Quali sono le principali strutture organizzative dell'Amministrazione centrale dell'Ispettorato centrale repressione frodi secondo il Decreto Ministeriale 44/2003?
Spiegato da FiscoAI
Il Decreto Ministeriale 44/2003 riorganizza l'Ispettorato centrale repressione frodi (ICRF), un organo del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali, creando una struttura centrale articolata in nove uffici di livello dirigenziale. Questa riorganizzazione mira a garantire una tutela più efficace della qualità dei prodotti agroalimentari e della sicurezza alimentare attraverso una razionalizzazione delle risorse e delle attività. L'Amministrazione centrale si occupa di programmazione, coordinamento e indirizzo delle attività ispettive e analitiche svolte sul territorio, oltre alla formazione del personale e alla gestione amministrativa. Ogni ufficio ha competenze specifiche: dal supporto all'Ispettore generale, alla programmazione istituzionale, al coordinamento dell'attività ispettiva e di laboratorio, fino alla gestione del personale, del bilancio e delle sanzioni amministrative. La riorganizzazione prevede anche l'istituzione di comitati tecnici per coordinare le azioni con altre forze di polizia e con le regioni, al fine di contrastare in modo più incisivo le frodi nel settore agroalimentare senza sovrapposizioni di competenze.
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Riferimento normativo
DECRETO 13 febbraio 2003, n. 44
Testo normativo
DECRETO n. 44/2003
# DECRETO 13 febbraio 2003, n. 44
## Regolamento di riorganizzazione della struttura operativa
dell'Ispettorato centrale repressione frodi.
IL MINISTRO DELLE POLITICHE AGRICOLE E FORESTALI Visto il decreto-legge 18 giugno 1986, n. 262 , convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 1986, n. 462, che all'articolo 10 ha previsto l'istituzione dell'Ispettorato centrale repressione frodi presso il Ministero dell'agricoltura e foreste; Visto il decreto-legge 21 novembre 2000, n. 335 , convertito, con modificazioni, dalla legge 19 gennaio 2001, n. 3, che all'articolo 2 autorizza il Ministro delle politiche agricole e forestali a provvedere, con regolamento da emanare ai sensi dell' articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400 , alla razionalizzazione dell'Ispettorato centrale repressione frodi, con particolare riguardo alla dislocazione logistica degli uffici, al fine di conseguire una più funzionale presenza del personale a livello centrale e periferico, fermo l'attuale organico determinato con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 27 novembre 1996, ed una più razionale organizzazione dei laboratori, senza oneri aggiuntivi a carico del bilancio dello Stato; Visto il decreto-legge 11 gennaio 2001, n. 1 , convertito, con modificazioni, dalla legge 9 marzo 2001, n. 49, che all'articolo 3, comma 3 , stabilisce che l'Ispettorato centrale repressione frodi è posto alle dirette dipendenze del Ministro delle politiche agricole e forestali, opera con organico proprio ed autonomia organizzativa ed amministrativa e costituisce un autonomo centro di responsabilità di spesa; Visto il decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 e successive modificazioni; Vista la legge costituzionale n. 3 del 18 ottobre 2001 , recante modifiche al titolo V, parte II, della Costituzione; Visto l' articolo 18, comma 1, della legge 28 dicembre 2001, n. 448 , recante disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato ( legge finanziaria 2002 ); Visto il decreto del Presidente della Repubblica 15 novembre 2002, n. 278 , recante "Rideterminazione della dotazione organica del personale appartenente alle aree funzionali dell'Ispettorato centrale repressione frodi"; Considerato che la razionalizzazione della struttura dell'Ispettorato centrale repressione frodi, prevista dal citato articolo 2 del decreto-legge n. 335/2000 , convertito nella legge n. 3/2001 , è necessaria per garantire una più efficace tutela della qualità dei prodotti agroalimentari ed un elevato livello di sicurezza agroalimentare; Ritenuto che, nell'ambito della prescritta razionalizzazione, debbano essere privilegiate, in particolare, la programmazione delle attività istituzionali, nonchè l'indirizzo ed il coordinamento delle attività ispettiva ed analitica, svolte dall'Amministrazione centrale, oltre alla formazione ed all'aggiornamento professionale del personale; Ritenuto che, allo scopo precipuo di garantire una presenza più tempestiva e capillare sul territorio, l'attività ispettiva vada espletata per circoscrizioni territoriali omogenee, comprendenti una o più Regioni, tenuto conto del numero di aziende operanti e del tipo di produzioni più diffuse, nonchè del più o meno elevato rischio di commissione di frodi nel comparto agro-alimentare; Considerato, altresì, necessario procedere alla razionalizzazione delle attività di laboratorio, provvedendo alla individuazione di un congruo numero di laboratori, da accreditare a norma del decreto legislativo n. 156/97 , con adeguata dotazione organica e strumentale, collocati in strutture funzionali ed idonee a garantire l'espletamento tempestivo delle analisi, nonchè qualificati scientificamente, in grado di conseguire le necessarie specializzazioni nei diversi settori merceologici e di mettere in atto studi indirizzati alla messa a punto di metodi analitici per individuare le sempre più sofisticate frodi commesse nel settore agroalimentare e dei mezzi tecnici di produzione agricola; Ritenuto indispensabile prevedere un'adeguata razionalizzazione dell'attività sanzionatoria, al fine di consentire la definizione con maggiore tempestività dei relativi procedimenti, anche in modo da non danneggiare gli operatori del settore nell'accesso al