Legge

Legge 131/2003

Disposizioni per l'adeguamento dell'ordinamento della Repubblica alla legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3.

Pubblicato: 10/06/2003 In vigore dal: 05/06/2003 Documento ufficiale

Qual è l'oggetto della Legge 131/2003 e come disciplina la ripartizione delle competenze legislative tra Stato e Regioni?

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La Legge 131/2003 è il principale strumento di attuazione della riforma costituzionale del 2001 (Legge Costituzionale n. 3/2001) e disciplina come lo Stato e le Regioni devono esercitare i loro poteri legislativi. La norma si applica a tutte le materie di competenza regionale e statale, riguardando sia gli enti pubblici che i cittadini, poiché definisce quale livello di governo può legiferare su specifici argomenti. In pratica, la legge stabilisce che lo Stato mantiene competenza esclusiva su materie come difesa, giustizia e relazioni internazionali, mentre le Regioni possono legiferare su materie come sanità, istruzione e ambiente, sempre nel rispetto dei principi fondamentali fissati dallo Stato. Un aspetto rilevante è il meccanismo transitorio: le leggi statali vigenti nelle materie regionali continuano ad applicarsi fino all'entrata in vigore delle nuove leggi regionali, garantendo continuità normativa durante il passaggio di competenze.

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Riferimento normativo

LEGGE 5 giugno 2003, n. 131

Testo normativo

LEGGE n. 131/2003 # LEGGE 5 giugno 2003, n. 131 ## Disposizioni per l'adeguamento dell'ordinamento della Repubblica alla legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3. La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno approvato; IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA promulga la seguente legge: Art. 1 Attuazione dell' articolo 117, primo e terzo comma, della Costituzione , in materia di legislazione regionale 1. Costituiscono vincoli alla potestà legislativa dello Stato e delle Regioni, ai sensi dell' articolo 117, primo comma, della Costituzione , quelli derivanti dalle norme di diritto internazionale generalmente riconosciute, di cui all' articolo 10 della Costituzione , da accordi di reciproca limitazione della sovranità, di cui all' articolo 11 della Costituzione , dall'ordinamento comunitario e dai trattati internazionali. 2. Le disposizioni normative statali vigenti alla data di entrata in vigore della presente legge nelle materie appartenenti alla legislazione regionale continuano ad applicarsi, in ciascuna Regione, fino alla data di entrata in vigore delle disposizioni regionali in materia, fermo quanto previsto al comma 3, fatti salvi gli effetti di eventuali pronunce della Corte costituzionale. Le disposizioni normative regionali vigenti alla data di entrata in vigore della presente legge nelle materie appartenenti alla legislazione esclusiva statale continuano ad applicarsi fino alla data di entrata in vigore delle disposizioni statali in materia, fatti salvi gli effetti di eventuali pronunce della Corte costituzionale. 3. Nelle materie appartenenti alla legislazione concorrente, le Regioni esercitano la potestà legislativa nell'ambito dei principi fondamentali espressamente determinati dallo Stato o, in difetto, quali desumibili dalle leggi statali vigenti. 4. In sede di prima applicazione, per orientare l'iniziativa legislativa dello Stato e delle Regioni fino all'entrata in vigore delle leggi con le quali il Parlamento definirà i nuovi principi fondamentali, il Governo è delegato ad adottare, entro ((tre anni)) dalla data di entrata in vigore della presente legge, su proposta del Presidente del Consiglio dei ministri di concerto con i Ministri interessati, uno o più decreti legislativi meramente ricognitivi dei principi fondamentali che si traggono dalle leggi vigenti, nelle materie previste dall' articolo 117, terzo comma, della Costituzione , attenendosi ai principi della esclusività, adeguatezza, chiarezza, proporzionalità ed omogeneità ((e indicando, in ciascun decreto, gli ambiti normativi che non vi sono compresi)) . Gli schemi dei decreti, dopo l'acquisizione del parere della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano, di seguito denominata: "Conferenza Stato-Regioni", sono trasmessi alle Camere per l'acquisizione del parere da parte delle competenti Commissioni parlamentari, compreso quello della Commissione parlamentare per le questioni regionali, da rendersi entro sessanta giorni dall'assegnazione alle Commissioni medesime. Acquisiti tali pareri, il Governo ritrasmette i testi, con le proprie osservazioni e con le eventuali modificazioni, alla Conferenza Stato-Regioni ed alle Camere per il parere definitivo, da rendersi, rispettivamente, entro trenta e sessanta giorni dalla trasmissione dei testi medesimi. Il parere parlamentare definitivo è reso dalla Commissione parlamentare per le questioni regionali. Gli schemi di decreto legislativo sono esaminati rilevando se in essi non siano indicati alcuni dei principi fondamentali ovvero se vi siano disposizioni che abbiano un contenuto innovativo dei principi fondamentali, e non meramente ricognitivo ai sensi del presente comma, ovvero si riferiscano a norme vigenti che non abbiano la natura di principio fondamentale. In tal caso il Governo può omettere quelle disposizioni dal decreto legislativo, oppure le può modificare in conformità alle indicazioni contenute nel parere o, altrimenti, deve trasmettere ai Presidenti delle Camere e al Presidente della Commissione parlamentare per le questioni regionali una relazione nella quale sono indicate le specifiche motivazioni di difformità dal parere parlamentare. 5. Nei decreti legislativi di cui al comma 4, sempre a titolo di mera ricognizione, possono essere individuate le disposizioni che riguardano le stesse materie ma che rientrano nella competenza esclusiva dello Stato a norma dell'articolo 117, secondo comma, della Costituzione. (3) 6. Nella predisposizione dei decreti legislativi di cui al comma 4, il Governo si attiene ai seguenti criteri direttivi: a) individuazione dei principi fondamentali per settori organici della materia in base a criteri oggettivi desumibili dal complesso delle funzioni e da quelle affini, presupposte, strumentali e complementari, e in modo da salvaguardare la potestà legislativa riconosciuta alle Regioni ai sensi dell' articolo 117, terzo comma, della Costituzione ; b) considerazione prioritaria, ai fini dell'individuazione dei principi fondamentali, delle disposizioni statali rilevanti per garantire l'unità giuridica ed economica, la tutela dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali, il rispetto delle norme e dei trattati internazionali e della normativa comunitaria, la tutela dell'incolumità e della sicurezza pubblica, nonchè il rispetto dei principi generali in materia di procedimenti amministrativi e di atti concessori o autorizzatori; c) considerazione prioritaria del nuovo sistema di rapporti istituzionali derivante dagli articoli 114 , 117 e 118 della Costituzione ; d) considerazione prioritaria degli obiettivi generali assegnati dall' articolo 51, primo comma , e dall' articolo 117, settimo comma, della Costituzione , alla legislazione regionale; e) coordinamento formale delle disposizioni di principio e loro eventuale semplificazione. (3) --------------- AGGIORNAMENTO (3) La Corte costituzionale, con sentenza 13-28 luglio 2004, n. 280 (in G.U. 1a s.s. 4/8/2004, n. 30) ha dichiarato "l'illegittimità costituzionale dei commi 5 e 6 dell'art. 1 della legge 5 giugno 2003, n. 131 (Disposizioni per l'adeguamento dell'ordinamento della Repubblica alla legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3 )".

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