Qual è l'oggetto della Legge 676/1996 e quali sono i principali ambiti di intervento delegati al Governo?
Spiegato da FiscoAI
La Legge 676/1996 è una legge delega che conferisce al Governo il potere di emanare decreti legislativi per integrare e completare la normativa sulla protezione dei dati personali. Si applica a tutti i soggetti pubblici e privati che trattano dati personali, riguardando sia le persone fisiche che altri soggetti interessati. La legge individua 15 criteri direttivi (lettere a-o) che il Governo deve seguire nell'emanazione dei decreti, coprendo ambiti specifici come i dati sanitari, i dati per direct marketing, i dati di sicurezza sociale, i dati per finalità lavorative, i dati per pagamenti, e la comunicazione di dati da parte di organi pubblici. In pratica, la legge stabilisce che il Governo deve regolamentare modalità concrete di trattamento, garantire uniformità nelle protezioni, semplificare gli adempimenti per le piccole imprese, e adattare le disposizioni ai diversi settori di attività. Per commercialisti e aziende, è rilevante perché impone obblighi di notificazione, rettificazione e aggiornamento dei dati, nonché specifiche garanzie per dati sensibili e identificativi come il codice fiscale.
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Riferimento normativo
LEGGE 31 dicembre 1996, n. 676
Testo normativo
LEGGE n. 676/1996
# LEGGE 31 dicembre 1996, n. 676
## Delega al Governo in materia di tutela delle persone e di altri
soggetti rispetto al trattamento dei dati personali.
La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno approvato; IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA PROMULGA la seguente legge: Art. 1 (Delega per l'emanazione di disposizioni integrative della legislazione in materia di tutela delle persone e di altri soggetti rispetto al trattamento dei dati personali) 1. Il Governo della Repubblica è delegato ad emanare, entro diciotto mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, uno o più decreti legislativi recanti disposizioni integrative della legislazione in materia di tutela delle persone e di altri soggetti rispetto al trattamento dei dati personali, con l'osservanza dei seguenti principi e criteri direttivi: a) specificare le modalità di trattamento dei dati personali utilizzati a fini storici, di ricerca e di statistica, tenendo conto dei principi contenuti nella raccomandazione n. R. (83) 10, adottata il 23 settembre 1983 dal Consiglio d'Europa, e successive modificazioni, con particolare riferimento alla durata della loro conservazione ed alle garanzie adeguate prescritte dalla normativa comunitaria riguardo ai dati raccolti per scopi diversi da quelli statistici, storici o scientifici e successivamente conservati per tali, diverse, finalità; b) garantire la piena attuazione dei principi previsti dalla legislazione in materia di dati personali nell'ambito dei diversi settori di attività, nel rispetto dei criteri direttivi e dei principi della normativa comunitaria e delle seguenti raccomandazioni adottate dal Consiglio d'Europa: 1) n. R. (81)1, del 23 gennaio 1981, in materia di dati sanitari, e successive modificazioni; 2) n. R. (85) 20, del 25 ottobre 1985, sui dati utilizzati per fini di direct marketing; ((3)) 3) n. R. (86) 1, del 23 gennaio 1986, sui dati impiegati per scopi di sicurezza sociale; ((3)) 4) n. R. (89) 2, del 18 gennaio 1989, sui dati utilizzati per finalità di lavoro; ((3)) 5) n. R. (90) 19, del 13 settembre 1990, in materia di dati personali utilizzati per finalità di pagamento e di altre operazioni connesse; ((3)) 6) n. R. (91) 10, del 9 settembre 1991, sulla comunicazione a terzi dei dati personali detenuti da organi pubblici; ((3)) 7) n. R. (95) 4, del 7 febbraio 1995, sulla protezione dei dati personali nel settore dei servizi di telecomunicazione, con particolare riguardo ai servizi telefonici; c) razionalizzare il trattamento economico del personale del Garante per la protezione dei dati personali in relazione a quello previsto dall'ordinamento per ogni altra Autorità di garanzia secondo il tendenziale criterio dell'uniformità a parità di responsabilità costituzionale; ((3)) d) individuare i presupposti per l'attribuzione di un numero di identificazione personale, ivi compreso il codice fiscale, e per il trattamento del medesimo e delle informazioni ad esso connesse, nonchè per il collegamento con altri dati, sentita l'Autorità per l'informatica nella pubblica amministrazione, prevedendo adeguate garanzie con riferimento ai numeri di identificazione personale connessi a dati di carattere sensibile o idonei a rivelare i provvedimenti di cui all'articolo 686, commi 1, lettere a) e d), 2 e 3 del codice di procedura penale ; ((3)) e) stabilire le modalità e i termini per l'aggiornamento, per la rettificazione e per le altre modificazioni dei dati effettuati in conseguenza dell'esercizio dei diritti dell'interessato o di un provvedimento del Garante per la protezione dei dati personali , quando i dati personali sono riprodotti su disco ottico; ((3)) f) prevedere forme semplificate di notificazione del trattamento dei dati personali e del loro trasferimento