Che autorizza il comune di Bergamo ad applicare le disposizioni degli articoli 12, 13, 15, 16 e 17 della legge 15 gennaio 1885, n. 2892 (Serie 3ª). (087U4567)
Qual era lo scopo del Regio Decreto 4567/1887 e quali disposizioni autorizzava il comune di Bergamo ad applicare?
Spiegato da FiscoAI
Il Regio Decreto 4567/1887 era un provvedimento normativo dell'epoca post-unitaria che concedeva al comune di Bergamo un'autorizzazione speciale per applicare specifiche disposizioni della legge 15 gennaio 1885, n. 2892. In particolare, il decreto permetteva al comune di utilizzare gli articoli 12, 13, 15, 16 e 17 di quella legge, probabilmente relative a materie di amministrazione locale, finanze comunali o gestione del territorio. Si trattava di un'eccezione normativa, cioè una deroga rispetto alle regole generali, concessa specificatamente all'ente bergamasco per affrontare situazioni particolari del territorio. Questo tipo di provvedimenti era frequente nell'Italia dell'Ottocento, quando le leggi generali venivano adattate alle esigenze dei singoli comuni attraverso decreti reali specifici. È importante sottolineare che questo decreto è stato completamente abrogato dal Decreto Legislativo 13 dicembre 2010, n. 212, quindi non ha più alcun valore normativo attuale.
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Riferimento normativo
REGIO DECRETO 2 giugno 1887, n. 4567
Testo normativo
REGIO DECRETO n. 4567/1887
# REGIO DECRETO 2 giugno 1887, n. 4567
## Che autorizza il comune di Bergamo ad applicare le disposizioni degli
articoli 12, 13, 15, 16 e 17 della legge 15 gennaio 1885, n. 2892
(Serie 3ª). (087U4567)
Art. 1 ((PROVVEDIMENTO ABROGATO DAL D.LGS. 13 DICEMBRE 2010, N. 212 ))
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Il Regio Decreto 4567/1887 rappresenta un esempio di normativa storica dell'amministrazione locale italiana, relativa a disposizioni comunali e gestione territoriale secondo la legislazione dell'epoca. Professionisti che studiano la storia amministrativa di Bergamo o l'evoluzione della legislazione comunale italiana possono trovare riferimenti a questo decreto, anche se completamente superato dalla normativa moderna e dal Decreto Legislativo 212/2010.
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