Interventi urgenti per il risanamento e l'adeguamento dei sistemi
di smaltimento delle acque usate e degli impianti igienico-sanitari
nei centri storici e nelle isole dei comuni di Venezia e di Chioggia.
Quali sono gli obblighi per i comuni di Venezia e Chioggia in materia di smaltimento delle acque usate e quali agevolazioni sono previste per i privati e le aziende?
Spiegato da FiscoAI
Il decreto-legge 96/1995 disciplina gli interventi urgenti per il risanamento dei sistemi fognari e degli impianti igienico-sanitari nei centri storici e nelle isole di Venezia e Chioggia, aree particolarmente critiche per l'inquinamento della laguna. I comuni devono elaborare progetti di massima per la realizzazione di fognature e depurazione delle acque entro il 30 giugno 1995, secondo criteri approvati dalla Regione Veneto e dalla commissione per la salvaguardia di Venezia. La normativa consente lo scarico delle acque reflue da insediamenti civili, aziende artigiane, strutture ospedaliere e turistiche, purché sottoposte a trattamenti individuali approvati dai comuni. I sindaci possono concedere contributi ai privati per l'esecuzione delle opere di risanamento degli impianti igienico-sanitari, utilizzando fondi vincolati. Per chi ha presentato un piano di adeguamento entro il 30 novembre 1994, sono previsti termini estesi per il completamento delle opere (fino al 30 giugno 1996) e una sospensione dei procedimenti penali per scarichi non autorizzati, con possibilità di sanatoria al rilascio dell'autorizzazione.
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Riferimento normativo
DECRETO-LEGGE 29 marzo 1995, n. 96
Testo normativo
DECRETO-LEGGE n. 96/1995
# DECRETO-LEGGE 29 marzo 1995, n. 96
## Interventi urgenti per il risanamento e l'adeguamento dei sistemi
di smaltimento delle acque usate e degli impianti igienico-sanitari
nei centri storici e nelle isole dei comuni di Venezia e di Chioggia.
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA Visti gli articoli 77 e 87 della Costituzione ; Ritenuta la straordinaria necessità ed urgenza di emanare disposizioni che consentano la realizzazione di interventi di disinquinamento e risanamento della laguna di Venezia; Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 29 marzo 1995; Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri e Ministro del tesoro e del Ministro dei lavori pubblici e dell'ambiente, di concerto con i Ministri di grazia e giustizia, per la funzione pubblica e gli affari regionali, del bilancio e della programmazione economica e dell'industria, del commercio e dell'artigianato e del commercio con l'estero; EMANA il seguente decreto-legge: Art. 1 1. L' articolo 10 del decreto-legge 5 febbraio 1990, n. 16 , convertito, con modificazioni, dalla legge 5 aprile 1990, n. 71 , è sostituito dal seguente: "Art. 10 (Venezia e Chioggia). - 1. I comuni di Venezia e Chioggia ((...)) , elaborano, entro il 30 giugno 1995, (( progetti di massima per la realizzazione di fognature e per la depurazione delle acque )) usate provenienti dai centri storici, dalle isole e dai litorali del Lido e di Pellestrina e dal litorale di Cavallino Treporti, secondo criteri e tecnologie adeguati a realizzare nell'intera area lagunare gli obiettivi previsti (( dal piano regionale di risanamento delle acque, approvato con delibera del consiglio regionale del Veneto n. 962 del 1 settembre 1989 )) . Il comune di Venezia provvede alla suddetta elaborazione nell'ambito del progetto integrato definito dall'accordo di programma del 3 agosto 1993 ai sensi dell' articolo 5 della legge 5 febbraio 1992, n. 139 . (( 2. I progetti di massima di cui al comma 1 )) sono approvati dalla regione Veneto previo parere della commissione per la salvaguardia di Venezia di cui all' articolo 5 della legge 16 aprile 1973, n. 171 , come integrata dall' articolo 4 della legge 8 novembre 1991,n. 360 . (( L'approvazione costituisce integrazione del "Piano per la prevenzione dell'inquinamento ed il risanamento delle acque del bacino idrografico immediatamente sversante nella laguna di Venezia", nonchè variante agli strumenti urbanistici generali )) . 