Decreto Legislativo

Decreto Legislativo 379/1998

Intervento sostitutivo del Governo per la ripartizione di funzioni amministrative tra regioni ed enti locali in materia di mercato del lavoro, a norma dell'articolo 4, comma 5, della legge 15 marzo 1997, n. 59.

Pubblicato: 03/11/1998 In vigore dal: 06/10/1998 Documento ufficiale

Quali funzioni amministrative in materia di mercato del lavoro rimangono in capo alle regioni secondo il Decreto Legislativo 379/1998?

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Il Decreto Legislativo 379/1998 rappresenta un intervento sostitutivo del Governo per ripartire le funzioni amministrative tra regioni ed enti locali in materia di mercato del lavoro. Si applica alle otto regioni (Piemonte, Lombardia, Veneto, Umbria, Marche, Molise, Puglia e Calabria) che non avevano adottato entro i termini previsti la propria legge di individuazione delle funzioni trasferite agli enti locali. Il decreto rimane in vigore fino all'emanazione della legge regionale di ripartizione delle competenze.

Le funzioni che rimangono in capo alla regione riguardano principalmente la promozione, programmazione, indirizzo e coordinamento generale del sistema occupazionale. In concreto, la regione mantiene competenze su: promozione occupazionale per le fasce deboli, sistema di informazione e orientamento professionale, osservatorio sul mercato del lavoro, sistema informativo regionale integrato per l'occupazione, interventi di innovazione e sperimentazione, e assistenza tecnica con monitoraggio.

Inoltre, alla regione competono tutte le funzioni di politiche attive del lavoro, incluse programmazione e coordinamento per incrementare l'occupazione, collaborazione su progetti per categorie svantaggiate, programmazione dei tirocini formativi, lavori socialmente utili e gestione delle liste di mobilità. Queste competenze regionali si distinguono dalle funzioni trasferite agli enti locali, che rimangono non specificate nel decreto in attesa della legge regionale.

Per i professionisti che operano nel settore del lavoro e dell'occupazione, questo decreto è rilevante perché definisce il livello di governo competente per le politiche occupazionali durante il periodo transitorio, influenzando l'accesso ai servizi per l'impiego e le iniziative di inserimento lavorativo.