all'estero, con particolare riguardo ai trattamenti non automatizzati di dati diversi da quelli sensibili e da quellidi cui all' articolo 686 del codice di procedura penale , ed ulteriori casi di esonero dal relativo obbligo per trattamenti da individuare preventivamente che, in ragione delle relative modalità o della natura dei dati personali, non presentino rischi di un danno all'interessato, ferma restando l'applicabilità delle altre disposizioni di legge; g) prevedere forme di semplificazione degli adempimenti a carico delle piccole imprese e di coloro che esercitano imprese artigiane; h) estendere l'applicazione delle disposizioni relative al trattamento dei dati da parte di chi esercita la professione di giornalista, ad eccezione delle disposizioni concernenti i dati sensibili, ai soggetti che esercitano con carattere di continuità l'attività di pubblicista o di praticante giornalista iscritti, rispettivamente, negli elenchi di cui agli articoli 26 e 33 della legge 3 febbraio 1963, n. 69 ; i) adattare, ai trattamenti in ambito pubblico esclusi dall'applicazione della legislazione in materia di tutela delle persone e di altri soggetti rispetto al trattamento dei dati personali, i principi desumibili dalla medesima legislazione, sulla base dei seguenti criteri: 1) pieno recepimento dei principi medesimi; 2) rispetto dei principi stabiliti dalla Convenzione n. 108 sulla protezione delle persone rispetto al trattamento automatizzato di dati di carattere personale, adottata a Strasburgo il 28 gennaio 1981 e resa esecutiva con legge 21 febbraio 1989, n. 98 , nonchè della normativa comunitaria, tenendo conto dei criteri di cui alla raccomandazione n. R. (87) 15, adottata il 17 settembre 1987 dal Consiglio d'Europa; 3) ricognizione puntuale dei soggetti pubblici titolari dei trattamenti esclusi, nonchè dei medesimi trattamenti; 4) introduzione degli adattamenti resi indispensabili dalla specificità degli interessi perseguiti dai suddetti trattamenti in ambito pubblico; 5) particolare considerazione per trattamenti di dati che implichino maggiori rischi di un danno all'interessato; 6) specificazione delle modalità attraverso le quali si svolge il controllo sul rispetto delle disposizioni di legge che presiedono ai suddetti trattamenti in ambito pubblico; ((3)) l) prevedere norme che favoriscano lo sviluppo dell'informatica giuridica e le modalità di collegamento, per l'autorità giudiziaria e per l'autorità di pubblica sicurezza, con le banche dati della pubblica amministrazione; ((3)) m) mantenere il raccordo tra le attività del Garante per la protezione dei dati personali e quelle dell'Autorità per l'informatica nella pubblica amministrazione, anche modificando le disposizioni della legislazione in materia di tutela delle persone e di altri soggetti rispetto al trattamento dei dati personali e del decreto legislativo 12 febbraio 1993, n. 39 , e successive modificazioni, nonchè l'armonizzazione dello stato giuridico del relativo personale; n) stabilire le modalità applicative della legislazione in materia di protezione dei dati personali ai servizi di comunicazione e di informazione offerti per via telematica, individuando i titolari del trattamento di dati inerenti i servizi accessibili al pubblico e la corrispondenza privata, nonchè i compiti del gestore anche in rapporto alle connessioni con reti sviluppate su base internazionale; ((3)) o) individuare i casi in cui, all'atto della comunicazione o della diffusione di dati personali provenienti da archivi, registri, elenchi, atti o documenti tenuti da pubbliche amministrazioni, debba essere indicata la fonte di acquisizione dei dati. (2) ((3)) --------------- AGGIORNAMENTO (2) La L. 6 ottobre 1998, n. 344 ha disposto (con l'art. 1, comma 2) che "I decreti legislativi previsti dagli articoli 1 e 2 della legge 31 dicembre 1996, n. 676 , e successive modificazioni, in materia di trattamento dei dati personali, sono emanati entro il 31 luglio 1999, sulla base dei principi e dei criteri direttivi indicati nella medesima legge." --------------- AGGIORNAMENTO (3) La L. 24 marzo 2001, n. 127 ha disposto (con l'art. 1, comma 1) che "I decreti legislativi di cui all'articolo 1, comma 1, lettere b), numeri 2), 3), 4), 5) e 6), c), d), e), i), l), n), ed o), e all' articolo 2 della legge 31 dicembre 1996, n. 676 , e successive modificazioni, in materia di trattamento dei dati personali, sono emanati entro il 31 dicembre 2001, sulla base dei principi e dei criteri direttivi indicati nella medesima legge."
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La Legge 676/1996 rappresenta il fondamento della delega legislativa in materia di protezione dei dati personali, affrontando tematiche come il trattamento automatizzato, i dati sensibili, il codice fiscale e i numeri di identificazione personale. Professionisti e aziende devono considerare gli obblighi di notificazione, le modalità di trasferimento dati all'estero, le semplificazioni per PMI e artigiani, nonché il raccordo con il Garante per la protezione dei dati personali e le raccomandazioni del Consiglio d'Europa.
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