Quali sono le modalità e le deroghe previste dal Decreto-Legge 332/1994 per l'alienazione delle partecipazioni dello Stato e degli enti pubblici in società per azioni?
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Il Decreto-Legge 332/1994 disciplina le procedure accelerate per la dismissione (vendita) delle partecipazioni azionarie detenute dallo Stato e dagli enti pubblici in società per azioni. La norma si applica a tutte le operazioni di alienazione di tali partecipazioni, inclusi i conferimenti e gli atti strumentali, e deroga alle ordinarie norme di contabilità generale dello Stato per velocizzare i processi. Le modalità di alienazione devono essere trasparenti e non discriminatorie, generalmente individuate con decreto del Presidente del Consiglio, e possono prevedere sia collocamenti pubblici che trattative dirette con potenziali acquirenti. Per le partecipazioni di minore valore (sotto 50 milioni di euro) e non di controllo, il Ministro dell'economia e delle finanze può utilizzare tecniche di mercato finanziario in deroga alle procedure ordinarie, purché rispetti i principi di trasparenza. La norma consente inoltre di costituire un "nucleo stabile di azionisti di riferimento" mediante trattativa diretta, imponendo vincoli contrattuali come divieti di cessione temporanei e condizioni finanziarie specifiche, con deposito e pubblicazione degli accordi presso il registro delle imprese. Lo Stato può affidare a società di consulenza e professionisti incarichi di valutazione, assistenza operativa e direzione del collocamento, con compensi preventivamente stabiliti e con esclusione di conflitti d'interesse.
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Riferimento normativo
DECRETO-LEGGE 31 maggio 1994, n. 332
Testo normativo
DECRETO-LEGGE n. 332/1994
# DECRETO-LEGGE 31 maggio 1994, n. 332
## Norme per l'accelerazione delle procedure di dismissione di
partecipazioni dello Stato e degli enti pubblici in societa' per
azioni.
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA Visti gli articoli 77 e 87 della Costituzione ; Ritenuta la straordinaria necessità ed urgenza di emanare disposizioni al fine di ulteriormente accelerare le procedure di dismissione di partecipazioni dello Stato e degli enti pubblici in società per azioni; Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 27 maggio 1994; Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri e del Ministro del tesoro, di concerto con i Ministri del bilancio e della programmazione economica, dell'industria, del commercio e dell'artigianato, di grazia e giustizia, delle finanze e per la funzione pubblica e gli affari regionali; EMANA il seguente decreto-legge: Art. 1 Modalità delle dismissioni delle partecipazioni azionarie dello Stato e degli enti pubblici 1. Le vigenti norme di legge e di regolamento sulla contabilità generale dello Stato non si applicano alle alienazioni delle partecipazioni dello Stato e degli enti pubblici in società per azioni e ai conferimenti delle stesse società partecipate, nonchè agli atti ed alle operazioni complementari e strumentali alle medesime alienazioni inclusa la concessione di indennità e manleva secondo la prassi dei mercati. 2. L'alienazione delle partecipazioni di cui al comma 1 è effettuata con modalità trasparenti e non discriminatorie, finalizzate anche alla diffusione dell'azionariato tra il pubblico dei risparmiatori e degli investitori istituzionali. Dette modalità di alienazione sono preventivamente individuate, per ciascuna società, con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dell'economia e delle finanze, di concerto con il Ministro delle attività produttive. ((10)) 2-bis. Al fine di realizzare la massimizzazione del gettito per l'Erario, il contenimento dei costi e la rapidità di esecuzione della cessione, in deroga alle disposizioni di cui al comma 2, il Ministro dell'economia e delle finanze individua, con proprio decreto, le modalità di alienazione delle partecipazioni direttamente detenute dallo Stato non di controllo e di valore inferiore ad euro 50 milioni, secondo tecniche in uso nei mercati finanziari e fermo restando il rispetto dei principi di trasparenza e non discriminazione. 2-ter. Alle alienazioni di cui al comma 2 si applica l' articolo 1, comma 2, della legge 14 novembre 1995, n. 481 , e successive modificazioni, per la dismissione delle partecipazioni di controllo ivi indicate, salvo il caso di alienazione di titoli azionari già quotati in mercati regolamentati nazionali o comunitari qualora il collocamento sia rivolto, direttamente o indirettamente, ad un pubblico indistinto di risparmiatori o di investitori istituzionali. 