Modifiche ed integrazioni al decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151, recante testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternita' e della paternita', a norma dell'articolo 15 della legge 8 marzo 2000, n. 53.
Quali modifiche apporta il Decreto Legislativo 115/2003 alla disciplina della sostituzione di lavoratori in congedo per maternità e paternità?
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Il Decreto Legislativo 115/2003 modifica l'articolo 4 del Testo Unico sulla maternità e paternità (D.Lgs. 151/2001), introducendo la possibilità per i datori di lavoro di utilizzare personale con contratto temporaneo, oltre a quello a tempo determinato, per sostituire i lavoratori assenti per congedi di maternità e paternità. La norma si applica a tutte le aziende che devono garantire la continuità operativa durante l'assenza di dipendenti in congedo. La modifica riguarda sia le aziende di qualsiasi dimensione che le aziende con meno di venti dipendenti, per le quali rimane vigente lo sgravio contributivo del 50% sui contributi a carico del datore di lavoro. In pratica, le aziende possono ora ricorrere a forme di lavoro temporaneo più flessibili, mantenendo comunque i benefici contributivi previsti per le piccole imprese e rispettando i limiti temporali stabiliti (fino al primo anno di età del figlio o dall'accoglienza del minore adottato). Questo rappresenta un adeguamento della normativa alle esigenze di flessibilità del mercato del lavoro, permettendo alle imprese di gestire meglio le sostituzioni temporanee durante i congedi parentali.
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Riferimento normativo
DECRETO LEGISLATIVO 23 aprile 2003, n. 115
Testo normativo
DECRETO LEGISLATIVO n. 115/2003
# DECRETO LEGISLATIVO 23 aprile 2003, n. 115
## Modifiche ed integrazioni al decreto legislativo 26 marzo 2001, n.
151, recante testo unico delle disposizioni legislative in materia di
tutela e sostegno della maternita' e della paternita', a norma
dell'articolo 15 della legge 8 marzo 2000, n. 53.
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA Visti gli articoli 76 e 87 della Costituzione ; Visto l' articolo 15 della legge 8 marzo 2000, n. 53 , recante delega al Governo per l'emanazione di un decreto legislativo contenente il testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e di sostegno della maternità e della paternità; Visto il testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità, approvato con decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151 ; Visto in particolare, l'articolo 15, comma 3, della citata legge n. 53 del 2000 , come modificato dall' articolo 54 della legge 16 gennaio 2003, n. 3 , che prevede la possibilità di emanare entro due anni dalla data di entrata in vigore del testo unico disposizioni correttive del medesimo, nel rispetto dei principi e criteri direttivi della delega; Vista la legge 23 agosto 1988, n. 400 ; Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 7 marzo 2003; Udito il parere del Consiglio di Stato, espresso dalla sezione consultiva per gli atti normativi nell'adunanza del 24 marzo 2003; Acquisito il parere delle competenti Commissioni parlamentari; Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 18 aprile 2003; Sulla proposta del Ministro del lavoro e delle politiche sociali e del Ministro per le pari opportunità, di concerto con i Ministri della salute e per la funzione pubblica; Emana il seguente decreto legislativo: Art. 1 Modifiche al Capo I 1. All'articolo 4 del testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità, a norma dell' articolo 15 della legge 8 marzo 2000, n. 53 , approvato con decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151 , di seguito denominato: «testo unico», sono apportate le seguenti modificazioni: a) al comma 1 dopo le parole: «determinato o» sono inserite le seguenti: «utilizzare personale con contratto»; b) al comma 2 dopo le parole: «determinato e» è inserita la seguente: «l'utilizzazione». Avvertenza: Il testo delle note qui pubblicato è stato redatto dall'amministrazione competente per materia, ai sensi dell'art.10, commi 2 e 3, del testo unico delle disposizioni sulla promulgazione delle leggi, sull'emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica e sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana, approvato con D.P.R. 28 dicembre 1985, n. 1092 , al solo fine di facilitare la lettura delle disposizioni di legge modificate o alle quali è operato il rinvio. Restano invariati il valore e l'efficacia degli atti legislativi qui trascritti. Nota al titolo: - Il testo del decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151 (Testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità, a norma dell' art. 15 della legge 8 marzo 2000, n. 53 ), è pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 26 aprile 2001, n. 96, supplemento ordinario. Note alle premesse: - Il testo dell' art. 76 della Costituzione è il seguente: «Art. 76. - L'esercizio della funzione legislativa non può essere delegato al Governo se non con determinazione di principi e criteri direttivi e soltanto per tempo limitato e per oggetti definiti.». - Il testo dell' art. 87 della Costituzione è il seguente: «Art. 87. - Il Presidente della Repubblica è il capo dello Stato e rappresenta l'unità nazionale. Può inviare messaggi alle camere. Indice