Decreto Ministeriale

Decreto Ministeriale 190/1994

Regolamento recante norme per il riordino degli istituti zooprofilattici sperimentali, in attuazione dell'art. 1, comma 5, del decreto legislativo 30 giugno 1993, n. 270.

Pubblicato: 23/03/1994 In vigore dal: 16/02/1994 Documento ufficiale

Quali sono le competenze dello Stato e delle Regioni nel riordino degli istituti zooprofilattici sperimentali secondo il Decreto Ministeriale 190/1994?

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Il Decreto Ministeriale 190/1994 disciplina il riordino degli istituti zooprofilattici sperimentali, stabilendo una chiara divisione di competenze tra lo Stato e le Regioni. Lo Stato, attraverso il Ministero della Sanità, mantiene funzioni di coordinamento tecnico-funzionale, ricerca sperimentale, sorveglianza epidemiologica e rapporti internazionali, oltre all'istituzione di centri di referenza nazionale e comunitaria. Le Regioni e Province autonome, invece, disciplinano le modalità organizzative e di funzionamento degli istituti, esercitando vigilanza amministrativa e adottando criteri di valutazione dei costi e dei rendimenti, nel rispetto dei principi stabiliti dal decreto legislativo 270/1993. Questo decreto si applica a tutti gli istituti zooprofilattici sperimentali presenti sul territorio nazionale e riguarda sia le strutture regionali che quelle interregionali. In pratica, il Ministero della Sanità definisce gli indirizzi strategici e gli obiettivi di interesse nazionale, mentre le Regioni gestiscono operativamente gli istituti secondo le loro esigenze territoriali, garantendo comunque il coordinamento con le funzioni statali.

