Regolamento recante norme per l'individuazione dei limiti e le modalita' dell'esercizio dei diritti di voto degli strumenti finanziari in gestione presso imprese di investimento, banche, societa' di gestione del risparmio o agenti di cambio.
Quali sono i limiti e le modalità per l'esercizio dei diritti di voto degli strumenti finanziari gestiti da intermediari finanziari secondo il Decreto Ministeriale 470/1998?
Spiegato da FiscoAI
Il Decreto Ministeriale 470/1998 disciplina come gli intermediari finanziari (imprese di investimento, banche, società di gestione del risparmio e agenti di cambio) possono esercitare i diritti di voto relativi agli strumenti finanziari che gestiscono per conto dei clienti. La normativa stabilisce che la rappresentanza per votare in assemblea può essere conferita a questi intermediari, ma solo rispettando specifici limiti e modalità definiti dal regolamento. Il conferimento della rappresentanza deve avvenire mediante procura scritta e deve essere rilasciata per singola assemblea, garantendo così il controllo del cliente su come vengono esercitati i suoi diritti. Questa disciplina è stata introdotta per proteggere gli investitori e prevenire conflitti di interesse, assicurando trasparenza nell'esercizio dei diritti di voto su titoli in gestione presso intermediari. La normativa si applica a tutti gli strumenti finanziari in gestione presso questi soggetti e rappresenta un elemento fondamentale della regolamentazione del mercato finanziario italiano.
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Riferimento normativo
DECRETO 11 novembre 1998, n. 470
Testo normativo
DECRETO n. 470/1998
# DECRETO 11 novembre 1998, n. 470
## Regolamento recante norme per l'individuazione dei limiti e le
modalita' dell'esercizio dei diritti di voto degli strumenti
finanziari in gestione presso imprese di investimento, banche,
societa' di gestione del risparmio o agenti di cambio.
IL MINISTRO DEL TESORO, DEL BILANCIO E DELLA PROGRAMMAZIONE ECONOMICA Visto il decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58 ; Visto in particolare l'articolo 24, comma 1, lettera e), del citato decreto legislativo, in base al quale il Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica con regolamento adottato sentite la Banca d'Italia e la Consob, stabilisce i limiti e le modalità per il conferimento della rappresentanza per l'esercizio dei diritti di voto inerente agli strumenti finanziari in gestione presso imprese di investimento, banche e società di gestione del risparmio; Visto altresì l'articolo 201, comma 12, del medesimo decreto legislativo che prevede l'applicazione di tale disposizione anche agli agenti di cambio iscritti nel ruolo unico nazionale; Sentite la Banca d'Italia e la Consob; Visto l' articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400 ; Udito il parere del Consiglio di Stato espresso nell'adunanza della sezione consultiva per gli atti normativi in data 28 settembre 1998; Vista la nota del 23 ottobre 1998 con la quale, ai sensi dell'articolo 17 della citata legge n. 400/1988 , lo schema di regolamento è stato comunicato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri; Adotta il seguente regolamento: Art. 1 Conferimento della rappresentanza 1. La rappresentanza per l'esercizio del diritto di voto inerente agli strumenti finanziari in gestione può essere conferita alla impresa di investimento, alla banca, alla società di gestione del risparmio o all'agente di cambio iscritto nel ruolo unico nazionale, secondo le disposizioni del presente regolamento. Avvertenza: Il testo delle note qui pubblicato è stato redatto ai sensi dell'art 10, comma 3, del testo unico delle disposizioni sulla promulgazione delle leggi, sull'emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica e sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana, approvato con D.P.R. 28 dicembre 1985, n. 1092 , al solo fine di facilitare la lettura delle disposizioni di legge alle quali è operato il rinvio. Restano invariati il valore e l'efficacia degli atti legislativi qui trascritti. Note alle premesse: - Il testo dell' art. 24, comma 1, lettera e), del D.Lgs. 24 febbraio 1998, n. 58 (Testo unico delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria, ai sensi degli articoli 8 e 21 della legge 6 febbraio 1996, n. 52 ), è il seguente: "Art. 24 (Gestione di portafogli di investimento). - 1. Al servizio di gestione di portafogli di investimento si applicano le seguenti regole: a)-d) (omissis); e) la rappresentanza per l'esercizio dei diritti di voto inerente agli strumenti finanziari in gestione può essere conferita all'impresa di investimento, alla banca o alla società di gestione del risparmio con procura da rilasciarsi per iscritto e per singola assemblea nel rispetto dei limiti e con le modalità stabiliti con regolamento dal Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica, sentite