Decreto del Presidente della Repubblica

Decreto del Presidente della Repubblica 407/1994

Regolamento recante modificazioni al decreto del Presidente della Repubblica 26 aprile 1992, n. 300, concernente le attivita' private sottoposte alla disciplina degli articoli 19 e 20 della legge 7 agosto 1990, n. 241.

Pubblicato: 25/06/1994 In vigore dal: 09/05/1994 Documento ufficiale

Quali sono le principali modifiche introdotte dal DPR 407/1994 al regime delle attività private sottoposte a denuncia di inizio attività?

Spiegato da FiscoAI
Il DPR 407/1994 modifica il precedente regolamento del 1992 concernente le attività private che richiedono autorizzazioni, licenze o altri atti di consenso amministrativo. La normativa si applica a tutte quelle attività private il cui esercizio è subordinato a un atto di consenso della pubblica amministrazione, purché il rilascio dipenda esclusivamente dall'accertamento di presupposti e requisiti di legge senza valutazioni tecniche discrezionali e senza limiti complessivi. In pratica, anziché attendere il rilascio formale di un'autorizzazione, l'interessato può presentare una denuncia di inizio attività attestando il possesso dei requisiti richiesti, eventualmente autocertificando l'esecuzione di prove previste dalla legge. L'amministrazione competente ha sessanta giorni dalla denuncia per verificare d'ufficio la sussistenza dei presupposti e, se necessario, disporre il divieto di prosecuzione dell'attività con provvedimento motivato. Questo sistema rappresenta una semplificazione amministrativa che favorisce l'avvio rapido delle attività private, riducendo i tempi di attesa rispetto al procedimento autorizzativo tradizionale.

