Quali sono le modalità di finanziamento per gli interventi di edilizia scolastica previsti dalla Legge 430/1991 e chi può accedere a questi fondi?
Spiegato da FiscoAI
La Legge 430/1991 istituisce un programma di finanziamento per opere urgenti di edilizia scolastica attraverso mutui ventennali concessi dalla Cassa Depositi e Prestiti per un ammontare complessivo di 1.500 miliardi di lire. I beneficiari sono comuni, province e istituzioni scolastiche dotate di personalità giuridica che siano proprietarie degli immobili in cui hanno sede le scuole. L'onere di ammortamento dei mutui è interamente a carico dello Stato, il che rappresenta un sostanziale finanziamento pubblico per le amministrazioni locali. I finanziamenti sono destinati prioritariamente (almeno due terzi) all'adeguamento degli edifici scolastici alle norme di sicurezza, igiene e agibilità, mentre la parte residua può essere utilizzata per completamento di opere e riconversione di edifici. La ripartizione dei fondi avviene attraverso un procedimento articolato: le regioni presentano richieste analitiche al Ministero della Pubblica Istruzione, il quale provvede alla ripartizione con riserva del 40% a favore delle regioni meridionali, quindi le regioni formulano piani di finanziamento specifici per i singoli enti locali. Il 5% dell'ammontare complessivo è riservato alle istituzioni scolastiche dotate di personalità giuridica che presentano richieste direttamente.
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Riferimento normativo
LEGGE 23 dicembre 1991, n. 430
Testo normativo
LEGGE n. 430/1991
# LEGGE 23 dicembre 1991, n. 430
## Interventi per l'edilizia scolastica e universitaria e per
l'arredamento scolastico.
La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno approvato; IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA PROMULGA la seguente legge: Art. 1 Finanziamento per opere di edilizia scolastica 1. In attesa di un'organica disciplina da definire con una legge- quadro, per interventi urgenti di opere di edilizia scolastica si provvede secondo le disposizioni del presente articolo. 2. La Cassa depositi e prestiti, secondo quanto disposto dall' articolo 14 del decreto-legge 13 maggio 1991, n. 151 , come sostituito dalla legge di conversione 12 luglio 1991, n. 202, è autorizzata a concedere mutui ventennali ai comuni, alle province ed alle istituzioni scolastiche dotate di personalità giuridica, che siano proprietarie degli immobili in cui hanno sede, per un ammontare complessivo di lire 1.500 miliardi per le finalità di cui al comma 4. L'onere di ammortamento dei mutui è a carico dello Stato. 3. Le quote dei finanziamenti di cui all' articolo 11 del decreto- legge 1 luglio 1986, n. 318 , convertito, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 1986, n. 488 , ancora disponibili alla data di entrata in vigore della presente legge, possono essere concesse, fino al 31 dicembre 1992, in applicazione dei criteri definiti al comma 7. Con le stesse procedure e modalità può essere autorizzata, nell'ambito dei mutui concessi, una diversa destinazione dei fondi. (1) 4. Il finanziamento per l'edilizia scolastica di cui al comma 2 è finalizzato: a) per non meno di due terzi del suo ammontare, alla realizzazione delle opere occorrenti per l'adeguamento degli edifici scolastici alle norme di sicurezza, igiene ed agibilità, necessarie e indilazionabili in relazione alla situazione di pericolosità derivante dallo stato degli edifici stessi; b) per la parte residua, al completamento di opere di edilizia scolastica e alla riconversione di edifici edibiti a tipi di scuole diverse, sentito il parere del provveditore. 5. La ripartizione dei finanziamenti per gli interventi di cui al comma 4 si attua con le modalità previste nei commi da 6 a 14. 6. Le regioni, entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, trasmettono al Ministro della pubblica istruzione analitiche richieste relative al fabbisogno finanziario per la realizzazione degli inteventi di cui al comma 4, ivi compresi quelli inerenti ad immobili destinati ad uso dei licei artistici, conservatori di musica ed accademie di belle arti statali. 7. Il Ministro della pubblica istruzione, sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome, con proprio decreto, sulla base delle richieste di cui al comma 6, provvede, nei successivi trenta giorni, a ripartire tra le regioni i relativi finanziamenti, ferma restando la riserva del 40 per cento a favore di quelle meridionali ai sensi del primo comma dell'articolo 107 del testo unico approvato con decreto del Presidente della Repubblica 6 marzo 1978, n. 218 , e successive modificazioni. 