Decreto del Presidente della Repubblica

Decreto del Presidente della Repubblica 283/1994

Regolamento recante norme sulla riorganizzazione del Ministero del bilancio e della programmazione economica.

Pubblicato: 11/05/1994 In vigore dal: 24/03/1994 Documento ufficiale

Quali sono gli obiettivi e la struttura organizzativa del Ministero del bilancio e della programmazione economica secondo il DPR 283/1994?

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Il DPR 283/1994 è un regolamento che disciplina la riorganizzazione interna del Ministero del bilancio e della programmazione economica, emanato dal Presidente della Repubblica su proposta del Governo. Si applica all'amministrazione centrale italiana e riguarda l'assetto organizzativo e funzionale di questo dicastero, che ha competenze cruciali in materia di politica economica, bilancio dello Stato e sviluppo territoriale. Il decreto prevede che il Ministero sia organizzato secondo principi di efficacia, efficienza e razionalizzazione delle funzioni, articolando gli uffici per materie omogenee e collegate agli obiettivi di politica economica. In particolare, il regolamento stabilisce che entro 180 giorni dalla sua entrata in vigore devono essere individuati gli uffici di livello dirigenziale generale e le loro funzioni, secondo modalità specifiche e nel rispetto di criteri di integrazione delle risorse umane e materiali. Il decreto attribuisce inoltre al Ministero compiti specifici relativi al coordinamento delle azioni nelle aree depresse, alla valutazione degli interventi pubblici e ai rapporti con l'Unione Europea per la programmazione degli interventi cofinanziati sui fondi strutturali.