le elezioni delle nuove Camere e ne fissa la prima riunione. Autorizza la presentazione alle Camere dei disegni di legge di iniziativa del Governo. Promulga le leggi ed emana i decreti aventi valore di legge e i regolamenti. Indice il referendum popolare nei casi previsti dalla Costituzione.». - Il testo dell' art. 15 della legge 8 marzo 2000, n. 53 (Disposizioni per il sostegno della maternità e della paternità, per il diritto alla cura e alla formazione e per il coordinamento dei tempi delle citta), è il seguente: «Art. 15 (Testo unico). - 1. Al fine di conferire organicità e sistematicità alle norme in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità, entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, il Governo è delegato ad emanare un decreto legislativo recante il testo unico delle disposizioni legislative vigenti in materia, nel rispetto dei seguenti principi e criteri direttivi: a) puntuale individuazione del testo vigente delle norme; b) esplicita indicazione delle norme abrogate, anche implicitamente, da successive disposizioni; c) coordinamento formale del testo delle disposizioni vigenti, apportando, nei limiti di detto coordinamento, le modifiche necessarie per garantire la coerenza logica e sistematica della normativa, anche al fine di adeguare e semplificare il linguaggio normativo; d) esplicita indicazione delle disposizioni, non inserite nel testo unico , che restano comunque in vigore; e) esplicita abrogazione di tutte le rimanenti disposizioni, non richiamate, con espressa indicazione delle stesse in apposito allegato al testo unico; f) esplicita abrogazione delle norme secondarie incompatibili con le disposizioni legislative raccolte nel testo unico. 2. Lo schema del decreto legislativo di cui al comma 1 è deliberato dal Consiglio dei Ministri ed è trasmesso, con apposita relazione cui è allegato il parere del Consiglio di Stato, alle competenti Commissioni parlamentari permanenti, che esprimono il parere entro quarantacinque giorni dall'assegnazione. 3. Entro due anni dalla data di entrata in vigore del decreto legislativo di cui al comma 1 possono essere emanate, nel rispetto dei principi e criteri direttivi di cui al medesimo comma 1 e con le modalità di cui al comma 2, disposizioni correttive del testo unico». - Per il decreto legislativo n. 151 del 2001 , vedere nota al titolo. - Il testo della legge 23 agosto 1988, n. 400 (Disciplina dell'attività di Governo e ordinamento della Presidenza del Consiglio dei Ministri) è pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 12 settembre 1988, n. 214, supplemento ordinario. Nota all'art. 1: - Il testo dell'art. 4 del citato decreto legislativo n. 151 del 2001 , come modificato dal decreto qui pubblicato, è il seguente: «Art. 4 (Sostituzione di lavoratrici e lavoratori in congedo). - 1. In sostituzione delle lavoratrici e dei lavoratori assenti dal lavoro, in virtù delle disposizioni del presente testo unico , il datore di lavoro può assumere personale con contratto a tempo determinato o utilizzare personale con contratto temporaneo, ai sensi, rispettivamente, dell' art. 1, secondo comma, lettera b), della legge 18 aprile 1962, n. 230 , e dell' art. 1, comma 2, lettera c), della legge 24 giugno 1997, n. 196 , e con l'osservanza delle disposizioni delle leggi medesime. 2. L'assunzione di personale a tempo determinato e l'utilizzazione di personale temporaneo, in sostituzione di lavoratrici e lavoratori in congedo ai sensi del presente testo unico può avvenire anche con anticipo fino ad un mese rispetto al periodo di inizio del congedo, salvo periodi superiori previsti dalla contrattazione collettiva. 3. Nelle aziende con meno di venti dipendenti, per i contributi a carico del datore di lavoro che assume personale con contratto a tempo determinato in sostituzione di lavoratrici e lavoratori in congedo, è concesso uno sgravio contributivo del 50 per cento. Quando la sostituzione avviene con contratto di lavoro temporaneo, l'impresa utilizzatrice recupera dalla società di fornitura le somme corrispondenti allo sgravio da questa ottenuto. 4. Le disposizioni del comma 3 trovano applicazione fino al compimento di un anno di età del figlio della lavoratrice o del lavoratore in congedo o per un anno dall'accoglienza del minore adottato o in affidamento. 5. Nelle aziende in cui operano lavoratrici autonome di cui al Capo XI, è possibile procedere, in caso di maternità delle suddette lavoratrici, e comunque entro il primo anno di età del bambino o nel primo anno di accoglienza del minore adottato o in affidamento, all'assunzione di personale a tempo determinato e di personale temporaneo, per un periodo massimo di dodici mesi, con le medesime agevolazioni di cui al comma 3.».
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Il Decreto Legislativo 115/2003 è il riferimento normativo per la disciplina della sostituzione di lavoratori in congedo di maternità e paternità, affrontando tematiche di contratti a tempo determinato, lavoro temporaneo, sgravi contributivi e agevolazioni per le piccole imprese. Consulenti del lavoro e responsabili HR lo consultano per questioni relative a congedi parentali, obblighi di sostituzione, deducibilità dei costi di personale temporaneo e compliance con la normativa sulla tutela della maternità e paternità.
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