8. Le regioni, entro trenta giorni dalla data di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale del decreto del Ministro, formulano, nei limiti delle somme ad esse assegnate, il piano di finanziamento, con l'indicazione degli enti locali destinatari dei mutui e la determinazione delle opere da realizzare con le rispettive quote di finanziamento, accompagnato dalle eventuali osservazioni degli enti locali interessati e dei sovrintendenti scolastici. 9. Decorsi trenta giorni dalla trasmissione dei piani regionali, in assenza di osservazioni del Ministro, gli enti interessati inoltrano immediatamente la richiesta di finanziamento del progetto esecutivo approvato alla Cassa depositi e prestiti, che provvede alla concessione dei mutui. 10. Gli enti locali devono provvedere all'affidamento delle opere entro sessanta giorni dalla comunicazione della concessione del mutuo. 11. Decorso inutilmente il termine di cui al comma 6, nei successivi trenta giorni il commissario del Governo, sentiti il sovrintendente scolastico regionale e gli enti locali interessati, provvede a formulare e a trasmettere al Ministro della pubblica istruzione le richieste relative al fabbisogno finanziario. Analogamente, decorso inutilmente il termine di cui al comma 8, relativamente al piano di finanziamento provvede, nei trenta giorni successivi, il commissario del Governo. 12. Decorsi inutilmente i termini di cui ai commi 9 e 10, rispettivamente per l'inoltro della richiesta di finanziamento e per l'affidamento delle opere, ai relativi adempimenti provvede un commissario ad acta nominato dalla regione; ove la regione non provveda nel termine di trenta giorni, il commissario ad acta è nominato dal commissario del Governo. 13. Per gli interventi di cui al comma 4 inerenti ad immobili destinati ad uso dei licei artistici, conservatori di musica ed accademie di belle arti statali, la Cassa depositi e prestiti è autorizzata a concedere i mutui di cui al comma 2 alle province che ne facciano richiesta. 14. Il 5 per cento dell'ammontare complessivo di cui al comma 2 è destinato agli interventi di cui al comma 4 inerenti ad immobili di proprietà delle istituzioni scolastiche dotate di personalità giuridica. I relativi piani di finanziamento sono formulati dai sovrintendenti scolastici regionali. Alle richieste di finanziamento ed all'affidamento delle opere provvedono direttamente le stesse istituzioni scolastiche. 15. Per l'applicazione del presente articolo è autorizzata la spesa di lire 200 miliardi per l'anno 1993 e di lire 165 miliardi annui a decorrere dall'anno 1994. All'onere di lire 200 miliardi per l'anno 1993 si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento iscritto, ai fini del bilancio triennale 1991-1993, al capitolo 9001 dello stato di previsione del Ministero del tesoro per l'anno 1991, all'uopo parzialmente utilizzando la proiezione per il medesimo anno dell'accantonamento "Concorso statale per mutui contratti dalle province, dai comuni e dalle comunità montane per finalità di investimento di preminente interesse (rate ammortamento mutui)". ((3)) ------------- AGGIORNAMENTO (1) Il D.L. 5 ottobre 1993, n. 398 , convertito, con modificazioni, dalla L. 4 dicembre 1993, n. 493 ha disposto (con l'art. 5, comma 1) che "Il termine del 31 dicembre 1992 previsto dall' articolo 1, comma 3, della legge 23 dicembre 1991, n. 430 , è differito al 31 dicembre 1994". --------------- AGGIORNAMENTO (3) La L. 24 dicembre 2012, n. 228 ha disposto (con l'art. 1, comma 7) che "Le risorse disponibili per gli interventi recati dalle autorizzazioni di spesa di cui all'elenco n. 2, allegato alla presente legge, sono ridotte per ciascuno degli anni 2013, 2014, 2015 e successivi per gli importi ivi indicati."
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La Legge 430/1991 disciplina il finanziamento di edilizia scolastica e universitaria attraverso mutui agevolati, interessando comuni, province e istituzioni scolastiche in materia di investimenti pubblici e spesa per infrastrutture. Amministratori locali e dirigenti scolastici consultano questa normativa per accedere a fondi destinati a sicurezza, igiene e adeguamento normativo degli edifici scolastici, con particolare attenzione alla ripartizione territoriale e ai criteri di priorità degli interventi.
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