Quale autorità può autorizzare il mantenimento della tassa di famiglia nel comune di Menfi e per quale periodo?
Spiegato da FiscoAI
Il Regio Decreto 416/1891 autorizza il comune di Menfi a mantenere la tassa di famiglia, un'imposta locale storica applicata sui nuclei familiari. La norma rappresenta un intervento del governo centrale che, su proposta del ministro delle finanze e previa consultazione del Consiglio di Stato, concede al comune siciliano una deroga temporanea. In pratica, il decreto permette al comune di applicare questa tassa con un massimo di 80 lire esclusivamente per l'anno 1891, dopo che la giunta provinciale amministrativa di Girgenti aveva inizialmente revocato un'autorizzazione precedente che prevedeva un massimo di 100 lire per il quinquennio 1891-1895. La decisione finale rappresenta un compromesso tra le rivendicazioni del consiglio comunale e i limiti imposti dall'autorità tutoria provinciale, evidenziando il sistema di controlli amministrativi e finanziari che caratterizzava l'epoca.
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Riferimento normativo
REGIO DECRETO 6 dicembre 1891, n. 416
Testo normativo
REGIO DECRETO n. 416/1891
# REGIO DECRETO 6 dicembre 1891, n. 416
## Concernente il mantenimento della tassa di famiglia nel comune di
Menfi. (9100416R)
UMBERTO I PER GRAZIA DI DIO E PER VOLONTÀ DELLA NAZIONE RE D'ITALIA Veduto il Nostro decreto 10 luglio 1890, che accordava al comune di Menfi di applicare in detto anno la tassa di famiglia col massimo di lire 80; Vedute le deliberazioni 31 ottobre e 30 novembre 1890 di quel consiglio comunale, con cui si stabilì di applicare nel quinquennio 1891-95 la detta tassa col massimo di lire 100; Veduta la deliberazione 3 agosto 1891 della giunta provinciale amministrativa di Girgenti, colla quale, revocata la precedente del 14 gennaio che approvava le citate deliberazioni consigliari, autorizza il comune di Menfi ad applicare l'imposta col massimo di lire 80 e pel solo anno in corso; Veduta la deliberazione 28 settembre successivo, con cui lo stesso comune aderisce alle limitazioni ordinate dall'autorità tutoria; Udito il parere del consiglio di Stato; Sulla proposta del Nostro ministro delle finanze; Abbiamo decretato e decretiamo: Art. 1 Articolo unico. È data facoltà al comune di Menfi di mantenere pel solo anno 1891 la tassa di famiglia col massimo di lire ottanta (L. 80). Ordiniamo che il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sia inserto nella raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti del Regno d'Italia, mandando a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare. Dato a Roma, addì 6 dicembre 1891. UMBERTO Registrato alla Corte dei conti addì 15 dicembre 1891. Reg. 182. Atti del Governo a f. 138. Mandillo. Luogo del Sigillo. V. Il Guardasigilli L. FERRARIS. G. Colombo.
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La tassa di famiglia era un'imposta comunale storica sottoposta a controllo della giunta provinciale amministrativa, organo di tutela che esercitava poteri di approvazione e revoca sulle deliberazioni degli enti locali. Il decreto reale rappresenta un esempio di intervento del governo centrale in materia tributaria locale, con competenze ripartite tra autorità comunali, provinciali e ministeriali secondo la gerarchia amministrativa dell'epoca.
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