Quali sono i limiti di esposizione ai campi elettromagnetici stabiliti dal Decreto Ministeriale 381/1998 e a quali impianti si applica?
Spiegato da FiscoAI
Il Decreto Ministeriale 381/1998 è un regolamento che fissa i valori limite di esposizione della popolazione ai campi elettromagnetici generati da sistemi fissi di telecomunicazioni e radiotelevisivi. Si applica a tutti gli impianti che operano in frequenze comprese tra 100 kHz e 300 GHz, quindi antenne, ripetitori, stazioni radio base e trasmettitori televisivi. Il decreto è stato adottato dal Ministero dell'Ambiente in accordo con i Ministeri della Sanità e delle Comunicazioni, sulla base delle indicazioni dell'Istituto Superiore di Sanità e dell'ANPA, seguendo anche i riferimenti normativi comunitari. La normativa introduce un approccio cautelativo che non si limita a proteggere dagli effetti acuti dell'esposizione, ma stabilisce anche obiettivi di qualità ambientale per proteggere i ricettori sensibili (bambini, donne in gravidanza, anziani) esposti per tempi prolungati, distinguendo tra esposizione professionale e della popolazione generale.
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Riferimento normativo
DECRETO 10 settembre 1998, n. 381
Testo normativo
DECRETO n. 381/1998
# DECRETO 10 settembre 1998, n. 381
## Regolamento recante norme per la determinazione dei tetti di
radiofrequenza compatibili con la salute umana.
IL MINISTRO DELL'AMBIENTE d'intesa con IL MINISTRO DELLA SANITÀ e IL MINISTRO DELLE COMUNICAZIONI Vista la legge 31 luglio 1997, n. 249, articolo 1, comma 6, lettera a), n. 15 ), il quale dispone, tra l'altro, che il Ministero dell'ambiente d'intesa con il Ministero della sanità e con il Ministero delle comunicazioni, sentiti l'Istituto superiore di sanità e l'Agenzia nazionale per la protezione dell'ambiente (ANPA), fissa i tetti di radiofrequenze compatibili con la salute umana, tenendo anche conto delle norme comunitarie; Visto il parere favorevole dell'Agenzia nazionale per la protezione dell'ambiente; Visto il parere dell'Istituto superiore di sanità nel quale, pur condividendosi l'esigenza di una politica cautelativa che individui obiettivi di qualità anche al di là dell'adozione di limiti di esposizione mirati alla tutela degli effetti acuti, sono state manifestate perplessità, in considerazione dell'attuale stato di conoscenza scientifica, nei riguardi dell'adozione di misure più restrittive specifiche per l'esposizione a campi modulati in ampiezza; Ritenuta la necessità di riservare misure più cautelative perlomeno nei casi in cui si possono verificare esposizioni a campi elettromagnetici per tempi prolungati, da parte di recettori sensibili non esposti per ragioni professionali; Visto il parere espresso dalla conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome nella seduta del 7 maggio 1998, con il quale si esprime parere favorevole allo schema di decreto, subordinandolo all'accoglimento di due proposte di modifica, rispettivamente all'articolo 4, comma 2, ed all'articolo 5, comma 1; Ritenuto di non accogliere la proposta di emendamento all'articolo 4, comma 2, in quanto renderebbe meno certa e sicura la tutela della popolazione per effetti a lungo termine conseguenti ad esposizione prolungata; Udito il parere del Consiglio di Stato, espresso dalla sezione consultiva per gli atti normativi nell'adunanza del 31 agosto 1998; Vista la comunicazione al Presidente del Consiglio dei Ministri, a norma dell' articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1998, n. 400, del 10 settembre 1998 , n. prot. UL/98/16640; Adotta il seguente regolamento: Art. 1 Campo di applicazione 1. Le disposizioni del presente decreto fissano i valori limite di esposizione della popolazione ai campi elettromagnetici connessi al funzionamento ed all'esercizio dei sistemi fissi delle telecomunicazioni e radiotelevisivi operanti nell'intervallo di frequenza compresa fra 100 kHz e 300 GHz. ((2. I limiti di esposizione di cui al presente decreto,))
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Il Decreto 381/1998 è il riferimento normativo italiano per i limiti di esposizione ai campi elettromagnetici, campi RF (radiofrequenza) e protezione della salute pubblica da radiazioni non ionizzanti. Gestori di telecomunicazioni, operatori radiotelevisivi e amministrazioni pubbliche lo consultano per verificare la conformità degli impianti, valutare l'impatto ambientale e rispettare gli obblighi di monitoraggio e comunicazione ai cittadini.
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