Legge

Legge 103/1990

Indizione e finanziamento del 4° censimento generale dell'agricoltura.

Pubblicato: 05/05/1990 In vigore dal: 02/05/1990 Documento ufficiale

Cosa prevede la Legge 103/1990 riguardo al 4° censimento generale dell'agricoltura?

Spiegato da FiscoAI
La Legge 103/1990, promulgata il 2 maggio 1990, indice il 4° censimento generale dell'agricoltura da realizzarsi nel corso dell'anno 1990. Si tratta di un provvedimento legislativo che autorizza e finanzia questa rilevazione statistica nazionale nel settore agricolo. Le modalità operative, le date specifiche e le norme di esecuzione del censimento non sono contenute direttamente nella legge, ma sono rinviate a un apposito regolamento da emanarsi tramite decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri. Questo decreto deve essere adottato di concerto con i Ministri dell'interno, del tesoro, di grazia e giustizia, del bilancio e della programmazione economica, dell'agricoltura e delle foreste, nonché dell'industria, del commercio e dell'artigianato. La legge prevede inoltre il coinvolgimento della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano, il cui parere deve essere acquisito prima dell'emanazione del regolamento. Qualora tale parere non sia espresso entro trenta giorni dalla richiesta, si può procedere comunque all'emanazione del decreto.

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Riferimento normativo

LEGGE 2 maggio 1990, n. 103

Testo normativo

LEGGE n. 103/1990 # LEGGE 2 maggio 1990, n. 103 ## Indizione e finanziamento del 4° censimento generale dell'agricoltura. La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno approvato; IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA PROMULGA la seguente legge: Art. 1 1. È indetto il 4› censimento generale dell'agricoltura che avrà luogo nel corso dell'anno 1990. 2. Le date e le norme di esecuzione del censimento di cui al comma 1 sono stabilite con apposito regolamento da emanarsi con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, di concerto con i Ministri dell'interno, del tesoro, di grazia e giustizia, del bilancio e della programmazione economica, dell'agricoltura e delle foreste e dell'industria, del commercio e dell'artigianato, sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, di cui all' articolo 12 della legge 23 agosto 1988, n. 400 . Si prescinde dal suddetto parere qualora non sia espresso entro trenta giorni dalla richiesta. AVVERTENZA: Il testo delle note qui pubblicato è stato redatto ai sensi dell' art. 10, comma 3, del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 1985, n. 1092 , al solo fine di facilitare la lettura delle disposizioni di legge alle quali è operato il rinvio. Restano invariati il valore e l'efficacia degli atti legislativi qui trascritti. Nota all'art. 1: - Il testo dell' art. 12 della legge n. 400/1988 (Disciplina dell'attività di Governo e ordinamento della Presidenza del Consiglio dei Ministri), è il seguente: "Art. 12 (Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome). - 1. È istituita, presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, la conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, con compiti di informazione, consultazione e raccordo, in relazione agli indirizzi di politica generale suscettibili di incidere nelle materie di competenza regionale, esclusi gli indirizzi generali relativi alla politica estera, alla difesa e alla sicurezza nazionale, alla giustizia. 2. La Conferenza è convocata dal Presidente del Consiglio dei Ministri almeno ogni sei mesi, ed in ogni altra circostanza in cui il Presidente lo ritenga opportuno, tenuto conto anche delle richieste dei presidenti delle regioni e delle province autonome. Il Presidente del Consiglio dei Ministri presiede la Conferenza, salvo delega al Ministro per gli affari regionali o, se tale incarico non è attribuito, ad altro Ministro. La Conferenza è composta dai presidenti delle regioni a statuto speciale e ordinario e dai presidenti delle province autonome. Il Presidente del Consiglio dei Ministri invita alle riunioni della Conferenza i Ministri interessati agli argomenti iscritti all'ordine del giorno, nonchè rappresentanti di amministrazioni dello Stato o di enti pubblici. 3. La Conferenza dispone di una segreteria, disciplinata con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, di concerto con il Ministro per gli affari regionali. 4. Il decreto di cui al comma 3 deve prevedere l'inclusione nel contingente della segreteria di personale delle regioni o delle province autonome, il cui trattamento economico resta a carico delle regioni o delle province di provenienza. 5. La Conferenza viene consultata: a) sulle linee generali dell'attività normativa che interessa direttamente le regioni e sulla determinazione degli obiettivi di programmazione economica nazionale e della politica finanziaria e di bilancio, salve le ulteriori attribuzioni previste in base al comma 7 del presente articolo; b) sui criteri generali relativi all'esercizio delle funzioni statali di indirizzo e di coordinamento inerenti ai rapporti tra lo Stato, le regioni, le province autonome e gli enti infraregionali, nonchè sugli indirizzi generali relativi alla elaborazione ed attuazione degli atti comunitari che riguardano le competenze regionali; c) sugli altri argomenti per i quali il Presidente del Consiglio dei ministri ritenga opportuno acquisire il parere della Conferenza. 6. Il Presidente del Consiglio dei Ministri, o il Ministro appositamente delegato, riferisce periodicamente alla Commissione parlamentare per le questioni regionali sulle attività della Conferenza. 7. Il Governo è delegato ad emanare, entro un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge, previo parere della Commissione parlamentare per le questioni regionali che deve esprimerlo entro sessanta giorni dalla richiesta, norme aventi valore di legge ordinaria intese a provvedere al riordino ed alla eventuale soppressione degli altri organismi a composizione mista Stato-regioni previsti sia da leggi che da provvedimenti amministrativi in modo da trasferire alla Conferenza le attribuzioni delle commissioni, con esclusione di quelle che operano sulla base di competenze tecnico-scientifiche, e rivedere la pronuncia di pareri nelle questioni di carattere generale per le quali debbano anche essere sentite tutte le regioni e province autonome, determinando le modalità per l'acquisizione di tali pareri, per la cui formazione possono votare solo i presidenti delle regioni e delle province autonome".

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La Legge 103/1990 riguarda l'indizione e il finanziamento di un censimento agricolo nazionale, coinvolgendo competenze amministrative tra Stato, regioni e province autonome secondo le procedure di coordinamento previste dalla legge 400/1988. Professionisti che operano nel settore agricolo e consulenti aziendali consultano questa normativa per comprendere gli obblighi di partecipazione ai censimenti statistici e le implicazioni organizzative per le aziende agricole.

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