Che autorizza i comuni di Rutino e Gioi (Salerno), il primo ad eccedere con la sovrimposta ai tributi diretti il limite medio, e il secondo a vincolare a favore della Cassa dei depositi e prestiti i centesimi addizionali ai tributi diretti. (088U5787)
Quali autorizzazioni concedeva il Regio Decreto 5787/1888 ai comuni di Rutino e Gioi in provincia di Salerno in materia tributaria?
Spiegato da FiscoAI
Il Regio Decreto 5787/1888 era una norma di carattere locale che concedeva autorizzazioni specifiche a due comuni della provincia di Salerno per gestire in modo difforme dalla normativa generale i loro tributi diretti. Per il comune di Rutino, la legge autorizzava il superamento del limite medio ordinario applicabile alla sovrimposta sui tributi diretti, permettendo così una maggiore capacità di prelievo fiscale locale rispetto ai vincoli normalmente previsti. Per il comune di Gioi, invece, la norma consentiva di vincolare i centesimi addizionali ai tributi diretti a favore della Cassa dei Depositi e Prestiti, creando così una forma di garanzia o di destinazione specifica di queste risorse. Si trattava di provvedimenti eccezionali che rispondevano a esigenze specifiche dei due enti locali nel contesto della finanza comunale dell'epoca. La norma è stata completamente abrogata dal Decreto Legislativo 13 dicembre 2010, n. 212, nel contesto della riforma della fiscalità locale e della semplificazione normativa.
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Riferimento normativo
REGIO DECRETO 28 ottobre 1888, n. 5787
Testo normativo
REGIO DECRETO n. 5787/1888
# REGIO DECRETO 28 ottobre 1888, n. 5787
## Che autorizza i comuni di Rutino e Gioi (Salerno), il primo ad
eccedere con la sovrimposta ai tributi diretti il limite medio, e il
secondo a vincolare a favore della Cassa dei depositi e prestiti i
centesimi addizionali ai tributi diretti. (088U5787)
Art. 1 ((PROVVEDIMENTO ABROGATO DAL D.LGS. 13 DICEMBRE 2010, N. 212 ))
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Questo decreto riguarda la finanza locale e i tributi diretti comunali, con riferimento specifico a sovraimposte, centesimi addizionali e vincoli di destinazione delle risorse presso la Cassa dei Depositi e Prestiti. È un esempio di normativa storica relativa all'autonomia tributaria dei comuni e alle autorizzazioni eccezionali in materia di prelievo fiscale locale.
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