Regolamento recante le caratteristiche formali generali della terza prova scritta negli esami di Stato conclusivi dei corsi di studio di istruzione secondaria superiore e le istruzioni per lo svolgimento della prova medesima nei primi due anni di applicazione del nuovo ordinamento.
Quali sono le caratteristiche e gli obiettivi della terza prova scritta negli esami di Stato di istruzione secondaria superiore secondo il Decreto Ministeriale 357/1998?
Spiegato da FiscoAI
Il Decreto Ministeriale 357/1998 disciplina la terza prova scritta degli esami di Stato conclusivi dei corsi di istruzione secondaria superiore, stabilendone le caratteristiche formali generali e le modalità di svolgimento. La norma si applica a tutti i candidati che sostengono gli esami di Stato nelle scuole secondarie superiori italiane e rappresenta una delle tre prove scritte previste dal nuovo ordinamento degli esami. La terza prova ha carattere pluridisciplinare ed è progettata per accertare non solo le conoscenze acquisite dal candidato nelle materie dell'ultimo anno di corso, ma anche le competenze e le capacità di integrazione e utilizzo trasversale di tali conoscenze. In pratica, la prova mira a verificare la capacità dello studente di produrre elaborati scritti, grafici o pratici che dimostrino una comprensione globale e interconnessa delle discipline studiate, andando oltre la semplice ripetizione nozionistica. Il decreto rappresenta un elemento centrale della riforma degli esami di Stato introdotta dalla legge 425/1997 e ha subito aggiornamenti successivi, come confermato dal Decreto 520/1999 per l'anno scolastico 1999-2000.
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Riferimento normativo
DECRETO 18 settembre 1998, n. 357
Testo normativo
DECRETO n. 357/1998
# DECRETO 18 settembre 1998, n. 357
## Regolamento recante le caratteristiche formali generali della terza
prova scritta negli esami di Stato conclusivi dei corsi di studio di
istruzione secondaria superiore e le istruzioni per lo svolgimento
della prova medesima nei primi due anni di applicazione del nuovo
ordinamento.
IL MINISTRO DELLA PUBBLICA ISTRUZIONE Vista la legge 10 dicembre 1997, n. 425 , recante disposizioni per la riforma degli esami di Stato conclusivi dei corsi di studio di istruzione secondaria superiore e, in particolare, l'articolo 3; Visti gli articoli 4 , 5 e 14 del decreto del Presidente della Repubblica 23 luglio 1998, n. 323 , con il quale è stato emanato il regolamento che disciplina gli esami di Stato; Visto l'articolo 15 del medesimo decreto del Presidente della Repubblica che detta disposizioni transitorie per l'applicazione graduale della nuova disciplina e, in particolare, per lo svolgimento della terza prova scritta; Visto il testo unico delle leggi in materia di istruzione, approvato con decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297 e, in particolare, l'articolo 205, comma 1; Visto l' articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400 ; Udito il parere del Consiglio di Stato n. 162/98 , espresso nell'adunanza della sezione consultiva per gli atti normativi del 14 settembre 1998; Vista la comunicazione al Presidente del Consiglio dei Ministri, a norma dell'articolo 17, comma 3, della citata legge n. 400/1998 (nota n. 5046 del 17 settembre 1998); Emana il seguente regolamento: Art. 1 F i n a l i t à 1. La terza prova scritta negli esami di Stato conclusivi dei corsi di studio di istruzione secondaria superiore, a carattere pluridisciplinare, è intesa ad accertare le conoscenze, competenze e capacità acquisite dal candidato, nonchè le capacità di utilizzare e integrare conoscenze e competenze relative alle materie dell'ultimo anno di corso, anche ai fini di una produzione scritta, grafica o pratica. ((1)) ------------- AGGIORNAMENTO (1) Il Decreto 8 novembre 1999, n. 520 ha disposto (con l'art. 1, comma 1) che "Gli articoli 1 , 2 e 3 del decreto ministeriale 18 settembre 1998, n. 357 , citato in premessa, sono confermati per l'anno scolastico 1999-2000."
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Il Decreto Ministeriale 357/1998 è il riferimento normativo per la terza prova scritta negli esami di Stato, disciplinando prove pluridisciplinari, competenze trasversali e capacità di integrazione delle conoscenze. Docenti, dirigenti scolastici e commissioni d'esame lo consultano per comprendere le modalità di accertamento delle competenze, la valutazione delle prove scritte e grafiche, e l'applicazione della riforma dell'ordinamento scolastico superiore.
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