la Banca d'Italia e la Consob". - Il testo dell'art. 201, comma 12, del sopracitato decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58 , è il seguente: "12. Agli agenti di cambio iscritti nel ruolo unico nazionale si applicano gli articoli 6, comma 1, lettera a), limitatamente all'organizzazione amministrativa e contabile e ai controlli interni, e lettera b), comma 2, lettere a), b) e c); 8, comma 1; 10, comma 1; 21; 22; 23; 24, 25, 31, 32, 167, 171, 190 e 195". - Il testo dell' art. 17 della legge n. 400/1988 (Disciplina dell'attività di Governo e ordinamento della Presidenza del Consiglio dei Ministri), come modificato dall' art. 74 del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29 , e dell' art. 13 della legge 15 marzo 1997, n. 59 , è il seguente: "Art. 17 (Regolamenti). - 1. Con decreto del Presidente della Repubblica, previa deliberazione del Consiglio dei Ministri, sentito il parere del Consiglio di Stato che deve pronunziarsi entro novanta giorni dalla richiesta, possono essere emanati i regolamenti per disciplinare: a) l'esecuzione delle leggi e dei decreti legislativi; b) l'attuazione e l'integrazione delle leggi e dei decreti legislativi recanti norme di principio, esclusi quelli relativi a materie riservate alla competenza regionale; c) le materie in cui manchi la disciplina da parte di leggi o di atti aventi forza di legge, sempre che non si tratti di materie comunque riservate alla legge; d) l'organizzazione ed il funzionamento delle amministrazioni pubbliche secondo le disposizioni dettate dalla legge; e) (soppressa). 2. Con decreto del Presidente della Repubblica, previa deliberazione del Consiglio dei Ministri, sentito il Consiglio di Stato, sono emanati i regolamenti per la disciplina delle materie, non coperte da riserva assoluta di legge prevista dalla Costituzione, per le quali le leggi della Repubblica, autorizzando l'esercizio, della potestà regolamentare del Governo, determinano le norme generali regolatrici della materia e dispongono l'abrogazione delle norme vigenti, con effetto dall'entrata in vigore delle norme regolamentari. 3. Con decreto ministeriale possono essere adottati regolamenti nelle materie di competenza del Ministro o di autorità sottordinate al Ministro, quando la legge espressamente conferisca tale potere. Tali regolamenti, per materie di competenza di più Ministri, possono essere adottati con decreti interministeriali, ferma restando la necessità di apposita autorizzazione da parte della legge. I regolamenti ministeriali ed interministeriali non possono dettare norme contrarie a quelle dei regolamenti emanati dal Governo. Essi dcbbono essere comunicati al Presidente del Consiglio dei Ministri prima della loro emanazione. 4. I regolamenti di cui al comma 1 ed i regolamenti ministeriali ed interministeriali, che devono recare la denominazione di ''regolamentò', sono adottati previo parere del Consiglio di Stato, sottoposti al visto ed alla registrazione della Corte dei conti e pubblicati nella Gazzetta Ufficiale. "4-bis. L'organizzazione e la disciplina degli uffici dei Ministeri sono determinate, con regolamenti emanati ai sensi del comma 2, su proposta del Ministro competente d'intesa con il Presidente del Consiglio dei Ministri e con il Ministro del tesoro, nel rispetto dei principi posti dal decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29 , e successive modificazioni, con i contenuti e con l'osservanza dei criteri che seguono: a) riordino degli uffici di diretta collaborazione con i Ministri ed i Sottosegretari di Stato, stabilendo che tali uffici hanno esclusive competenze di supporto dell'organo di direzione politica e di raccordo tra questo e l'amministrazione; b) individuazione degli uffici di livello dirigenziale generale, centrali e periferici, mediante diversificazione tra strutture con funzioni finali e con funzioni strumentali e loro organizzazione per funzioni omogenee e secondo criteri di flessibilità eliminando le duplicazioni funzionali; c) previsione di strumenti di verifica periodica dell'organizzazione e dei risultati; d) indicazione e revisione periodica della consistenza delle piante organiche; e) previsione di decreti ministeriali di natura non regolamentare per la definizione dei compiti delle unità dirigenziali nell'ambito degli uffici dirigenziali generali".
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Il DM 470/1998 è il riferimento normativo per chi opera nel settore della gestione del risparmio e intermediazione finanziaria, disciplinando diritti di voto, procure per assemblee, conflitti di interesse e governance degli strumenti finanziari. Gestori di portafogli, banche e società di gestione del risparmio lo consultano per conformarsi alle modalità di esercizio dei diritti azionari e alle limitazioni imposte dalla Consob e dalla Banca d'Italia.
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