Quali sono i termini e le modalità procedurali per l'attuazione delle direttive comunitarie in materia di sanità e protezione dei lavoratori secondo la Legge 212/1990?
Spiegato da FiscoAI
La Legge 212/1990 è una legge di delega che autorizza il Governo italiano a emanare decreti legislativi per recepire le direttive delle Comunità europee in materia di sanità e protezione dei lavoratori. Il Governo ha dodici mesi dalla data di entrata in vigore della legge per emanare questi decreti, che devono essere adottati su proposta del Ministro per il coordinamento delle politiche comunitarie, in concerto con i Ministri degli affari esteri, di grazia e giustizia, del tesoro e altri ministeri interessati. Prima dell'emanazione, gli schemi dei decreti devono essere sottoposti al parere delle commissioni permanenti della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica competenti per materia, che hanno sessanta giorni per esprimersi; decorso questo termine, i decreti possono essere emanati anche senza il parere. Questa procedura garantisce il coinvolgimento del Parlamento nel processo di recepimento delle normative europee, pur mantenendo tempi certi per l'adeguamento della legislazione nazionale agli obblighi comunitari.
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Riferimento normativo
LEGGE 30 luglio 1990, n. 212
Testo normativo
LEGGE n. 212/1990
# LEGGE 30 luglio 1990, n. 212
## Delega al Governo per l'attuazione di direttive delle Comunita'
europee in materia di sanita' e di protezione dei lavoratori.
La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno approvato; IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA PROMULGA la seguente legge: Art. 1 Procedimento 1. Il Governo è delegato ad emanare, entro il termine di dodici mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, con decreti aventi forza di legge, le norme necessarie per dare attuazione alle direttive delle Comunità europee indicate negli allegati A, B, C, D ed E. 2. I decreti di cui al comma 1 sono adottati, nel rispetto dell' articolo 14 della legge 23 agosto 1988, n. 400 , su proposta del Ministro per il coordinamento delle politiche comunitarie, di concerto con i Ministri degli affari esteri, di grazia e giustizia, del tesoro e con i Ministri preposti alle altre amministrazioni interessate. 3. Gli schemi di detti decreti sono preventivamente sottoposti al parere delle commissioni permanenti della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica, competenti per materia, che dovranno esprimersi nel termine di sessanta giorni dalla comunicazione. Decorso tale termine, i decreti sono emanati anche in mancanza di detto parere. AVVERTENZA: Il testo delle note qui pubblicato è stato redatto ai sensi dell'art. 10, comma 3, del testo unico approvato con decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 1985, n. 1092 , al solo fine di facilitare la lettura delle disposizioni di legge alle quali è operato il rinvio. Restano invariati il valore e l'efficacia degli atti legislativi qui trascritti. Nota all'art. 1: - Il testo dell' art. 14 della legge 23 agosto 1988, n. 400 (Disciplina dell'attività di Governo e ordinamento della Presidenza del Consiglio dei Ministri), è il seguente: "CAPO III POTESTÀ NORMATIVA DEL GOVERNO Art. 14 (Decreti legislativi). - 1. I decreti legislativi adottati dal Governo ai sensi dell' articolo 76 della Costituzione sono emanati dal Presidente della Repubblica con la denominazione di "decreto legislativo" e con l'indicazione, nel preambolo, della legge di delegazione, della deliberazione del Consiglio dei ministri e degli altri adempimenti del procedimento prescritti dalla legge di delegazione. 2. L'emanazione del decreto legislativo deve avvenire entro il termine fissato dalla legge di delegazione; il testo del decreto legislativo adottato dal Governo è trasmesso al Presidente della Repubblica, per la emanazione, almeno venti giorni prima della scadenza. 3. Se la delega legislativa si riferisce ad una pluralità di oggetti distinti suscettibili di separata disciplina, il Governo può esercitarla mediante più atti successivi per uno o più degli oggetti predetti. In relazione al termine finale stabilito dalla legge di delegazione, il Governo informa periodicamente le Camere sui criteri che segue nell'organizzazione dell'esercizio della delega. 4. In ogni caso, qualora il termine previsto per l'esercizio della delega ecceda i due anni, il Governo è tenuto a richiedere il parere delle Camere sugli schemi dei decreti delegati. Il parere è espresso dalle Commissioni permanenti delle due Camere competenti per materia entro sessanta giorni, indicando specificamente le eventuali disposizioni non ritenute corrispondenti alle direttive della legge di delegazione. Il Governo, nei trenta giorni successivi, esaminato il parere, ritrasmette, con le sue osservazioni e con eventuali modificazioni, i testi alle Commissioni per il parere definitivo che deve essere espresso entro trenta giorni".
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La Legge 212/1990 riguarda il recepimento di direttive comunitarie attraverso decreti legislativi delegati, coinvolgendo il procedimento di coordinamento tra Governo e Parlamento secondo l'articolo 76 della Costituzione. Professionisti del diritto del lavoro e della sicurezza consultano questa normativa per comprendere il quadro normativo sulla protezione dei lavoratori, diritti di sicurezza, salute occupazionale e armonizzazione con la normativa europea.
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