Quali sono le regole che disciplinano l'aspetto estetico delle targhe e della pubblicità sanitaria secondo il Decreto Ministeriale 657/1994?
Spiegato da FiscoAI
Il Decreto Ministeriale 657/1994 stabilisce un regolamento che disciplina le caratteristiche estetiche delle targhe, insegne e inserzioni pubblicitarie nel settore sanitario. Si applica a tutti gli esercenti le professioni sanitarie (medici, infermieri, ecc.), le professioni ausiliarie sanitarie, nonché alle case di cura private e ai gabinetti e ambulatori mono e polispecialistici autorizzati. Il decreto nasce dall'esigenza di uniformare e controllare la comunicazione pubblicitaria nel settore sanitario, garantendo che rispetti standard estetici e deontologici comuni. In pratica, chi intende pubblicizzare una struttura sanitaria o una professione sanitaria deve ottenere un nulla osta dall'ordine o collegio professionale competente, che verifica il rispetto delle caratteristiche estetiche stabilite dal regolamento. Questo controllo preventivo è affidato alle federazioni regionali degli ordini professionali, oppure, ove non costituite, agli ordini provinciali della zona dove è ubicata la struttura.
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Riferimento normativo
DECRETO 16 settembre 1994, n. 657
Testo normativo
DECRETO n. 657/1994
# DECRETO 16 settembre 1994, n. 657
## Regolamento concernente la disciplina delle caratteristiche
estetiche delle targhe, insegne e inserzioni per la pubblicita'
sanitaria.
IL MINISTRO DELLA SANITÀ Vista la legge 5 febbraio 1992, n. 175 , concernente norme in materia di pubblicità sanitaria e di repressione dell'esercizio abusivo delle professioni sanitarie; Visto l'art. 2, comma 3, della predetta legge che dispone che il Ministro della sanità, con apposito regolamento, disciplina le caratteristiche estetiche delle targhe, insegne e inserzioni per la pubblicità concernente l'esercizio delle professioni e arti sanitarie e per la pubblicità concernente le case di cura private e i gabinetti e ambulatori soggetti alle autorizzazioni di legge; Considerato che le autorizzazioni alla pubblicità per le case di cura private e per i gabinetti ed ambulatori devono essere rilasciate dalla regione sentite le federazioni regionali degli ordini e dei collegi professionali, ove costituiti; Considerato che per alcune categorie non risultano costituite le federazioni regionali degli ordini e collegi professionali; Ritenuta l'esigenza di prevedere che le regioni, in tali casi, sentano l'ordine o il collegio della provincia in cui è ubicata la struttura sanitaria; Visto l' art. 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400 ; Sentite le federazioni nazionali degli ordini, dei collegi professionali e delle associazioni professionali degli esercenti le professioni e arti ausiliarie; Sentito il Consiglio superiore di sanità; Udito il parere del Consiglio di Stato espresso nell'adunanza generale del 28 aprile 1994 e del 27 luglio 1994; Vista la nota datata 15 settembre 1994 con cui lo schema di regolamento è stato trasmesso ai sensi dell'art. 17, comma 3, della citata legge n. 400 del 1988 , al Presidente del Consiglio dei Ministri; ADOTTA il seguente regolamento: Art. 1 F i n a l i t à 1. Il presente regolamento disciplina le caratteristiche estetiche delle targhe, insegne e inserzioni per la pubblicità sanitaria. 2. La disciplina si applica agli esercenti le professioni sanitarie, le professioni sanitarie ausiliarie e le arti ausiliarie delle professioni sanitarie. 3. La disciplina si applica, altresì, alle case di cura private ed ai gabinetti e agli ambulatori, mono e polispecialistici, soggetti ad autorizzazione ai sensi della normativa vigente. AVVERTENZA: Il testo delle note qui pubblicato è stato redatto ai sensi dell'art. 10, comma 3, del testo unico delle disposizioni sulla promulgazione delle leggi, sull'emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica e sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 1985, n. 1092 , al solo fine di facilitare la lettura delle disposizioni di legge alle quali è operato il rinvio. Restano invariati il valore e l'efficacia degli atti legislativi qui trascritti. Note alle premesse: - Il testo dell' art. 2, comma 3, della legge n. 175/1992 è il seguente: "3. Ai fini del rilascio del nulla osta, l'ordine o collegio professionale deve verificare l'osservanza delle disposizioni di cui all'art. 1, nonchè la rispondenza delle caratteristiche estetiche della targa o dell'inserzione o delle insegne di cui all'art. 4 a quelle stabilite con apposito regolamento emanato dal Ministro della sanità, sentiti il Consiglio superiore di sanità, nonchè, ove costituiti, gli ordini o i collegi professionali, che esprimono il parere entro novanta giorni dalla richiesta". - Il comma 3 dell'art. 17 della legge n. 400/1988 (Disciplina dell'attività di Governo e ordinamento della Presidenza del Consiglio dei Ministri) prevede che con decreto ministeriale possano essere adottati regolamenti nelle materie di competenza del Ministro o di autorità sottordinate al Ministro, quando la legge espressamente conferisca tale potere. Tali regolamenti, per materie di competenza di più Ministri, possono essere adottati con decreti interministeriali, ferma restando la necessità di apposita autorizzazione da parte della legge. I regolamenti ministeriali ed interministeriali non possono dettare norme contrarie a quelle dei regolamenti emanati dal Governo. Essi debbono essere comunicati al Presidente del Consiglio dei Ministri prima della loro emanazione. Il comma 4 dello stesso articolo stabilisce che gli anzidetti regolamenti debbano recare la denominazione di "regolamento", siano adottati previo parere del Consiglio di Stato, sottoposti al visto ed alla registrazione della Corte dei conti e pubblicati nella Gazzetta Ufficiale.
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Il Decreto 657/1994 è il riferimento normativo per la disciplina della pubblicità sanitaria, in particolare per quanto riguarda targhe, insegne e inserzioni pubblicitarie. Professionisti sanitari, gestori di strutture private e ordini professionali lo consultano per comprendere i requisiti estetici e le procedure di autorizzazione, nonché per verificare la conformità alle norme sulla deontologia professionale e sulla repressione dell'esercizio abusivo delle professioni sanitarie.
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