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Riferimento normativo

DECRETO LEGISLATIVO 6 ottobre 1998, n. 379

Testo normativo

DECRETO LEGISLATIVO n. 379/1998 # DECRETO LEGISLATIVO 6 ottobre 1998, n. 379 ## Intervento sostitutivo del Governo per la ripartizione di funzioni amministrative tra regioni ed enti locali in materia di mercato del lavoro, a norma dell'articolo 4, comma 5, della legge 15 marzo 1997, n. 59. IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA Visti gli articoli 76 e 87 della Costituzione ; Vista la legge 15 marzo 1997, n. 59 , e successive modifiche ed integrazioni, ed in particolare l'articolo 4, comma 5, che prevede l'emanazione da parte del Governo di uno o più decreti legislativi con i quali vengono ripartite fra la regione e gli enti locali le funzioni conferite alle regioni qualora le regioni non abbiano adottato, entro sei mesi dall'emanazione dei decreti legislativi previsti nella stessa legge, la legge di puntuale individuazione delle funzioni trasferite o delegate agli enti locali e di quelle mantenute in capo alla regione stessa; Visto il decreto legislativo 23 dicembre 1997, n. 469 , recante conferimento alle regioni e agli enti locali di funzioni e compiti, in materia di mercato del lavoro, a norma dell' articolo 1 della legge 15 marzo 1997, n. 59 ; Considerato che le regioni Piemonte, Lombardia, Veneto, Umbria, Marche, Molise, Puglia e Calabria non hanno provveduto entro il termine di cui al citato comma 5 dell'articolo 4 della legge n. 59 del 1997 ; Sentite le regioni inadempienti; Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 1 ottobre 1998; Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri e del Ministro per la funzione pubblica e gli affari regionali, di concerto con il Ministro del lavoro e della previdenza sociale; Emana il seguente decreto legislativo: Art. 1 1. Fino alla data di entrata in vigore di ciascuna legge regionale di cui all' articolo 3 della legge 8 giugno 1990, n. 142 , ed all' articolo 4, comma 5, della legge 15 marzo 1997, n. 59 , che individua quali delle funzioni amministrative conferite alle regioni dal decreto legislativo 23 dicembre 1997, n. 469 , sono mantenute in capo alla regione e quali sono trasferite o delegate agli enti locali, le disposizioni del presente decreto si applicano alle regioni Piemonte, Lombardia, Veneto, Umbria, Marche, Molise, Puglia e Calabria. 2. La regione esercita le funzioni di promozione, programmazione, indirizzo e coordinamento in materia di servizi per l'impiego, di politiche formative e del lavoro, garantisce il raccordo con il sistema scolastico ed universitario e realizza in particolare: a) la promozione occupazionale con particolare riguardo al lavoro per le fasce deboli; b) il sistema di informazione e orientamento professionale; c) l'osservatorio sul mercato del lavoro; d) il sistema informativo regionale integrato per l'occupazione; e) interventi di innovazione e sperimentazione; f) l'assistenza tecnica e il monitoraggio. 3. Alla regione competono, inoltre, le funzioni ed i compiti in materia di politiche attive del lavoro, di cui all' articolo 2, comma 2, del decreto legislativo 23 dicembre 1997, n. 469 . Avvertenza: Il testo delle note qui pubblicato è stato redatto ai sensi dell'art. 10, comma 3, del testo unico delle disposizioni sulla promulgazione delle leggi, sull'emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica e sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana, approvato con D.P.R. 28 dicembre 1985, n. 1092 , al solo fine di facilitare la lettura delle disposizioni di legge alle quali è operato il rinvio. Restano invariati il valore e l'efficacia degli atti legislativi qui trascritti. Note alle premesse: - L' art. 76 della Costituzione regola la delega al Governo dell'esercizio della funzione legislativa e stabilisce che essa non può avvenire se non con determinazione di principi e criteri direttivi e soltanto per tempo limitato e per soggetti definiti. - L' art. 87, comma quinto, della Costituzione , conferisce al Presidente della Repubblica il potere di promulgare le leggi e di emanare i decreti aventi valore di legge e i regolamenti. - La legge 15 marzo 1997, n. 59 (Delega al Governo per il conferimento di funzioni e compiti alle regioni ed enti locali, per la riforma della pubblica amministrazione e per la semplificazione amministrativa) è pubblicata nel supplemento ordinario n. 56/L alla Gazzetta Ufficiale n. 63 del 17 marzo 1997 . - Il testo del comma 5 dell'art. 4 della legge n. 59/1997 , come modificato ed integrato dall' art. 1, comma 8, della legge 16 giugno 1998, n. 191 (Modifiche ed integrazioni alle leggi 15 marzo 1997, n. 59 e 15 maggio 1997, n. 127 , nonchè norme in materia di formazione del personale dipendente e di lavoro a distanza nelle pubbliche amministrazioni. Disposizioni in materia di edilizia scolastica), pubblicata nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale - serie generale n. 142 del 20 giugno 1998, è il seguente: "5. Ai fini dell'applicazione dell' art. 3 della legge 8 giugno 1990, n. 142 , e del principio di sussidiarietà di cui al comma 3, lettera a), e del