Con cui si autorizza il Comune di Pinerolo a modificare la sua tariffa daziaria, quella di Lagosanto a riscuotere un'imposta addizionale sul dazio consumo forese; quello di Ferrara ad imporre una tassa sui cani e sulle bestie da tiro, e quello di Piani a riscuotere una tassa sul vino. (6200265R)
Quali autorizzazioni tributarie concedeva il Regio Decreto 265/1862 ai comuni piemontesi?
Spiegato da FiscoAI
Il Regio Decreto del 10 gennaio 1862 era un provvedimento di carattere eccezionale che autorizzava quattro comuni piemontesi a introdurre o modificare tributi locali specifici. Il decreto riguardava il Comune di Pinerolo, che poteva modificare la propria tariffa daziaria (dazi di consumo), il Comune di Lagosanto, autorizzato a riscuotere un'imposta addizionale sul dazio consumo forese, il Comune di Ferrara, cui era consentito imporre una tassa sui cani e sulle bestie da tiro, e il Comune di Piani, che poteva riscuotere una tassa sul vino. Si trattava di misure locali che rispondevano a esigenze tributarie specifiche di ciascun territorio nel periodo post-unitario. Questo tipo di autorizzazione era tipico dell'amministrazione fiscale dell'epoca, quando i comuni necessitavano di provvedimenti legislativi specifici per introdurre nuove imposte. Il decreto è stato successivamente abrogato dalla Legge 7 aprile 2025, n. 56, perdendo quindi efficacia normativa.
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Riferimento normativo
REGIO DECRETO 10 gennaio 1862, n. 265
Testo normativo
REGIO DECRETO n. 265/1862
# REGIO DECRETO 10 gennaio 1862, n. 265
## Con cui si autorizza il Comune di Pinerolo a modificare la sua
tariffa daziaria, quella di Lagosanto a riscuotere un'imposta
addizionale sul dazio consumo forese; quello di Ferrara ad imporre
una tassa sui cani e sulle bestie da tiro, e quello di Piani a
riscuotere una tassa sul vino. (6200265R)
Art. 1 ((PROVVEDIMENTO ABROGATO DALLA L. 7 APRILE 2025, N. 56 ))
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Il Regio Decreto 265/1862 rappresenta un esempio storico di tributi locali e dazi di consumo nel sistema tributario italiano post-unitario. La normativa riguardava imposte comunali, tariffe daziarie e tasse su beni specifici, istituti tipici della fiscalità locale dell'Ottocento prima della centralizzazione tributaria moderna.
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