica istruzione e dell'università e della ricerca scientifica e tecnologica Visto, il Guardasigilli: Flick Avvertenza: Il testo della nota qui pubblicato è stato redatto ai sensi dell'art. 10, comma 2, del testo unico delle disposizioni sulla promulgazione delle leggi, sull'emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica e sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana, approvato con D.P.R. 28 dicembre 1985, n. 1092 , al solo fine di facilitare la lettura della disposizione di legge modificata e della quale restano invariati il valore e l'efficacia. Nota all'art. 1: - Il testo dell' art. 4 della legge n. 23/1996 (Norme per l'edilizia scolastica), così recita: "Art. 4 (Programmazione, procedure di attuazione e finanziamento degli interventi). - 1. Per gli interventi previsti dalla presente legge la Cassa depositi e prestiti è autorizzata a concedere agli enti territoriali competenti mutui ventennali con onere di ammortamento a totale carico dello Stato, comprensivo della capitalizzazione degli interessi di preammortamento. Per il primo piano annuale di attuazione di cui al comma 2 del presente articolo il complessivo ammontare dei mutui è determinato in lire 225 miliardi. 2. La programmazione dell'edilizia scolastica si realizza mediante piani generali triennali e piani annuali di attuazione predisposti e approvati dalle regioni, sentiti gli uffici scolastici regionali, sulla base delle proposte formulate dagli enti territoriali competenti sentiti gli uffici scolastici provinciali, che all'uopo adottano le procedure consultive dei consigli scolastici distrettuali e provinciali. 3. Entra trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, il Ministro della pubblica istruzione, sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, con proprio decreto, stabilisce i criteri per la ripartizione dei fondi fra le regioni, indica le somme disponibili nel primo triennio suddividendole per annualità e fissa gli indirizzi volti ad assicurare il coordinamento degli interventi ai fini della programmazione scolastica nazionale. 4. Le regioni, entro novanta giorni dalla data di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale del decreto di cui al comma 3, sulla base degli indirizzi formulati dall'Osservatorio per l'edilizia scolastica di cui all'art. 6, approvano e trasmettono al Ministro della pubblica istruzione i piani generali triennali contenenti i progetti preliminari, la valutazione dei costi e l'indicazione degli enti territoriali competenti per i singoli interventi. Entro la stessa data le regioni approvano i piani annuali relativi al triennio. In caso di difformità rispetto agli indirizzi della programmazione scolastica nazionale, il Ministro della pubblica istruzione invita le regioni interessate a modificare opportunamente i rispettivi piani generali entro trenta giorni dalla data del ricevimento delle disposizioni ministeriali. Decorsi sessanta giorni dalla trasmissione dei piani, in assenza di osservazioni del Ministro della pubblica istruzione, le regioni provvedono alla loro pubblicazione nei rispettivi Bollettini ufficiali. 5. Entro centottanta giorni dalla pubblicazione del piano generale nel Bollettino ufficiale delle regioni, gli enti territoriali competenti approvano i progetti esecutivi degli interventi relativi al primo anno del triennio e provvedono alla richiesta di concessione dei mutui alla Cassa depositi e prestiti, dandone comunicazione, mediante invio dei relativi atti deliberativi, alla regione. 6. Entro trenta giorni dal ricevimento della deliberazione di assunzione del mutuo, la Cassa depositi e prestiti comunica la concessione del mutuo agli enti territoriali competenti, dandone avviso alle regioni. 7. Gli enti territoriali competenti sono tenuti all'affidamento dei lavori nel termine di centoventi giorni dalla comunicazione della concessione del mutuo. 8. I piani generali triennali successivi al primo sono formulati dalle regioni entro novanta giorni dalla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale del decreto del Ministro del tesoro recante l'indicazione delle somme disponibili. Nella ripartizione dei fondi fra le regioni si tiene conto, oltre che dei criteri di cui al comma 3, dello stato di attuazione dei piani precedenti. Gli interventi previsti e non realizzati nell'ambito di un piano triennale possono essere inseriti in quello successivo; le relative quote di finanziamento non utilizzate vengono ridestinate al fondo relativo al triennio di riferimento. 9. I termini di cui ai commi 4, 5, 7 e 8 hanno carattere perentorio. Qualora gli enti territoriali non provvedano agli adempimenti di loro competenza, provvedono automaticamente in via sostitutiva le regioni o le province autonome di Trento e di Bolzano, in conformità alla legislazione vigente. Decorsi trenta giorni, in caso di inadempienza delle regioni o delle province autonome di Trento e di Bolzano, provvede automaticamente in via sostitutiva il commissario del Governo". L'importo di lire 225 miliardi di cui al comma 1 dell'art. 4 sopra riportato è stato rideterminato in lire 456 miliardi dall'art. 1, comma 1, primo periodo, della legge n. 431/1996 recante: "Interventi urgenti per l'edilizia scolastica".
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La Legge 362/1998 disciplina il finanziamento dell'edilizia scolastica attraverso mutui della Cassa Depositi e Prestiti, con oneri di ammortamento a carico dello Stato e capitalizzazione degli interessi di preammortamento. Amministratori pubblici e dirigenti scolastici devono conoscere i termini perentori per l'approvazione dei progetti esecutivi, la richiesta di concessione dei mutui e l'affidamento dei lavori, nonché le procedure di programmazione regionale e i criteri di ripartizione dei fondi tra le regioni.
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