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Riferimento normativo

DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 24 marzo 1994, n. 283

Testo normativo

DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA n. 283/1994 # DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 24 marzo 1994, n. 283 ## Regolamento recante norme sulla riorganizzazione del Ministero del bilancio e della programmazione economica. IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA Visto l' art. 87 della Costituzione ; Vista la legge 27 febbraio 1967, n. 48 ; Visto il decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 1972, n. 505 ; Vista la legge 17 dicembre 1986, n. 878 ; Visto l' art. 17 della legge 23 agosto 1988, n. 400 ; Visto il decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29 ; Visto il decreto legislativo 3 aprile 1993, n. 96 , che attribuisce nuove funzioni al Ministero del bilancio e della programmazione economica ed in particolare l'art. 18 che prevede la ridefinizione del quadro organizzativo e funzionale del Ministero; Considerato che l'attuazione dell' art. 18, comma 1, del decreto legislativo 3 aprile 1993, n. 96 , comporta l'abrogazione dei precedenti atti che disciplinano l'organizzazione del Ministero; Considerato che, a norma della legge 23 agosto 1988, n. 400, art. 17, commi 1 e 2 , è attribuito alla potestà regolamentare del Governo il compito di provvedere all'organizzazione interna dei Ministeri e delle pubbliche amministrazioni; Udito il parere del Consiglio di Stato, espresso nell'adunanza generale del 27 gennaio 1994; Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 9 marzo 1994; Sulla proposta del Ministero del bilancio e della programmazione economica, di concerto con i Ministri per la funzione pubblica e del tesoro; EMANA il seguente regolamento: Art. 1 Ambito della disciplina 1. Il Ministero del bilancio e della programmazione economica - di seguito denominato "Ministero" - è organizzato secondo le disposizioni del presente decreto. AVVERTENZA: Il testo delle note qui pubblicato è stato redatto ai sensi dell'art. 10, comma 3, del testo unico delle disposizioni sulla promulgazione delle leggi, sull'emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica e sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana, approvato con D.P.R. 28 dicembre 1985, n. 1092 , al solo fine di facilitare la lettura delle disposizioni di legge alle quali è operato il rinvio. Restano invariati il valore e l'efficacia degli atti legislativi qui trascritti. Note alle premesse: - L' art. 87, comma quinto, della Costituzione conferisce al Presidente della Repubblica il potere di promulgare le leggi e di emanare i decreti aventi valore di legge ed i regolamenti. - La legge n. 48/1967 reca: "Attribuzioni e ordinamento del Ministero del bilancio e della programmazione economica e istituzione del Comitato dei Ministri per la programmazione economica". - Il D.P.R. n. 505/1972 reca norme sul riordinamento del Ministero del bilancio e della programmazione economica. - Il D.P.R. n. 878/1986 reca: "Disciplina del Nucleo di valutazione degli investimenti pubblici e disposizioni relative al Ministero del bilancio e della programmazione economica". - Il testo dell' art. 17 della legge n. 400/1988 (Disciplina dell'attività di Governo e ordinamento della Presidenza del Consiglio dei Ministri), come modificato dall' art. 74 del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29 , è il seguente: "Art. 17 (Regolamenti). - 1. Con decreto del Presidente della Repubblica, previa deliberazione del Consiglio dei Ministri, sentito il parere del Consiglio di Stato che deve pronunziarsi entro novanta giorni dalla richiesta, possono essere emanati i regolamenti per disciplinare: a) l'esecuzione delle leggi e dei decreti legislativi; b) l'attuazione e l'integrazione delle leggi e dei decreti legislativi recanti norme di principio, esclusi quelli relativi a materie riservate alla competenza regionale; c) le materie in cui manchi la disciplina da parte di leggi o di atti aventi forza di legge, sempre che non si tratti di materie comunque riservate alla legge; d) l'organizzazione ed il funzionamento delle amministrazioni pubbliche secondo le disposizioni dettate dalla legge; e) (soppressa). 2. Con decreto del Presidente della Repubblica, previa deliberazione del Consiglio dei Ministri, sentito il Consiglio di Stato, sono emanati i regolamenti per la disciplina delle materie, non coperte da riserva assoluta di legge prevista dalla Costituzione, per le quali le leggi della Repubblica, autorizzando l'esercizio della potestà regolamentare del Governo, determinano le norme generali regolatrici della materia e dispongono l'abrogazione delle norme vigenti, con effetto dall'entrata in vigore delle norme regolamentari. 3. Con decreto ministeriale possono essere adottati regolamenti nelle materie di competenza del Ministro o di autorità sottordinate al Ministro, quando la legge espressamente conferisca tale potere. Tali regolamenti, per materie di competenza di più Ministri, possono essere adottati con decreti interministeriali, ferma restando la necessità di apposita autorizzazione da parte della legge. I regolamenti ministeriali ed interministeriali non possono dettare norme contrarie a quelle dei regolamenti emanati dal Governo. Essi debbono essere comunicati al Presidente del Consiglio dei Ministri prima della loro emanazione. 4. I regolamenti di cui al comma 1 ed i regolamenti ministeriali ed interministeriali, che devono recare la denominazione di 'regolamentò, sono adottati previo parere del Consiglio di Stato, sottoposti al visto ed alla registrazione della Corte dei conti e pubblicati nella Gazzetta Ufficiale". - Il D.Lgs. n. 29/1993 reca: "Razionalizzazione dell'organizzazione delle amministrazioni pubbliche e revisione della disciplina in materia di pubblico impiego, a norma dell' art. 2 della legge 23 ottobre 1992, n. 421 ". - Il testo dell' art. 18 del D.Lgs. n. 96/1993 (Trasferimento delle competenze dei soppressi Dipartimento per gli interventi straordinari nel Mezzogiorno e Agenzia per la promozione dello sviluppo del Mezzogiorno, a norma dell' art. 3 della legge 19 dicembre 1992, n. 488 ) è il seguente: "Art. 18 (Norme organizzatorie per la prima attuazione). - 1. In sede di prima applicazione del presente decreto ed ai fini dell'attuazione dei compiti da esso previsti e del perseguimento degli obiettivi di sviluppo delle aree depresse, anche in connessione con il processo di integrazione economica europea, si procede alla definizione del quadro organizzatorio e funzionale del Ministero del bilancio e della programmazione economica, nell'ambito delle attribuzioni ad esso demandate dall'ordinamento, in modo da individuare le funzioni in relazione a complessi di materie omogenee e organicamente collegate dal perseguimento dei fini di politica economica che attengono alle competenze istituzionali del Ministero ed in particolare alla definizione della politica economica e di bilancio, al coordinamento delle politiche settoriali e sociali e alle politiche di sviluppo del territorio e delle aree depresse. All'individuazione degli uffici di livello dirigenziale generale e d'altro livello dirigenziale e delle corrispondenti funzioni si procede, entro il termine di centoottanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, secondo le modalità di cui all'art. 14, comma 5, nel rispetto dei principi di efficacia ed efficienza dell'azione amministrativa, nonchè di razionalizzazione delle funzioni, articolazioni degli uffici per funzioni omogenee e integrazione per obiettivi delle risorse umane e materiali. 2. Nell'ambito delle attribuzioni di cui al comma 1, un ufficio di livello dirigenziale generale del Ministero del bilancio e della programmazione economica cura i compiti connessi al coordinamento delle azioni proposte e realizzate dalle amministrazioni ed enti pubblici nelle aree depresse, alla valutazione dei risultati e alla stima degli effetti degli interventi previsti o programmati, nonchè, per l'insieme delle aree depresse, svantaggiate, in declino o in crisi industriale del territorio nazionale, le funzioni svolte dal soppresso Dipartimento per gli interventi straordinari nel Mezzogiorno relative al processo di integrazione europea ed ai rapporti con la CEE per il coordinamento o la programmazione degli interventi cofinanziati dalla stessa Comunità sui fondi strutturali ai predetti fini di sviluppo delle aree depresse".

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Il DPR 283/1994 è il riferimento normativo per l'organizzazione del Ministero del bilancio e della programmazione economica, disciplinando la struttura dirigenziale, le competenze in materia di politica economica e bilancio dello Stato, nonché il coordinamento delle politiche settoriali e sociali. Professionisti della pubblica amministrazione e consulenti di enti pubblici lo consultano per comprendere la ripartizione delle funzioni ministeriali, la valutazione degli investimenti pubblici e la programmazione degli interventi nelle aree depresse e svantaggiate del territorio nazionale.

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