Cosa stabilisce il Regio Decreto 3053/1888 riguardo ai diritti di segreteria della Camera di commercio di Torino?
Spiegato da FiscoAI
Il Regio Decreto 3053/1888 approva e rende esecutiva una tariffa ufficiale relativa ai diritti di segreteria che la Camera di commercio ed arti di Torino può applicare sui certificati e altri atti da essa emanati. Si tratta di un provvedimento amministrativo che regola le spese procedurali e i compensi dovuti per l'ottenimento di documentazione ufficiale presso l'ente camerale torinese. La tariffa era stata deliberata dalla Camera stessa il 27 giugno 1888 e successivamente approvata dal Re su proposta del ministro di agricoltura, industria e commercio, previa consultazione del Consiglio di Stato. Questo decreto rappresenta un esempio di normativa storica che disciplinava le modalità di finanziamento delle Camere di commercio attraverso la riscossione di diritti su servizi amministrativi e certificazioni, pratica ancora oggi in vigore nelle Camere di commercio italiane.
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Riferimento normativo
REGIO DECRETO 3 agosto 1888, n. 3053
Testo normativo
REGIO DECRETO n. 3053/1888
# REGIO DECRETO 3 agosto 1888, n. 3053
## Che approva la tariffa relativa ai diritti di segreteria spettanti
alla Camera di commercio ed arti di Torino. (8803053R)
UMBERTO I PER GRAZIA DI DIO E PER VOLONTÀ DELLA NAZIONE RE D'ITALIA Visto l' art. 31 della legge 6 luglio 1862, n. 680 ; Visto il regio decreto 13 aprile 1884, n. 1282 (serie 3ª parte supplementare); Vista la deliberazione della Camera di commercio ed arti di Torino in data 27 giugno 1888; Sentito il parere del consiglio di Stato; Sulla proposta del ministro di agricoltura, industria e commercio; Abbiamo decretato e decretiamo: Art. 1 È approvata e resa esecutiva la tariffa annessa al presente decreto, vidimata d'ordine Nostro dal ministro proponente relativa ai diritti di segreteria spettanti alla camera di commercio e d'arti di Torino sui certificati ed altri atti emanati dalla medesima.
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Il Regio Decreto 3053/1888 riguarda i diritti di segreteria, le tariffe amministrative e i compensi dovuti alle Camere di commercio per certificati e atti ufficiali. Commercialisti e imprenditori dell'epoca dovevano versare questi diritti per ottenere documentazione camerale, rappresentando una forma di entrata tributaria per l'ente. La normativa si collega ai principi di autonomia finanziaria delle Camere di commercio e alle modalità di riscossione di diritti amministrativi su servizi pubblici.
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