regime degli aiuti comunitari; Ritenuto che una riorganizzazione fondata sui criteri poc'anzi descritti rappresenti anche lo strumento più idoneo per consentire all'Ispettorato di espletare con maggiore efficacia i propri compiti istituzionali; Ritenuto necessario, allo scopo di rendere più agevole il concorso con le altre forze di polizia, così come previsto dall' articolo 6, comma 7, della legge n. 462/1986 , istituire un apposito Comitato tecnico, composto da rappresentanti di tutti gli organi di controllo operanti sul territorio, con il compito di concertare azioni volte ad attuare una più incisiva lotta alle frodi agroalimentari, evitando possibili sovrapposizioni; Sentite le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative sul piano nazionale; Visto l' articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400 ; Udito il parere del Consiglio di Stato, espresso nell'adunanza del 28 ottobre 2002; Ritenuta necessaria, in considerazione della competenza statale in materia di prevenzione e repressione delle frodi agroalimentari, nonchè della peculiare operatività sul territorio nel settore agricolo ed agroalimentare delle regioni e delle province autonome di Trento e Bolzano, l'istituzione di un apposito Comitato tecnico, composto da rappresentanti del Ministero delle politiche agricole e forestali e rappresentanti delle regioni e delle province autonome di Trento e Bolzano con il compito di individuare idonee forme di cooperazione volte a garantire la migliore efficienza e funzionalità dell'azione di vigilanza sul territorio e della lotta alle frodi commesse nel comparto agroalimentare e dei mezzi tecnici di produzione agricola; Considerato che i suddetti organismi collegiali hanno carattere esclusivamente tecnico e che sono indispensabili per il raggiungimento degli obiettivi istituzionali prefissati; Acquisito il parere della XIII Commissione Agricoltura della Camera dei deputati in data 16 gennaio 2003 e considerato che la IX Commissione Agricoltura del Senato della Repubblica non ha espresso il prescritto parere entro il termine previsto del 1 gennaio 2003; Vista la comunicazione al Presidente del Consiglio dei Ministri, effettuata con nota n. 5164 del 27 gennaio 2003; Adotta il seguente regolamento: Art. 1 (( 1. L'Amministrazione centrale dell'Ispettorato centrale repressione frodi è articolata nei seguenti uffici di livello dirigenziale non generale: Ufficio I: supporto all'Ispettore generale capo per il coordinamento della struttura, per l'assegnazione degli obiettivi ai dirigenti e per la valutazione dei relativi risultati; monitoraggio della legislazione nazionale e comunitaria nei settori istituzionali di competenza dell'Ispettorato; supporto e consulenza giuridica agli uffici per la predisposizione di provvedimenti generali di attuazione di norme legislative e regolamentari nelle materie di competenza dell'Ispettorato; comunicazione istituzionale; relazioni sindacali; Ufficio II: programmazione delle attività istituzionali; monitoraggio e valutazione dei programmi di attività svolti dagli uffici centrali, periferici e dai laboratori; organizzazione e funzionamento del sistema informativo dell'Ispettorato; gestione del Comitato previsto di cui al successivo articolo 4; Ufficio III: indirizzo, coordinamento e vigilanza sull'attività ispettiva svolta dagli uffici periferici nei vari settori merceologici; relazioni con altri organismi di controllo nazionali e internazionali; gestione del Comitato di cui al successivo articolo 5; Ufficio IV: indirizzo, coordinamento e vigilanza sull'attività svolta dai laboratori nei vari settori merceologici; monitoraggio e verifica della qualità dei laboratori; aggiornamento delle metodiche ufficiali di analisi dei prodotti agroalimentari e delle sostanze di uso agrario e forestale; direzione del Laboratorio di Roma di cui al successivo articolo 3; Ufficio V: attività di studio e ricerca nei settori istituzionali di competenza dell'Ispettorato; analisi del fabbisogno di formazione ed aggiornamento professionale del personale; programmazione di attività formative e organizzazione dei relativi corsi; Ufficio VI: trattamento giuridico ed economico del personale in servizio ed in quiescenza, e relativo contenzioso; reclutamento del personale e relativo contenzioso; mobilità; conto annuale delle spese sostenute per il personale ai sensi dell' articolo 60 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 ; gestione dell'anagrafe delle prestazioni; Ufficio VII: affari generali; bilancio dell'Ispettorato e gestione dei relativi capitoli; tenuta della contabilità analitica; attività contrattuale; servizi di economato; analisi e programmazione dei fabbisogni di risorse strumentali e logistiche dell'Ispettorato; coordinamento della gestione e della manutenzione dei beni dell'Ispettorato; attuazione delle norme in materia di sicurezza sul lavoro e di salute dei lavoratori; Ufficio VIII: irrogazione delle sanzioni amministrative di competenza dell'Ispettorato e relativo contenzioso; Ufficio IX: vigilanza amministrativa sugli uffici periferici ed i laboratori; controllo di gestione. ))
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Il Decreto Ministeriale 44/2003 disciplina l'organizzazione dell'Ispettorato centrale repressione frodi, un ente pubblico che opera nel settore della vigilanza agroalimentare, della prevenzione e repressione delle frodi, e della sicurezza alimentare. Commercialisti e consulenti aziendali lo consultano per comprendere le competenze amministrative e sanzionatorie dell'ICRF, le modalità di controllo sui produttori agroalimentari, e le procedure relative a laboratori accreditati e metodiche analitiche ufficiali.
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