Qual è lo scopo del Decreto del Presidente del Consiglio 374/1994 e come si costituisce l'Albo dei dirigenti pubblici?
Spiegato da FiscoAI
Il Decreto 374/1994 istituisce e disciplina l'Albo dei dirigenti pubblici presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento della funzione pubblica. Questo Albo rappresenta uno strumento conoscitivo fondamentale per mappare la consistenza quantitativa e qualitativa della dirigenza nelle amministrazioni pubbliche italiane, includendo i curriculum vitae dei dirigenti in servizio. La norma si applica a tutti i dirigenti delle pubbliche amministrazioni e rappresenta un elemento centrale per l'attuazione della riforma della pubblica amministrazione introdotta dalla legge 421/1992.
L'Albo consente alle amministrazioni pubbliche di gestire efficacemente le risorse umane e di attuare i processi di mobilità dei dirigenti tra diversi enti e settori. In pratica, ogni dirigente pubblico deve essere iscritto nell'Albo con i propri dati professionali e competenze, creando così una banca dati centralizzata consultabile per esigenze di selezione, trasferimento e gestione della carriera. Questo facilita anche il monitoraggio della qualità e della composizione della dirigenza pubblica a livello nazionale.
Per i dirigenti pubblici e per le amministrazioni, l'Albo rappresenta uno strumento di trasparenza e di razionalizzazione della gestione del personale dirigenziale. Le modalità concrete di costituzione e tenuta dell'Albo sono definite dal presente regolamento, che specifica come i dati devono essere raccolti, aggiornati e gestiti dal Dipartimento della funzione pubblica.
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Riferimento normativo
DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 11 marzo 1994, n. 374
Testo normativo
DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI n. 374/1994
# DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 11 marzo 1994, n. 374
## Regolamento recante norme sull'istituzione dell'Albo dei dirigenti
pubblici.
IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI Visto l' art. 23, comma 1, del decreto legislativo in data 3 febbraio 1993 n. 29 , e successive modificazioni, che prevede l'istituzione presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento della funzione pubblica, dell'Albo dei dirigenti in servizio nelle amministrazioni pubbliche, comprensivo del relativo curriculum; Visto l' art. 2 del decreto-legge 14 settembre 1993, n. 358 , convertito con la legge 12 novembre 1993, n. 448 ; Considerato che l'istituzione dell'Albo dei dirigenti pubblici consente la conoscenza della consistenza qualitativa e quantitativa della dirigenza pubblica da utilizzare, fra l'altro, per l'attuazione dei principi posti in materia di dirigenza pubblica dalla legge 21 ottobre 1992, n. 421 , con particolare riferimento alla gestione delle risorse umane ed ai processi di mobilità; Ritenuto di dover definire, ai sensi dell'art. 23, comma 2, del suddetto decreto legislativo, le modalità di costituzione e di tenuta dell'Albo stesso; Visto l' art. 17 della legge 23 agosto 1988, n. 400 ; Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri in data 13 maggio 1993, concernente delega del Ministro senza portafoglio per la funzione pubblica; Udito il parere reso dal Consiglio di Stato nell'adunanza generale del 27 gennaio 1994; ADOTTA il seguente regolamento: Art. 1 Principi 1. Al fine di consentire la conoscenza della consistenza quantitativa e delle caratteristiche culturali, professionali, manageriali dei dirigenti pubblici e l'attuazione della disciplina della mobilità, è istituito, presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento della funzione pubblica, l'Albo dei dirigenti in servizio nelle amministrazioni pubbliche. AVVERTENZA: Il testo delle note qui pubblicato è stato redatto ai sensi dell'art. 10, comma 3, del testo unico delle disposizioni sulla promulgazione delle leggi, sull'emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica e sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana, approvato con D.P.R. 28 dicembre 1985, n. 1092 , al solo fine di facilitare la lettura delle disposizioni di legge alle quali è operato il rinvio. Restano invariati il valore e l'efficacia degli atti legislativi qui trascritti. Note alle premesse: - Il D.Lgs. n. 29/1993 reca: "Razionalizzazione dell'organizzazione delle amministrazioni pubbliche e revisione della disciplina in materia di pubblico impiego, a norma dell' art. 2 della legge 23 ottobre 1992, n. 421 ". Si trascrive il testo del relativo art. 23: "Art. 23 (Albo dei dirigenti). - 1. È istituito presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento della funzione pubblica un Albo dei dirigenti in servizio nelle amministrazioni pubbliche, comprensivo del relativo curriculum, a fini conoscitivi e per consentire l'attuazione della disciplina in materia di mobilità. 