Quali sono i limiti massimi del saldo netto da finanziare e del ricorso al mercato finanziario stabiliti dalla legge finanziaria 1990?
Spiegato da FiscoAI
La legge 407/1989 è la legge finanziaria che disciplina il bilancio dello Stato per l'anno 1990 e il triennio 1990-1992. Stabilisce i parametri fondamentali di finanza pubblica, fissando il limite massimo del saldo netto da finanziare in 130.746 miliardi di lire per il 1990 e il livello massimo di ricorso al mercato finanziario in 259.398 miliardi di lire per lo stesso anno. La norma riguarda direttamente il Governo e il Parlamento nella gestione della finanza pubblica, ma ha riflessi su tutta l'economia nazionale poiché determina la capacità dello Stato di finanziare interventi e servizi pubblici. Per gli anni 1991 e 1992, la legge prevede limiti differenziati sia per il bilancio a legislazione vigente che per il bilancio programmatico, con saldi netti da finanziare rispettivamente di 143.275 e 132.693 miliardi di lire. Questi limiti rappresentano i vincoli entro cui il Governo deve operare nella gestione della spesa pubblica e dell'indebitamento, incluso l'indebitamento all'estero fino a 4.000 miliardi di lire per interventi specifici.
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Riferimento normativo
LEGGE 27 dicembre 1989, n. 407
Testo normativo
LEGGE n. 407/1989
# LEGGE 27 dicembre 1989, n. 407
## Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale
dello Stato (legge finanziaria 1990).
La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno approvato; IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA PROMULGA la seguente legge: CAPO I DISPOSIZIONI DI CARATTERE FINANZIARIO Art. 1 1. Per l'anno 1990, il limite massimo del saldo netto da finanziare resta determinato in termini di competenza in lire 130.746 miliardi. Tenuto conto delle operazioni di rimborso di prestiti, il livello massimo del ricorso al mercato finanziario di cui all' articolo 11 della legge 5 agosto 1978, n. 468 , da ultimo modificata dalla legge 23 agosto 1988, n. 362 - ivi compreso l'indebitamento all'estero per un importo complessivo non superiore a lire 4.000 miliardi relativo ad interventi non considerati nel bilancio di previsione per il 1990 resta fissato, in termini di competenza, in lire 259.398 miliardi per l'anno finanziario 1990. 2. Per gli anni 1991 e 1992 il saldo netto da finanziare del bilancio pluriennale a legislazione vigente, tenuto conto degli effetti della presente legge, è determinato, rispettivamente, in lire 143.275 miliardi ed in lire 132.693 miliardi ed il livello massimo del ricorso al mercato è determinato, rispettivamente, in lire 248.218 miliardi ed in lire 224.099 miliardi. Per il bilancio programmatico degli anni 1991 e 1992, il limite massimo del saldo netto da finanziare è determinato, rispettivamente, in lire 113.700 miliardi ed in lire 91.100 miliardi ed il livello massimo del ricorso al mercato è determinato, rispettivamente, in lire 218.643 miliardi ed in lire 182.506 miliardi. AVVERTENZA: Il testo delle note qui pubblicato è stato redatto ai sensi dell'art.10, commi 2 e 3, del testo unico approvato con D.P.R. 28 dicembre 1985, n. 1092 , al solo fine di facilitare la lettura delle disposizioni di legge alle quali è operato il rinvio. Restano invariati il valore e l'efficacia degli atti legislativi qui trascritti. Nota all'art. 1: Il testo dell' art. 11 della legge n. 468/1978 (Riforma di alcune norme di contabilità generale dello Stato in materia di bilancio), quale sostituito dall' art. 5 della legge n. 362/1988 , è il seguente: "Art. 11 (Legge finanziaria). - 1. Il Ministro del tesoro, di concerto con il Ministro del Bilancio e della programmazione economica e con il Ministro delle finanze, presenta al Parlamento, entro il mese di settembre, il disegno di legge finanziaria. 2. La legge finanziaria, in coerenza con gli obiettivi di cui al comma 2 dell'art. 3 dispone annualmente il quadro di riferimento finanziario per il periodo compreso nel bilancio pluriennale e provvede, per il medesimo periodo, alla regolazione annuale delle grandezze previste dalla legislazione vigente al fine di adeguarne gli effetti finanziari agli obiettivi. 3. La legge finanziaria non può introdurre nuove imposte, tasse e contributi, nè può disporre nuove e maggiori spese, oltre a quanto previsto dal presente articolo. Essa contiene: a) le variazioni delle aliquote, delle detrazioni e degli scaglioni, le altre misure che incidono sulla determinazione del quantum della prestazione, afferenti imposte indirette, tasse, canoni, tariffe e contributi in vigore, con effetto, di norma, dal 1 gennaio dell'anno in cui essa si riferisce, nonchè le correzioni delle imposte conseguenti all'andamento dell'inflazione; b) il livello massimo del ricorso al mercato finanziario e del saldo netto da finanziare in termini di competenza, per ciascuno degli anni considerati dal bilancio pluriennale, comprese le eventuali regolazioni contabili pregresse specificatamente indicate; c) la determinazione, in apposita tabella, per le leggi che dispongono spese a carattere pluriennale, delle quote destinate a gravare su ciascuno degli anni considerati; d) la determinazione, in apposita tabella,della quota da iscrivere nel bilancio di ciascuno degli anni considerati dal bilancio pluriennale per le leggi di spesa permanente la cui quantificazione è rinviata alla legge finanziaria; e) la determinazione, in apposita tabella, delle riduzioni, per ciascuno degli anni considerati dal bilancio pluriennale, di autorizzazioni legislative di spesa; f) gli stanziamenti di spesa, in apposita tabella, per il rifinanziamento, per non più di un anno, di norme vigenti che prevedono interventi di sostegno dell'economia classificati fra le spese in conto capitale; g) gli importi dei fondi speciali previsti dall'art. 11-bis (si veda nelle note all'art. 2) e le corrispondenti tabelle; h) l'importo complessivo massimo destinato, in ciascuno degli anni compresi per bilancio pluriennale, al rinnovo dei contratti del pubblico impiego, a norma dell' art. 15 della legge 29 marzo 1983, n. 93 (si veda nelle note all'art. 2) ed alle modifiche del trattamento economico e normativo del personale dipendente da pubbliche amministrazioni non compreso nel regime contrattuale; i) altre regolazioni meramente quantitative rinviate alla legge finanziaria dalle leggi vigenti. 