3. Negli ambiti indicati nel comma 1, non dotati di fognature dinamiche, è consentito lo scarico delle acque reflue provenienti dagli insediamenti civili di cui ai commi undicesimo , dodicesimo e tredicesimo dell'articolo 3 del decreto del Presidente della Repubblica 20 settembre 1973, n. 962 , dalle aziende artigiane produttive, ancorchè non rientranti nella tipologia di cui all'articolo 17 del piano regionale di risanamento delle acque, approvato con delibera del consiglio regionale del Veneto n. 962 del 1 settembre 1989 , dagli stabilimenti ospedalieri, dagli enti assistenziali e dalle aziende turistiche ricettive e della ristorazione, purchè sottoposte a trattamenti individuali secondo i progetti approvati dai comuni. (( I privati e gli altri soggetti non compresi nel precedente periodo, e più in generale tutti coloro che utilizzano scarichi di natura civile, provvedono a dotarsi di sistemi di trattamento in esecuzione dei progetti di massima di cui al comma 1 del presente articolo e con le modalità e i tempi indicati dai sindaci dei comuni di Venezia e di Chioggia )) . I trattamenti degli scarichi di cui al presente comma superiori a cento abitanti equivalenti devono essere basati sull'impiego delle migliori tecnologie applicabili e gestibili, a costi sostenibili e tenendo conto della situazione urbanistica ed edilizia specifica. Le tipologie degli impianti individuali o le relative prestazioni depurative sono identificate dalla regione Veneto con il piano regionale di risanamento delle acque, approvato ai sensi dell' articolo 8 della legge 10 maggio 1976, n. 319 , e successive modificazioni, che sarà a tal fine integrato, per il trattamento degli scarichi superiori a cento abitanti equivalenti, entro il 31 dicembre 1994. I caratteri di qualità delle acque degli effluenti degli impianti individuali di cui al presente comma possono eccedere i limiti stabiliti dalla tabella allegata al decreto del Presidente della Repubblica 20 settembre 1973, n. 962 (( ,fatte salve specifiche e motivate prescrizioni integrative da parte delle autorità sanitarie competenti )) . 4. Il sindaco del comune di Venezia e il sindaco del comune di Chioggia possono concedere contributi ai privati per l'esecuzione delle opere di risanamento degli impianti igienico-sanitari di tutte le unità edilizie interessate dai progetti di intervento, utilizzando le quote vincolate ai sensi dell' articolo 2, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 139 . (( 4-bis. Per le autorizzazioni degli scarichi civili e di quelli relativi alle aziende artigiane produttive, agli enti assistenziali ed alle aziende turistiche ricettive e della ristorazione di cui al comma 5, rilasciate dal Magistrato alle acque di Venezia previa approvazione dei progetti da parte dei comuni di Venezia e di Chioggia, secondo le rispettive pertinenze territoriali, i canoni, a decorrere dal 1 gennaio 1995, sono versati direttamente ai comuni di Venezia e di Chioggia, per i fini di cui al presente articolo. I canoni di cui sopra saranno rideterminati in base al consumo idrico ed ai criteri che saranno stati definiti dal Magistrato alle acque di Venezia e dai comuni di Venezia e di Chioggia con le modalità di cui all' articolo 5 della legge 5 febbraio 1992, n. 139 . )) 5. Le aziende artigiane produttive, di cui al comma 3, gli stabilimenti ospedalieri, gli enti assistenziali, le aziende turistiche ricettive e della ristorazione non serviti da pubblica fognatura che abbiano presentato ((...)) ai comuni entro il 30 novembre 1994 un piano di adeguamento degli scarichi, possono completare le opere entro il (( 30 giugno 1996 )) . ((PERIODO SOPPRESSO DALLA L. 31 MAGGIO 1995, N. 206 )) . Le disposizioni di cui al comma 4 si applicano (( ai soggetti )) , di cui al comma 3, che abbiano presentato ((...)) ai comuni entro il 30 novembre 1994 il suddetto piano di adeguamento degli scarichi. I sindaci, nel definire il criterio preferenziale, dovranno tener conto del rischio di inquinamento collegato e quindi della particolarità del caso e dell'urgenza delle opere da eseguire, oppure dell'avvenuta completa esecuzione degli interventi previsti nel suddetto piano di adeguamento degli scarichi. 6. In attesa della definizione dei procedimenti amministrativi di cui al comma 5, sono sospesi i procedimenti penali per i reati di scarico senza autorizzazione e di superamento dei limiti di accettabilità di cui al decreto del Presidente della Repubblica 20 settembre 1973, n. 962 , previsti dall' articolo 9 della legge 16 aprile 1973, n. 171 , e successive modificazioni ed integrazioni. Il rilascio in sanatoria delle autorizzazioni entro i termini previsti dal comma 5 estingue i reati stessi".
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Il decreto-legge 96/1995 è il riferimento normativo per gli interventi di disinquinamento della laguna di Venezia, disciplinando fognature, depurazione delle acque reflue e impianti igienico-sanitari. Sindaci, aziende artigiane, strutture ricettive e operatori turistici devono conformarsi ai progetti di massima e ai criteri della Regione Veneto, con particolare attenzione ai trattamenti degli scarichi superiori a cento abitanti equivalenti e alle migliori tecnologie applicabili.
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