3. In caso di cessione mediante trattativa diretta di partecipazioni in società controllate direttamente o indirettamente dallo Stato, con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, adottato su proposta del Ministro del tesoro, d'intesa con i Ministri dell'industria, del commercio e dell'artigianato e del bilancio e della programmazione economica, ovvero, per le società controllate indirettamente, con deliberazione dell'organo competente, possono essere individuate le società per le quali, al fine di costituire un nucleo stabile di azionisti di riferimento, la cessione della partecipazione deve essere effettuata invitando potenziali acquirenti, che presentino requisiti di idonea capacità imprenditoriale, ad avanzare, agendo di concerto, offerte comprensive dell'impegno, da inserire nel contratto di cessione, di garantire, mediante accordo fra i partecipanti al nucleo stabile, determinate condizioni finanziarie, economiche e gestionali. Il contratto può altresì prevedere, per un periodo determinato, il divieto di cessione della partecipazione, il divieto di cessione dell'azienda e la determinazione del risarcimento in caso di inadempimento ai sensi dell' articolo 1382 del codice civile . Il contratto di cessione e l'accordo fra i partecipanti al nucleo stabile, nonchè le eventuali modificazioni, devono essere depositati, entro quindici giorni, presso l'ufficio del registro delle imprese nella cui circoscrizione è stabilita la sede sociale della società e devono essere pubblicati nei successivi quindici giorni per estratto a cura della società su due quotidiani a diffusione nazionale. 4. Nel caso in cui tra i partecipanti al nucleo stabile sia presente il Ministro del tesoro, questi può riservarsi, per un periodo da indicare nel contratto di cui al comma 3, il diritto di prelazione nel caso di cessione della partecipazione. 5. Il Ministero dell'economia e delle finanze, per quanto concerne le proprie partecipazioni, e gli altri enti pubblici per le loro partecipazioni, ai fini della predisposizione ed esecuzione delle operazioni di alienazione delle azioni delle società di cui al comma 1 e loro controllate e delle operazioni di conferimento, possono affidare anche in deroga alle disposizioni dell' articolo 24 della legge 27 dicembre 2002, n. 289 , ove applicabili, salvo quanto previsto dalla direttiva 92/50/CEE del Consiglio, del 18 giugno 1992 , a società di provata esperienza e capacità operativa nazionali ed estere, nonchè a singoli professionisti incarichi di studio, consulenza, valutazione, assistenza operativa, amministrazione di titoli di proprietà dello Stato e direzione delle operazioni di collocamento con facoltà di compiere per conto dello Stato operazioni strumentali e complementari, fatte salve le incompatibilità derivanti da conflitti d'interesse. Gli incarichi di valutazione non possono essere affidati a società di revisione che abbiano svolto incarichi di consulenza in favore delle società di cui al comma 1 nei due anni precedenti la data di entrata in vigore del presente decreto. I soggetti incaricati della valutazione possono partecipare ai consorzi di collocamento ma non assumerne la guida. I compensi e le modalità di pagamento degli incarichi di cui al presente comma devono essere previamente stabiliti dalle parti. 5-bis. Le disposizioni di cui ai commi 1 e 5 si applicano anche agli incarichi conferiti dal Ministero dell'economia e delle finanze in relazione a piani di riordino, risanamento o ristrutturazione delle società partecipate dallo Stato, propedeutici alla dismissione della partecipazione. 6. COMMA ABROGATO DALLA L. 15 MAGGIO 1997, N. 127 . 7. COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 17 MAGGIO 1999, N. 153 . 7-bis. COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 17 MAGGIO 1999, N. 153 . 7-ter. COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 17 MAGGIO 1999, N. 153 . --------------- AGGIORNAMENTO (10) Il D.L. 23 aprile 2008, n. 80 , convertito con modificazioni dalla L. 23 giugno 2008, n. 111 , ha disposto (con l'art. 1-bis, comma 1) che "Al fine di salvaguardare interessi pubblici di particolare rilevanza e in deroga a quanto disposto dall' articolo 1, comma 2, del decreto-legge 31 maggio 1994, n. 332 , convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 1994, n. 474 , e successive modificazioni, il Consiglio dei Ministri, con propria delibera, può individuare uno o più soggetti qualificati che, anche nell'interesse di Alitalia - Linee aeree italiane S.p.A., promuovano in esclusiva, per conto di terzi ovvero anche in proprio, la presentazione di un'offerta, indirizzata all'azionista o alla società, finalizzata ad acquisire il controllo di Alitalia - Linee aeree italiane S.p.A. entro il termine indicato nella stessa delibera".
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Il D.L. 332/1994 è il riferimento normativo per dismissioni di partecipazioni pubbliche, privatizzazioni e alienazioni di quote azionarie dello Stato. Commercialisti e consulenti aziendali lo consultano per operazioni di disinvestimento pubblico, plusvalenze da cessione di partecipazioni, nucleo stabile di azionisti, trattative dirette e collocamenti pubblici, nonché per le deroghe alle procedure ordinarie di contabilità dello Stato e i vincoli contrattuali su partecipazioni cedute.
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