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Riferimento normativo

DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 9 maggio 1994, n. 407

Testo normativo

DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA n. 407/1994 # DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 9 maggio 1994, n. 407 ## Regolamento recante modificazioni al decreto del Presidente della Repubblica 26 aprile 1992, n. 300, concernente le attivita' private sottoposte alla disciplina degli articoli 19 e 20 della legge 7 agosto 1990, n. 241. IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA Visto l' art. 87, comma quinto, della Costituzione ; Visto l' art. 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400 ; Vista la legge 7 agosto 1990, n. 241 ; Visto il decreto del Presidente della Repubblica 26 aprile 1992, n. 300 , con il quale è stato emanato un unico regolamento concernente le attività private sottoposte alla disciplina degli articoli 19 e 20 della legge 7 agosto 1990, n. 241 ; Visto l' art. 2, comma 10, della legge 24 dicembre 1993, n. 537 ; Acquisito il parere delle competenti commissioni permanenti del Senato della Repubblica e della Camera dei deputati; Udito il parere del Consiglio di Stato espresso nell'adunanza generale del 28 aprile 1994; Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri adottata nella riunione del 28 aprile 1994; Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri e del Ministro per la funzione pubblica; EMANA il seguente regolamento: Art. 1 O g g e t t o 1. La tabella C allegata al decreto del Presidente della Repubblica 26 aprile 1992, n. 300 , recante "Regolamento concernente le attività private sottoposte alla disciplina degli articoli 19 e 20 della legge 7 agosto 1990, n. 241 ", è modificata ed integrata secondo le disposizioni seguenti. AVVERTENZA: Il testo delle note qui pubblicato è stato redatto ai sensi dell'art. 10, comma 3, del testo unico delle disposizioni sulla promulgazione delle leggi, sull'emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica e sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana, approvato con d.P.R. 28 dicembre 1985, n. 1092 , al solo fine di facilitare la lettura delle disposizioni di legge alle quali è operato il rinvio. Restano invariati il valore e l'efficacia degli atti legislativi qui trascritti. Note al titolo: - Il D.P.R. n. 300/1992 reca: "Regolamento concernente le attività sottoposte alla disciplina degli articoli 19 e 20 della legge 7 agosto 1990, n. 241 ". - Si riportano i testi degli articoli 19 (Come sostituito dall' art. 2, comma 10, della legge n. 537/1993 ) e 20 della legge n. 241/1990 (nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi): "Art. 19. - 1. In tutti i casi in cui l'esercizio di un'attività privata sia subordinato ad autorizzazione, licenza, abilitazione, nulla-osta, permesso o altro atto di consenso comunque denominato, ad esclusione delle concessioni edilizie e delle autorizzazioni rilasciate ai sensi delle leggi 1 giugno 1939, n. 1089, 29 giugno 1993, n. 1497 , e del decreto-legge 27 giugno 1985, n. 312 , convertito, con modificazioni, dalla legge 8 agosto 1985, n. 431 , il cui rilascio dipenda esclusivamente dall'accertamento dei presupposti e dei requisiti di legge, senza l'esperimento di prove a ciò destinate che comportino valutazioni tecniche discrezionali, e non sia previsto alcun limite o contingente complessivo per il rilascio degli atti stessi, l'atto di consenso si intende sostituito da una denuncia di inizio di attività da parte dell'interessato alla pubblica amministrazione competente, attestante l'esistenza dei presupposti e dei requisiti di legge, eventualmente accompagnata dall'autocertificazione dell'esperimento di prove a ciò destinate, ove previste. In tali casi, spetta all'amministrazione competente, entro e non oltre sessanta giorni dalla denuncia, verificare d'ufficio la sussistenza dei presupposti e dei requisiti di legge richiesti e disporre, se del caso, con provvedimento motivato da notificare all'interessato entro il medesimo termine, il divieto di prosecuzione dell'attività e la rimozione dei suoi effetti, salvo che, ove ciò sia possibile, l'interessato provveda a conformare alla normativa vigente detta attività ed i suoi effetti entro il termine prefissatogli dall'amministrazione stessa". "Art. 20. - 1. Con regolamento adottato ai sensi del comma 2 dell'art. 17 della legge 23 agosto 1988, n. 400 , da emanarsi entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge e previo parere delle competenti Commissioni parlamentari, sono determinati i casi in cui la domanda di rilascio di una autorizzazione, licenza, abilitazione, nulla osta, permesso od altro atto di consenso comunque denominato, cui sia subordinato lo svolgimento di un'attività privata, si considera accolta qualora non venga comunicato all'interessato il provvedimento di diniego entro il termine fissato per categorie di atti, in relazione alla complessità del rispettivo procedimento, dal medesimo predetto regolamento. In tali casi, sussistendone le ragioni di pubblico interesse, l'amministrazione competente può annullare l'atto di assenso illegittimamente formata, salvo che, ove ciò sia possibile, l'interessato provveda a sanare i vizi entro il termine prefissatogli dall'amministrazione stessa. 2. Ai fini dell'adozione del regolamento di cui al comma 1, il parere delle Commissioni parlamentari e del Consiglio di Stato deve essere reso entro sessanta giorni dalla richiesta. Decorso tale termine, il Governo procede comunque all'adozione dell'atto. 3. Restano ferme le disposizioni attualmente vigenti che stabiliscono regole analoghe o equipollenti a quelle previste dal presente articolo". Note alle premesse: - L' art. 87, comma quinto, della Costituzione conferisce al Presidente della Repubblica il potere di promulgare le leggi e di emanare i decreti aventi valore di legge ed i regolamenti. - Il comma 2 dell'art. 17 della legge n.400/1988 (Disciplina dell'attività di Governo e ordinamento della Presidenza del Consiglio dei Ministri), prevede che con decreto del Presidente della Repubblica, previa deliberazione del Consiglio dei Ministri, sentito il Consiglio di Stato, siano emanati i regolamenti per la disciplina delle materie, non coperte da riserva assoluta di legge prevista dalla Costituzione, per le quali le leggi della Repubblica, autorizzando l'esercizio della potestà regolamentare del Governo, determinino le norme generali regolatrici della materia e dispongano l'abrogazione delle norme vigenti, con effetto dall'entrata in vigore delle norme regolamentari. - Per i riferimenti al d.P.R. n. 300/1992 e agli articoli 19 e 20 della legge n. 241/1990 , vedi note al titolo. - L' art. 2, comma 10, della legge n. 437/1993 sostituisce l' art. 19 della legge n. 241/1990 richiamato nelle note al titolo. Note all'art. 1: - Per i riferimenti al d.P.R. n. 300/1992 e agli articoli 19 e 20 della legge n. 241/1990 , vedi note al titolo.

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