Legge Agevolazioni

Legge 421/1991

Rifinanziamento di interventi in campo economico.

Pubblicato: 03/01/1992 In vigore dal: 28/12/1991 Documento ufficiale

Qual è l'importo e la destinazione del finanziamento previsto dalla Legge 421/1991 per il Fondo nazionale per l'artigianato?

Spiegato da FiscoAI
La Legge 421/1991 stanzia 50 miliardi di lire per l'anno 1991 a favore del Fondo nazionale per l'artigianato, istituito presso il Ministero dell'industria, del commercio e dell'artigianato. Questo fondo è destinato al finanziamento di programmi e progetti di sostegno all'artigianato e alla valorizzazione delle produzioni artigiane nelle loro diverse espressioni territoriali, artistiche e tradizionali. La ripartizione dei fondi segue uno schema preciso: il 75% viene distribuito direttamente alle regioni in base al numero di imprese artigiane e al reddito pro-capite regionale, il 15% è utilizzato dal Ministero per iniziative di rilevanza nazionale o ultraregionale, e il restante 10% è gestito dal Consiglio nazionale dell'artigianato per il sistema informativo e l'osservatorio economico. Il finanziamento è coperto mediante riduzione dello stanziamento iscritto al capitolo 9001 dello stato di previsione del Ministero del tesoro, utilizzando l'accantonamento specifico per il rifinanziamento del fondo.

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Riferimento normativo

LEGGE 28 dicembre 1991, n. 421

Testo normativo

LEGGE n. 421/1991 # LEGGE 28 dicembre 1991, n. 421 ## Rifinanziamento di interventi in campo economico. La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno approvato; IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA PROMULGA la seguente legge: Art. 1 Fondo nazionale per l'artigianato 1. Al Fondo nazionale per l'artigianato di cui all' articolo 3 del decreto-legge 31 luglio 1987, n. 318 , convertito, con modificazioni, dalla legge 3 ottobre 1987, n. 399 , e successive modificazioni, è conferita la somma di lire 50 miliardi per l'anno 1991. 2. All'onere derivante dall'attuazione del comma 1, pari a lire 50 miliardi per il 1991, si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento iscritto al capitolo 9001 dello stato di previsione del Ministero del tesoro per il 1991, all'uopo utilizzando l'accantonamento "Rifinanziamento del Fondo nazionale per l'artigianato". AVVERTENZA: Il testo delle note qui pubblicato è stato redatto ai sensi dell'art. 10, comma 3, del testo unico approvato con decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 1985, n. 1092 , al solo fine di facilitare la lettura delle disposizioni di legge alle quali è operato il rinvio. Restano invariati il valore e l'efficacia degli atti legislativi qui trascritti. Nota all'art. 1: - Il testo dell' art. 3 del D.L. n. 318/1987 (Norme urgenti in materia di agevolazioni della produzione industriale delle piccole e medie imprese e di rifinanziamento degli interventi di politica mineraria), come modificato dall' art. 1 della legge 4 giugno 1991, n. 181 , e dall' art. 15 della legge 11 marzo 1988, n. 67 , è il seguente: "Art. 3. - 1. Per il finanziamento dei programmi e progetti di sostegno all'artigianato e la valorizzazione e lo sviluppo delle produzioni artigiane nelle loro diverse espressioni territoriali, artistiche e tradizionali è istituito, presso il Ministero dell'industria, del commercio e dell'artigianato, in armonia con i principi previsti dalla legge 8 agosto 1985, n. 443 il 'Fondo nazionale per l'artigianatò. 1-bis. L'incremento del Fondo è disposto annualmente dalla legge finanziaria, ai sensi dell' art. 11, comma 3, lettera f), della legge 5 agosto 1978, n. 468 , come modificata dalla legge 23 agosto 1988, n. 362 . 2. Il Fondo è utilizzato, per una quota pari al 75 per cento, direttamente dalle regioni e ripartito ogni anno fra le medesime con decreto del Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato, sentito il Consiglio nazionale dell'artigianato, di cui all' art. 12 della legge 8 agosto 1985, n. 443 , in base al numero delle imprese artigiane esistenti in ciascuna regione moltiplicato per il reciproco del reddito pro-capite regionale secondo i dati disponibili presso l'Istituto centrale di statistica nel periodo immediatamente precedente la ripartizione. 3. Per la realizzazione di iniziative di valorizzazione e sviluppo del settore, di rilevanza nazionale o ultraregionale, con riferimento anche ad attività promozionali all'estero, l'utilizzo della restante quota del quindici per cento è disposto dal Ministero dell'industria, del commercio e dell'artigianato, mentre quello del residuo dieci per cento è disposto dal Consiglio nazionale dell'artigianato presso il Ministero dell'industria, del commercio e dell'artigianato per la istituzione del sistema informativo e dell'osservatorio economico nazionale dell'artigianato. Con proprio decreto il Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato determina altresì i criteri, le procedure e le modalità di erogazione delle somme, ivi compresa la verifica di attuazione delle iniziative. 4. Le regioni trasmettono annualmente al Ministero dell'industria, del commercio e dell'artigianato una relazione sull'utilizzo dei fondi ad esse trasferiti ai sensi del comma 2. 5. Alla copertura dell'onere, valutato in lire 40 miliardi per il 1987, si provvede mediante corrispondente riduzione, per lo stesso anno, dello stanziamento iscritto, ai fini del bilancio triennale 1987-1989, al capitolo 9001 dello stato di previsione del Ministero del tesoro per l'anno 1987, all'uopo utilizzando la voce 'Provvedimenti di sostegno e di riforma per l'artigianato ed il commerciò. 6. Il Ministro del tesoro è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio".

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La Legge 421/1991 rappresenta un intervento di rifinanziamento nel campo economico, disciplinando l'allocazione di risorse pubbliche al Fondo nazionale per l'artigianato e la ripartizione tra le regioni secondo criteri di equità territoriale. Commercialisti e consulenti aziendali la consultano per comprendere i meccanismi di finanziamento pubblico alle PMI artigiane, le modalità di accesso ai fondi regionali e i criteri di rendicontazione che le regioni devono trasmettere al Ministero competente.

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