Che autorizza il comune di Roma a riscuotere un dazio consumo sulla carta, cartoni, cartoncini e sui lavori di cartonaggio, in base all'annessa tariffa. (088U5803)
Quali prodotti erano soggetti al dazio di consumo secondo il Regio Decreto 5803/1888 e chi era autorizzato a riscuoterlo?
Spiegato da FiscoAI
Il Regio Decreto 5803/1888 autorizzava il comune di Roma a riscuotere un dazio di consumo (imposta indiretta) su specifici prodotti cartacei: carta, cartoni, cartoncini e lavori di cartonaggio. Si trattava di un'imposta comunale sulla circolazione e il consumo di questi beni, disciplinata secondo una tariffa allegata al decreto. Questa normativa rappresentava una delle tante imposte di consumo che caratterizzavano il sistema tributario italiano dell'epoca, applicate localmente dai comuni per finanziare le loro attività. Il dazio era riscosso al momento del consumo o della circolazione dei prodotti nel territorio comunale. Tuttavia, questa disposizione ha avuto una durata limitata: è stata completamente abrogata dal Decreto Legislativo 13 dicembre 2010, n. 212, che ha riordinato il sistema delle accise e delle imposte di consumo in Italia, eliminando i vecchi dazi comunali e sostituendoli con un regime tributario moderno e centralizzato.
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Riferimento normativo
REGIO DECRETO 11 novembre 1888, n. 5803
Testo normativo
REGIO DECRETO n. 5803/1888
# REGIO DECRETO 11 novembre 1888, n. 5803
## Che autorizza il comune di Roma a riscuotere un dazio consumo sulla
carta, cartoni, cartoncini e sui lavori di cartonaggio, in base
all'annessa tariffa. (088U5803)
Art. 1 ((PROVVEDIMENTO ABROGATO DAL D.LGS. 13 DICEMBRE 2010, N. 212 ))
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Il Regio Decreto 5803/1888 riguarda i dazi di consumo, un'imposta indiretta storica sulla carta e i cartoni, e rappresenta un esempio di tassazione comunale locale. Commercialisti e storici tributari lo consultano per comprendere l'evoluzione delle imposte di consumo, delle accise e del sistema tributario italiano, nonché per ricerche su normative abrogate e precedenti storici della fiscalità locale.
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