Legge Contributi

Legge 141/1992

Modifiche ed integrazioni alla legge 20 settembre 1980, n. 576, in materia di previdenza forense e di iscrizione alla Cassa nazionale di previdenza ed assistenza per gli avvocati e procuratori.

Pubblicato: 20/02/1992 In vigore dal: 11/02/1992 Documento ufficiale

Quali sono i requisiti e le modalità di calcolo della pensione di vecchiaia per gli avvocati e procuratori secondo la Legge 141/1992?

Spiegato da FiscoAI
La Legge 141/1992 modifica il sistema pensionistico forense stabilendo che la pensione di vecchiaia è corrisposta agli iscritti alla Cassa nazionale di previdenza per avvocati e procuratori che abbiano compiuto almeno 65 anni di età e maturato almeno 30 anni di effettiva iscrizione e contribuzione. Il calcolo della pensione avviene applicando l'1,75% per ogni anno di iscrizione e contribuzione sulla media dei 10 redditi professionali più elevati dichiarati ai fini IRPEF nei 15 anni solari precedenti la maturazione del diritto. Per i redditi superiori a 20 milioni di lire, la percentuale si riduce progressivamente: 1,50% fino a 30 milioni, 1,30% fino a 35 milioni e 1,15% fino a 40 milioni. La normativa prevede una misura minima della pensione pari a otto volte il contributo minimo soggettivo dell'anno precedente la decorrenza. È inoltre riconosciuto un diritto a supplementi di pensione per chi rimane iscritto agli albi professionali dopo la maturazione del diritto, con incrementi calcolati sulla base dei redditi successivi dichiarati. La percentuale base dell'1,75% può essere aumentata fino al 2% con decreto ministeriale, qualora le condizioni tecnico-finanziarie della Cassa lo consentano.

