Che autorizza il Comune di Pegli ad aumentare la tariffa del dazio; il Comune di Gassino a variare quella deldiritto di peso pubblico, ed i Comuni di Massafiscaglia, di Copparo e di Pontevico ad imporre una tassa sui cani. (6200291R)
Quali autorizzazioni fiscali concedeva il Regio Decreto 291/1862 ai comuni di Pegli, Gassino, Massafiscaglia, Copparo e Pontevico?
Spiegato da FiscoAI
Il Regio Decreto 291/1862 era un provvedimento normativo dell'epoca post-unitaria che autorizzava specifici comuni italiani a modificare le loro tariffe fiscali locali. In particolare, concedeva al Comune di Pegli la facoltà di aumentare la tariffa del dazio (imposta su merci in transito), al Comune di Gassino di variare il diritto di peso pubblico (tassa su servizi di pesatura), e ai comuni di Massafiscaglia, Copparo e Pontevico di introdurre una tassa sui cani. Si trattava di misure di finanza locale che permettevano ai comuni di incrementare le proprie entrate tributarie attraverso imposte indirette e tasse di servizio. Questo decreto rappresenta un esempio della gestione fiscale comunale nel Regno d'Italia post-1861, quando i comuni avevano ancora ampia autonomia tributaria. Il provvedimento è stato completamente abrogato dalla Legge 7 aprile 2025, n. 56, perdendo quindi ogni efficacia normativa.
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Riferimento normativo
REGIO DECRETO 9 febbraio 1862, n. 291
Testo normativo
REGIO DECRETO n. 291/1862
# REGIO DECRETO 9 febbraio 1862, n. 291
## Che autorizza il Comune di Pegli ad aumentare la tariffa del dazio;
il Comune di Gassino a variare quella deldiritto di peso pubblico, ed
i Comuni di Massafiscaglia, di Copparo e di Pontevico ad imporre una
tassa sui cani. (6200291R)
Art. 1 ((PROVVEDIMENTO ABROGATO DALLA L. 7 APRILE 2025, N. 56 ))
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Questo decreto riguarda la fiscalità locale storica, le imposte comunali, i dazi e le tasse di servizio pubblico. Commercialisti che studiano l'evoluzione della normativa tributaria italiana trovano in questo provvedimento un riferimento alle origini del sistema tributario comunale, alle competenze fiscali locali e alle imposte indirette storiche come dazi e diritti di peso.
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