4. La legge finanziaria indica altresì quale quota delle nuove o maggiori entrate per ciascun anno compreso nel bilancio pluriennale non può essere utilizzata per la copertura di nuove o maggiori spese. 5. In attuazione dell' art. 81, quarto comma, della Costituzione la legge finanziaria può disporre, per ciascuno degli anni compresi nel bilancio pluriennale, nuove o maggiori spese correnti, riduzioni di entrata e nuove finalizzazioni nette da iscrivere, ai sensi dell'art. 11-bis (si veda nelle note all'art. 2) nel fondo speciale di parte corrente, nei limiti delle nuove o maggiori entrate tributarie, extratributarie e contributive e delle riduzioni permanenti di autorizzazioni di spesa corrente. 6. In ogni caso, ferme restando le modalità di copertura di cui al comma 5, le nuove o maggiori spese disposte con la legge finanziaria non possono concorrere a determinare tassi di evoluzione delle spese medesime, sia correnti che in conto capitale, incompatibili con le regole determinate, ai sensi dell'art. 3, comma 2, lettera e) nel documento di programmazione economico-finanziaria, come deliberato dal Parlamento." Si trascrive il comma 2 dell'art. 3 della stessa legge n. 468/1978 , richiamato nell'articolo soprariportato, come sostituito dall' art. 3, comma 1, della legge n. 362/1988 : "2. Nel documento di programmazione economico- finanziaria, premessa la valutazione puntuale e motivata degli andamenti reali e degli eventuali scostamenti rispetto agli obiettivi fissati nei precedenti documenti di programmazione economico-finanziaria e delle evoluzione economico-finanziaria internazionale in particolare nella Comunità europea, sono indicati: a) i parametri economici essenziali utilizzati per identificare l'evoluzione dei flussi nel settore pubblico allargato a "politiche invariate", intendendosi con tale termine l'invarianza della legislazione che fissa i diritti dei beneficiari delle prestazioni e il livello dei servizi da assicurare la collettività e, la parte discrezionale, la costanza dei comportamenti tenuti in passato dalle amministrazioni; b) gli obiettivi macroeconomici, ed in particolare quelli relativi allo sviluppo del reddito e dell'occupazione; c) gli obiettivi, conseguentemente definiti in termini di rapporto del prodotto interno lordo, del fabbisogno del settore statale e del fabbisogno del settore pubblico allargato, al netto e al lordo degli interessi, e del debito del settore statale e del settore pubblico allargato per ciascuno degli anni compresi nel bilancio pluriennale; d) gli obiettivi, coerenti con quelli di cui alle precedenti lettere b) e c), di fabbisogno complessivo, di disavanzo corrente del settore statale e del settore pubblico allargato, al lordo e al netto degli interessi, per ciascuno degli anni compresi nel bilancio e gli eventuali scostamenti rispetto all'evoluzione tendenziale dei flussi della finanza pubblica di cui alla precedente lettera a), e le relative cause; e) le conseguenti regole di variazione delle entrate e delle spese del bilancio di competenza dello Stato e delle aziende autonome e degli enti pubblici ricompresi nel settore pubblico e allargato per il periodo cui si riferisce il bilancio pluriennale; f) gli indirizzi per gli interventi, anche di settore, collegati alla manovra di finanza pubblica, per il periodo compreso nel bilancio pluriennale, necessari per il conseguimento degli obiettivi, di cui alle precedenti lettere b), c) e d), nel rispetto delle regole di cui alla lettera e), con la valutazione di massima dell'effetto economico-finanziario attribuito a ciascun tipo di intervento in rapporto all'andamento tendenziale". Si trascrive il testo dell'intero art. 81 della Costituzione , richiamato anch'esso nell' art. 11 della legge n. 468/1978 soprariportato: "Art. 81. - Le Camere approvano ogni anno i bilanci e il rendiconto consuntivo presentati dal Governo. L'esercizio provvisorio del bilancio non può essere concesso se non per legge e per i periodi non superiori complessivamente a quattro mesi. Con la legge di approvazione del bilancio non si possono stabilire i nuovi tributi e nuove spese. Ogni altra legge che importi nuove o maggiori spese deve indicare i mezzi per farvi fronte".
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La legge finanziaria 1990 è lo strumento principale per la programmazione del bilancio pluriennale dello Stato, disciplinando il saldo netto da finanziare, il ricorso al mercato finanziario e l'indebitamento pubblico. Commercialisti e consulenti finanziari la consultano per comprendere i vincoli di finanza pubblica, la programmazione economico-finanziaria e le regole sulla copertura delle spese correnti e in conto capitale secondo l'articolo 81 della Costituzione.
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