2. Con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, da emanare ai sensi dell' art. 17 della legge 23 agosto 1988, n. 400 , entro sei mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto, si provvede a definire le modalità di costituzione e di tenuta dell'Albo di cui al comma 1". - Il comma 1 dell'art. 2 del D.L. n. 358/1993 (Differimento del termine previsto dall' art. 13 del decreto del Presidente della Repubblica 27 giugno 1992, n. 352 , per l'adozione dei regolamenti concernenti le categorie di documenti da sottrarre all'accesso, nonchè di termini previsti dal decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29 ) prevede che i termini previsti dal D.Lgs. n. 29/1993 di cui sopra, ai fini della emanazione di specifiche disposizioni regolamentari, siano differiti al 31 dicembre 1993. - Il testo dell' art. 17 della legge n. 400/1988 (Disciplina dell'attività di Governo e ordinamento della Presidenza del Consiglio dei Ministri), come modificato dall' art. 74 del D.Lgs. 3 febbraio 1993, n. 29 , è il seguente: "Art. 17 (Regolamenti). - 1. Con decreto del Presidente della Repubblica, previa deliberazione del Consiglio dei Ministri, sentito il parere del Consiglio di Stato che deve pronunziarsi entro novanta giorni dalla richiesta, possono essere emanati regolamenti per disciplinare: a) l'esecuzione delle leggi e dei decreti legislativi; b) l'attuazione e l'integrazione delle leggi e dei decreti legislativi recanti norme di principio, esclusi quelli relativi a materie riservate alla competenza regionale; c) le materie in cui manchi la disciplina da parte di leggi o di atti aventi forza di legge, sempre che non si tratti di materie comunque riservate alla legge; d) l'organizzazione ed il funzionamento delle amministrazioni pubbliche secondo le disposizioni dettate dalla legge; e) (soppressa). 2. Con decreto del Presidente della Repubblica, previa deliberazione del Consiglio dei Ministri, sentito il Consiglio di Stato, sono emanati i regolamenti per la disciplina delle materie, non coperte da riserva assoluta di legge prevista dalla Costituzione, per le quali le leggi della Repubblica, autorizzando l'esercizio della potestà regolamentare del Governo, determinano le norme generali regolatrici della materia e dispongono l'abrogazione delle norme vigenti, con effetto dall'entrata in vigore delle norme regolamentari. 3. Con decreto ministeriale possono essere adottati regolamenti nelle materie di competenza del Ministro o di autorità sottordinate al Ministro, quando la legge espressamente conferisca tale potere. Tali regolamenti, per materie di competenza di più Ministri, possono essere adottati con decreti interministeriali, ferma restando la necessità di apposita autorizzazione da parte della legge. I regolamenti ministeriali ed interministeriali non possono dettare norme contrarie a quelle dei regolamenti emanati dal Governo. Essi debbono essere comunicati al Presidente del Consiglio dei Ministri prima della loro emanazione. 4. I regolamenti di cui al comma 1 ed i regolamenti ministeriali ed interministeriali, che devono recare la denominazione di 'regolamentò, sono adottati previo parere del Consiglio di Stato, sottoposti al visto ed alla registrazione della Corte dei conti e pubblicati nella Gazzetta Ufficiale".
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Il Decreto 374/1994 disciplina l'Albo dei dirigenti pubblici, uno strumento essenziale per la gestione della mobilità dirigenziale, la razionalizzazione dell'organizzazione amministrativa e il monitoraggio delle risorse umane nella pubblica amministrazione. Consulenti di amministrazioni pubbliche e responsabili della funzione pubblica lo consultano per questioni relative a selezione dirigenziale, trasferimenti tra enti, curriculum vitae standardizzati e attuazione della disciplina sulla dirigenza pubblica.
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