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Riferimento normativo

LEGGE 11 febbraio 1992, n. 141

Testo normativo

LEGGE n. 141/1992 # LEGGE 11 febbraio 1992, n. 141 ## Modifiche ed integrazioni alla legge 20 settembre 1980, n. 576, in materia di previdenza forense e di iscrizione alla Cassa nazionale di previdenza ed assistenza per gli avvocati e procuratori. La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno approvato; IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA PROMULGA la seguente legge: Art. 1 (Pensione di vecchiaia). 1. Il primo comma dell'articolo 2 della legge 20 settembre 1980, n. 576 , già sostituito dall' articolo 2 della legge 2 maggio 1983, n. 175 , è sostituito dal seguente: "La pensione di vecchiaia è corrisposta a coloro che abbiano compiuto almeno sessantacinque anni di età, dopo almeno trenta anni di effettiva iscrizione e contribuzione alla Cassa e sempre che l'iscritto non abbia richiesto il rimborso di cui al primo comma dell'articolo 21. La pensione è pari, per ogni anno di effettiva iscrizione e contribuzione, all'1,75 per cento della media dei più elevati dieci redditi professionali dichiarati dall'iscritto ai fini dell'imposta sul reddito delle persone fisiche (IRPEF), risultanti dalle dichiarazioni relative ai quindici anni solari anteriori alla maturazione del diritto a pensione". 2. Il terzo comma dell'articolo 2 della legge 20 settembre 1980, n. 576 , è sostituito dal seguente: "La misura della pensione non può essere inferiore a otto volte il contributo minimo soggettivo a carico dell'iscritto nell'anno solare anteriore a quello di decorrenza della pensione". 3. Il quarto comma dell'articolo 2 della legge 20 settembre 1980, n. 576 , è abrogato. 4. Al quinto comma dell'articolo 2 della legge 20 settembre 1980, n. 576 , le percentuali indicate, rispettivamente, nell'alinea e nelle lettere a), b) e c) sono sostituite dalle seguenti: "1,75", "1,50", "1,30" e "1,15". 5. Il penultimo comma dell' articolo 2 della legge 20 settembre 1980, n. 576 , è sostituito dal seguente: "Coloro che, dopo la maturazione del diritto alla pensione di vecchiaia, restano iscritti all'albo dei procuratori o degli avvocati o all'albo speciale per il patrocinio davanti alle giurisdizioni superiori, hanno diritto ad un supplemento di pensione alla scadenza dei primi due anni successivi alla maturazione del diritto a pensione e ad un ulteriore supplemento al compimento dei cinque anni dalla maturazione del diritto a pensione ed in ogni caso dal mese successivo alla cancellazione dagli albi per qualsiasi motivo, anche per causa di morte, quando tale cancellazione sia antecedente al compimento dei cinque anni dalla maturazione del diritto a pensione. I supplementi sono calcolati per ogni anno successivo a quello di maturazione del diritto a pensione, in base alle percentuali di cui al primo e al quarto comma, riferite alla media dei redditi professionali risultanti dalle dichiarazioni successive a quelle con- siderate per il calcolo della pensione, con applicazione delle disposizioni di cui al secondo comma". 6. L'ultimo comma dell' articolo 2 della legge 20 settembre 1980, n. 576 , è sostituito dal seguente: "Alle scadenze indicate dall'articolo 13, primo comma, con decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale, di concerto con il Ministro di grazia e giustizia, su proposta della Cassa, la percentuale di cui al primo comma del presente articolo può essere aumentata, ove le condizioni tecnico-finanziarie lo consentano, sino al 2 per cento. In tal caso devono essere proporzionalmente aumentate le percentuali di cui al quarto comma del presente articolo". AVVERTENZA Il testo delle note qui pubblicato è stato redatto ai sensi dell'art. 10, commi 2 e 3, del testo unico delle disposizioni sulla promulgazione delle leggi, sull'emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica e sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 1985, n. 1092 , al solo fine di facilitare la lettura delle disposizioni di legge modificate o alle quali è operato il rinvio. Restano invariati il valore e l'efficacia degli atti legislativi qui trascritti. Nota all'art. 1: - Il testo dell' art. 2 della legge n. 576/1980 (Riforma del sistema previdenziale forense), così come modificato dagli articoli 1 e 2 della legge n. 175/1983 , e come ulteriormente modificato dalla presente legge, è il seguente: "Art. 2 (Pensioni di vecchiaia). - La pensione di vecchiaia è corrisposta a coloro che abbiano compiuto almeno sessantacinque anni di età, dopo almeno trenta anni di effettiva iscrizione e contribuzione alla Cassa e sempre che l'iscritto non abbia richiesto il rimborso di cui al primo comma dell'art. 21. La pensione è pari, per ogni anno di effettiva iscrizione e contribuzione, all'1,75 per cento della media dei più elevati dieci redditi professionali dichiarati dall'iscritto ai fini dell'imposta sul reddito delle persone fisiche (IRPEF), risultanti dalle dichiarazioni relative ai quindici anni solari anteriori alla maturazione del diritto a pensione. Per il calcolo della media di cui sopra si considera solo la parte di reddito professionale soggetta al contributo di cui all'art. 10, primo comma, lettera a); i redditi annuali dichiarati, escluso l'ultimo, sono rivalutati a norma dell'art. 15 della presente legge. La misura della pensione non può essere inferiore a otto volte il contributo minimo soggettivo a carico dell'iscritto nell'anno solare anteriore a quello di decorrenza della pensione. Se la media dei redditi è superiore a lire 20 milioni, la percentuale dell'1,75 per cento di cui al primo comma è così ridotta: a) all'1,50 per cento per lo scaglione di reddito da lire 20 milioni a lire 30 milioni; b) all'1,30 per cento per lo scaglione di reddito da lire 30 milioni a lire 35 milioni; c) all'1,15 per cento per lo scaglione di reddito da lire 35 milioni a lire 40 milioni. Il titolare della pensione di vecchiaia che resti iscritto agli albi di avvocato e/o di procuratore ha diritto ad una pensione pari ai due terzi di quella determinata secondo i commi precedenti. Sono comunque fatti salvi i trattamenti in atto alla data di entrata in vigore della presente legge, se più favorevoli al pensionato. Colore che, dopo la maturazione del diritto alla pensione di vecchiaia, restano iscritti all'albo dei procuratori o degli avvocati o all'albo speciale per il patrocinio davanti alle giurisdizioni superiori, hanno diritto ad un supplemento di pensione alla scadenza dei primi due anni successivi alla maturazione del diritto a pensione e ad un ulteriore supplemento al compimento dei cinque anni dalla maturazione del diritto a pensione ed in ogni caso dal mese successivo alla cancellazione dagli albi per qualsiasi motivo, anche per causa di morte, quando tale cancellazione sia antecedente al compimento dei cinque anni dalla maturazione del diritto a pensione. I supplementi sono calcolati per ogni anno successivo a quello di maturazione del diritto a pensione, in base alle percentuali di cui al primo e al quarto comma, riferite alla media dei redditi professionali risultanti dalle dichiarazioni successive a quelle considerate per il calcolo della pensione, con applicazione delle disposizioni di cui al secondo comma. Alle scadenze indicate dall'art. 13, primo comma, con decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale, di concerto con il Ministro di grazia e giustizia, su proposta della Cassa, la percentuale di cui al primo comma del presente articolo può essere aumentata, ove le condizioni tecnico-finanziarie lo consentano, sino al 2 per cento. In tal caso devono essere proporzionalmente aumentate le percentuali di cui al quarto comma del presente articolo".

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