principio di efficienza e di economicità di cui alla lettera c) del medesimo comma del presente articolo, ciascuna regione adotta, entro sei mesi dall'emanazione di ciascun decreto legislativo, la legge di puntuale individuazione delle funzioni trasferite o delegate agli enti locali e di quelle mantenute in capo alla regione stessa. Qualora la regione non provveda entro il termine indicato, il Governo è delegato ad emanare, entro i successivi novanta giorni, sentite le regioni inadempienti, uno o più decreti legislativi di ripartizione di funzioni tra regione ed enti locali le cui disposizioni si applicano fino alla data di entrata in vigore della legge regionale". - Il decreto legislativo 23 dicembre 1997, n. 469 (Conferimento alle regioni e agli enti locali di funzioni e compiti in materia di mercato del lavoro, a norma dell' art. 1 della legge 15 marzo 1997, n. 59 ), è pubblicato nella Gazzetta Ufficiale - serie generale - n. 5 dell'8 gennaio 1998. Note all'art. 1: - Il testo dell' art. 3 della legge 8 giugno 1990, n. 142 (Ordinamento delle autonomie locali), così recita: "Art. 3 (Rapporti tra regioni ed enti locali). - 1. Ai sensi dell' art. 117, primo e secondo comma , e dell' art. 118, primo comma, della Costituzione , ferme restando le funzioni che attengano ad esigenze di carattere unitario nei rispettivi territori, le regioni organizzano l'esercizo delle funzioni amministrative a livello locale attraverso i comuni e le province. 2. Ai fini di cui al comma 1, le leggi regionali si conformano ai principi stabiliti dalla presente legge in ordine alle funzioni del comune e della provincia, identificando nelle materie e nei casi previsti dall' art. 117 della Costituzione gli interessi comunali e provinciali in rapporto alle caratteristiche della popolazione e del territorio. 3. La legge regionale disciplina la cooperazione dei comuni e delle province tra loro e con la regione, al fine di realizzare un efficiente sistema delle autonomie locali al servizio dello sviluppo economico, sociale e civile. 4. La regione determina gli obiettivi generali della programmazione economicosociale e territoriale e su questa base ripartisce le risorse destinate al finanziamento del programma di investimenti degli enti locali. 5. Comuni e province concorrono alla determinazione degli obiettivi contenuti nei piani e programmi dello Stato e delle regioni e provvedono, per quanto di propria competenza, alla loro specificazione ed attuazione. 6. La legge regionale stabilisce forme e modi della partecipazione degli enti locali alla formazione dei piani e programmi regionali e degli altri provvedimenti della regione. 7. La legge regionale fissa i criteri e le procedure per la formazione e attuazione degli atti e degli strumenti della programmazione socioeconomica e della pianificazione territoriale dei comuni e delle province rilevanti ai fini dell'attuazione dei programmi regionali. 8. La legge regionale disciplina altresì con norme di carattere generale modi e procedimenti per la verifica della compatibilità fra gli strumenti di cui al comma 7 ed i programmi regionali ove esistenti". - Per il testo del comma 5 dell'art. 4 della legge n. 59/1997 si veda nelle note alle premesse. - Il decreto legislativo 23 dicembre 1997, n. 469 , è citato nelle note alle premesse. - Il testo dell' art. 2, comma 2, del decreto legislativo 23 dicembre 1997, n. 469 , è il seguente: "2. Sono conferiti alle regioni le funzioni ed i compiti in materia di politica attiva del lavoro e in particolare: a) programmazione e coordinamento di iniziative volte ad incrementare l'occupazione e ad incentivare l'incontro tra domanda e offerta di lavoro anche con riferimento all'occupazione femminile; b) collaborazione alla elaborazione di progetti relativi all'occupazione di soggetti tossicodipendenti ed ex detenuti; c) programmazione e coordinamento di iniziative volte a favorire l'occupazione degli iscritti alle liste di collocamento con particolare riferimento ai soggetti destinatari di riserva di cui all' art. 25 della legge 23 luglio 1991, n. 223 ; d) programmazione e coordinamento delle iniziative finalizzate al reimpiego dei lavoratori posti in mobilità e all'inserimento lavorativo di categorie svantaggiate; e) indirizzo, programmazione e verifica dei tirocini formativi e di orientamento e borse di lavoro; f) indirizzo, programmazione e verifica dei lavori socialmente utili ai sensi delle normative in materia; g) compilazione e tenuta della lista di mobilità dei lavoratori previa analisi tecnica".

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Il Decreto Legislativo 379/1998 disciplina la ripartizione di funzioni amministrative tra regioni ed enti locali in materia di mercato del lavoro, politiche attive dell'occupazione e servizi per l'impiego. Consulenti del lavoro e amministratori pubblici lo consultano per comprendere le competenze regionali in materia di programmazione occupazionale, tirocini formativi, liste di mobilità e inserimento lavorativo di categorie svantaggiate, nonché il raccordo tra sistema scolastico e politiche del lavoro.

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