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Riferimento normativo

DECRETO 16 febbraio 1994, n. 190

Testo normativo

DECRETO n. 190/1994 # DECRETO 16 febbraio 1994, n. 190 ## Regolamento recante norme per il riordino degli istituti zooprofilattici sperimentali, in attuazione dell'art. 1, comma 5, del decreto legislativo 30 giugno 1993, n. 270. IL MINISTRO DELLA SANITÀ Visto l' art. 1, comma 5, del decreto legislativo 30 giugno 1993, n. 270 , concernente il riordinamento degli istituti zooprofilattici sperimentali, a norma dell' art. 1, comma 1, lettera h), della legge 23 ottobre 1992, n. 421 ; Previa intesa con la Conferenza Stato-regioni; Visto l' art. 17 della legge 23 agosto 1988, n. 400 ; Udito il Consiglio di Stato nell'adunanza del 27 gennaio 1994; Vista la comunicazione alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, effettuata in data 10 febbraio 1994; ADOTTA il seguente regolamento: Art. 1 Modalità organizzative e di funzionamento 1. Le regioni e le province autonome, in attuazione di quanto disposto dall' art. 2, comma 5, del decreto legislativo 30 giugno 1993, n. 270 , e nel rispetto delle competenze statali di cui all'art. 2, comma 2, dello stesso decreto, disciplinano le modalità organizzative e di funzionamento degli istituti zooprofilattici sperimentali affinchè dagli stessi sia garantito l'espletamento di compiti di cui al presente regolamento. AVVERTENZA: Il testo delle note qui pubblicato è stato redatto ai sensi dell'art. 10, comma 3, del testo unico delle disposizioni sulla promulgazione delle leggi, sull'emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica e sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana, approvato con D.P.R. 28 dicembre 1985, n. 1092 , al solo fine di facilitare la lettura delle disposizioni di legge alle quali è operato il rinvio. Restano invariati il valore e l'efficacia degli atti legislativi qui trascritti. Note alle premesse: - L' art. 1, comma 5, del D.Lgs. n. 270/1993 (Riordinamento degli istituti zooprofilattici sperimentali, a norma dell' art. 1, comma 1, lettera h), della legge 23 ottobre 1992, n. 421 ) così recita: "5. Con regolamento adottato ai sensi dell' art. 17 della legge 23 agosto 1988, n. 400 , il Ministro della sanità d'intesa con la Conferenza permanente per i rapporti Stato, regioni e province autonome, coordina i compiti degli istituti con quelli previsti dalla legge 23 giugno 1970, n. 503 , modificata dalla legge 11 marzo 1974, n. 101 , e dalla legge 23 dicembre 1975, n. 745 ". - L' art. 1, comma 1, lettera h), della legge n. 421/1992 (Delega al Governo per la razionalizzazione e la revisione delle discipline in materia di sanità, di pubblico impiego, di previdenza e di finanza territoriale) è così formulato: "1. Ai fini della ottimale e razionale utilizzazione delle risorse destinate al Servizio sanitario nazionale, del perseguimento della migliore efficienza del medesimo a garanzia del cittadino, di equità distributiva e del contenimento della spesa sanitaria, con riferimento all' art. 32 della Costituzione , assicurando a tutti i cittadini il libero accesso alle cure e la gratuità del servizio nei limiti e secondo i criteri previsti dalla normativa vigente in materia, il Governo della Repubblica, sentita la Conferenza permanente per i rapporti fra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, è delegato ad emanare, entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, uno o più decreti legislativi con l'osservanza dei seguenti principi e criteri direttivi. a)-g) (omissis); h) emanare, per rendere piene ed effettive le funzioni che vengono trasferite alle regioni e alle province autonome, entro il 30 giugno 1993, norme per la riforma del Ministero della sanità cui rimangono funzioni di indirizzo e di coordinamento, nonchè tutte le funzioni attribuite dalle leggi dello Stato per la sanità pubblica. Le stesse norme debbono prevedere altresì il riordino dell'Istituto superiore di sanità, dell'Istituto superiore per la prevenzione e la sicurezza del lavoro (ISPESL) nonchè degli istituti di ricovero e cura a carattere scientifico e degli istituti zooprofilattici. Dette norme non devono comportare oneri a carico dello Stato". - Il testo dell' art. 17 della legge n. 400/1988 (Disciplina dell'attività di Governo e ordinamento della Presidenza del Consiglio dei Ministri), come modificato dall' art. 74 del D.Lgs. 3 febbraio 1993, n. 29 , è il seguente: "Art. 17 (Regolamenti). - 1. Con decreto del Presidente della Repubblica, previa deliberazione del Consiglio dei Ministri, sentito il parere del Consiglio di Stato che deve pronunziarsi entro novanta giorni dalla richiesta, possono essere emanati i regolamenti per disciplinare: a) l'esecuzione delle leggi e dei decreti legislativi; b) l'attuazione e l'integrazione delle leggi e dei decreti legislativi recanti norme di principio, esclusi quelli relativi a materie riservate alla competenza regionale; c) le materie in cui manchi la disciplina da parte di leggi o di atti aventi forza di legge, sempre che non si tratti di materie comunque riservate alla legge; d) l'oganizzazione ed il funzionamento delle amministrazioni pubbliche secondo le disposizioni dettate dalla legge; e) (soppressa). 2. Con decreto del Presidente della Repubblica, previa deliberazione del Consiglio dei Ministri, sentito il Consiglio di Stato, sono emanati i regolamenti per la disciplina delle materie, non coperte da riserva assoluta di legge prevista dalla Costituzione, per le quali le leggi della Repubblica, autorizzando l'esercizio della potestà regolamentare del Governo, determinano le norme generali regolatrici della materia e dispongono l'abrogazione delle norme vigenti, con effetto dall'entrata in vigore delle norme regolamentari. 3. Con decreto ministeriale possono essere adottati regolamenti nelle materie di competenza del Ministro o di autorità sottordinate al Ministro, quando la legge espressamente conferisca tale potere. Tali regolamenti, per materie di competenza di più Ministri, possono essere adottati con decreti interministeriali, ferma restando la necessità di apposita autorizzazione da parte della legge. I regolamenti ministeriali ed interministeriali non possono dettare norme contrarie a quelle dei regolamenti emanati dal Governo. Essi debbono essere comunicati al Presidente del Consiglio dei Ministri prima della loro emanazione. 4. I regolamenti di cui al comma 1 ed i regolamenti ministeriali ed interministeriali, che devono recare la denominazione di 'regolamentò, sono adottati previo parere del Consiglio di Stato, sottoposti al visto ed alla registrazione della Corte dei conti e pubblicati nella Gazzetta Ufficiale". Note all'art. 1: - I commi 2 e 5 dell'art. 2 del D.Lgs. n. 270/1993 così dispongono: "2. Compete allo Stato il coordinamento tecnico-funzionale degli istituti e l'attribuzione agli stessi di compiti e funzioni di interesse nazionale e internazionale. Il Ministro della sanità, in particolare provvede a: a) promuovere le attività di ricerca sperimentale; b) promuovere lo sviluppo organizzativo e delle metodologie e tecnologie diagnostiche ed analitiche; c) promuovere l'attuazione di programmi nazionali di sorveglianza epidemiologica; d) sottoporre a verifica tecnica l'attività di produzione di presidi diagnostici, profilattici e terapeutici; e) affidare l'esecuzione di studi e ricerche sperimentali; f) richiedere la produzione e la distribuzione di presidi diagnostici e profilattici per iniziative zoosanitarie di interesse nazionale e internazionale; g) affidare l'attuazione di iniziative nazionali di formazione e aggiornamento di veterinari ed altri operatori addetti alla sanità pubblica; h) affidare compiti nell'ambito dei rapporti internazionali e della collaborazione tecnico-scientifica con istituti italiani e stranieri; i) stabilire criteri di valutazione dei costi e dei rendimenti e di verifica della utilizzazione delle risorse; l) istituire presso gli istituti zooprofilattici sperimentali centri specialistici di referenza nazionale, comunitaria ed internazionale, nonchè attribuire agli stessi compiti e funzioni di interesse nazionale, comunitario ed internazionale. 3-4. (Omissis). 5. Le regioni, entro il 31 dicembre 1993, disciplinano le modalità gestionali, organizzative e di funzionamento degli istituti, nel rispetto dei principi previsti dal presente decreto e dal decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502 , nonchè l'esercizio delle funzioni di vigilanza amministrativa di indirizzo e verifica sugli istituti. Nel caso di istituti interregionali, le regioni provvedono di concerto. Le regioni inoltre nell'esercizio delle proprie competenze sugli istituti zooprofilattici sperimentali adottano criteri di valutazione dei costi, dei rendimenti e di verifica dell'utilizzazione delle risorse".

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Il Decreto Ministeriale 190/1994 è il riferimento normativo per il coordinamento tecnico-funzionale degli istituti zooprofilattici sperimentali, la ripartizione di competenze tra Stato e Regioni, e l'esercizio di funzioni di sorveglianza epidemiologica e ricerca sperimentale. Veterinari, amministratori pubblici e responsabili di strutture sanitarie lo consultano per comprendere le modalità organizzative, i criteri di valutazione dei costi e la gestione delle iniziative zoosanitarie di interesse nazionale e internazionale.

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