Cosa prevede il Decreto Legislativo 400/1991 riguardo ai procedimenti penali in fase di istruzione formale?
Spiegato da FiscoAI
Il Decreto Legislativo 400/1991 modifica i termini per la conclusione dei procedimenti penali ancora in corso di istruzione formale al momento dell'entrata in vigore del nuovo codice di procedura penale. In particolare, l'articolo 1 del decreto sostituisce la data del 31 dicembre 1991 con quella del 23 ottobre 1992 come termine entro il quale il giudice istruttore deve depositare il fascicolo in cancelleria e pronunciare sentenza di proscioglimento o ordinanza di rinvio a giudizio. Questa proroga si applica specificamente ai reati indicati nell'articolo 407, comma 2, lettera a) del codice di procedura penale, garantendo più tempo per completare l'istruzione formale. La norma riguarda i magistrati (giudici istruttori), i pubblici ministeri e gli imputati coinvolti in procedimenti che risultavano ancora in corso alla data stabilita, rappresentando una misura transitoria per l'adeguamento al nuovo sistema processuale penale.
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Riferimento normativo
DECRETO LEGISLATIVO 12 dicembre 1991, n. 400
Testo normativo
DECRETO LEGISLATIVO n. 400/1991
# DECRETO LEGISLATIVO 12 dicembre 1991, n. 400
## Modifica dei termini per la definizione dei procedimenti ancora in
fase di istruzione formale.
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA Visti gli articoli 76 e 87 della Costituzione ; Visto l' art. 7 della legge 16 febbraio 1987, n. 81 , recante delega legislativa al Governo della Repubblica per l'emanazione del nuovo codice di procedura penale ; Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 31 ottobre 1991; Visto il conforme parere reso in data 28 novembre 1991 dalla commissione parlamentare istituita a norma dell'art. 8 della citata legge n. 81 del 1987 ; Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 4 dicembre 1991; Sulla proposta del Ministro di grazia e giustizia; EMANA il seguente decreto legislativo: Art. 1 1. Nel comma 3 dell'art. 242 del decreto legislativo 28 luglio 1989, n. 271 , come da ultimo sostituito dall' art. 1, comma 1, lettera b), del decreto legislativo 17 ottobre 1990, n. 293 , le parole: "alla data del 31 dicembre 1991" sono sostituite dalle seguenti: "alla data del 23 ottobre 1992". AVVERTENZA: Il testo delle note qui pubblicato è stato redatto ai sensi dell'art. 10, commi 2 e 3, del testo unico approvato con decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 1985, n. 1092 , al solo fine di facilitare la lettura delle disposizioni di legge modificate o alle quali è operato il rinvio. Restano invariati il valore e l'efficacia degli atti legislativi qui trascritti. Note alle premesse: - L' art. 76 della Costituzione regola la delega al Governo dell'esercizio della funzione legislativa e stabilisce che essa non può avvenire se non con determinazione di principi e criteri direttivi e soltanto per tempo limitato e per oggetti definiti. - L' art. 87, comma quinto, della Costituzione conferisce al Presidente della Repubblica il potere di promulgare le leggi e di emanare i decreti aventi valore di legge e i regolamenti. - Il testo degli articoli 7 e 8 della legge n. 81/1987 è il seguente: "Art. 7. - 1. Entro tre anni dell'entrata in vigore del nuovo codice di procedura penale , il Governo della Repubblica può emanare disposizioni integrative e correttive, nel rispetto dei principi e criteri direttivi fissati dagli articoli 2 e 3 su conforme parere della commissione prevista dall'art. 8, con uno o più decreti aventi valore di legge ordinaria. Art. 8. - 1. Entro dieci mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge il Governo invia per il parere, anche per singole parti omogenee, il testo delle nuove disposizioni sul processo penale ad una commissione composta da venti deputati e da venti senatori scelti, rispettivamente, dal Presidente della Camera dei deputati e dal Presidente del Senato della Repubblica in proporzione al numero dei componenti i gruppi parlamentari, comunque assicurando la presenza di un rappresentante per ciascuna componente politica costituita in gruppo in almeno un ramo del Parlamento. 2. La commissione esprime il proprio parere entro novanta giorni dalla ricezione, indicando specificatamente le eventuali disposizioni che non ritiene corrispondenti alle direttive della legge di delega. 3. Il Governo nei sessanta giorni successivi, esaminato il parere o i pareri di cui al comma 2, ritrasmette, con le sue osservazioni e con eventuali modificazioni, i testi alla commissione per il parere definitivo sull'intiero testo, parere che deve essere espresso entro trenta giorni dall'ultimo invio. 4. Il Governo procede all'approvazione definitiva delle nuove disposizioni sul processo penale entro diciotto mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge". Nota all'art. 1: - Il testo vigente dell' art. 242 del D.Lgs. n. 271/1989 (Norme di attuazione, di coordinamento e transitorie del codice di procedura penale ), già modificato dall' art. 1 del D.Lgs. n. 77/1990 e come ulteriormente modificato dall' art. 1 del D.Lgs. n. 293/1990 e dall'art. 1 del decreto qui pubblicato, è il seguente: "Art. 242 (Procedimenti in fase istruttoria che proseguono con le norme anteriormente vigenti). - 1. La disposizione dell'art. 241 si osserva altresì: a) nei procedimenti in corso alla data di entrata in vigore del codice quando è stato compiuto un atto di istruzione del quale è previsto il deposito e il fatto è stato contestato all'imputato ovvero enunciato in un mandato o in un ordine rimasto senza effetto; b) quando, prima dell'entrata in vigore del codice, è stato eseguito l'arresto in flagranza o il fermo; c) nei procedimenti connessi a norma dell'art. 45 del codice abrogato per i quali le condizioni indicate nelle lettere a) e b) ricorrono anche relativamente a uno solo degli indiziati o imputati ovvero a una sola delle imputazioni, sempre che alla data di entrata in vigore del codice i procedimenti siano già riuniti. 2. Quando si procede con istruzione sommaria, se entro il 31 dicembre 1990 non è stato ancora richiesto il decreto di citazione a giudizio o richiesta la sentenza di proscioglimento o non è stato disposto il giudizio direttissimo, il pubblico ministero entro i successivi trenta giorni trasmette il fascicolo con le sue conclusioni al giudice istruttore. Questo provvede agli adempimenti previsti dall'art. 372 del codice abrogato ed entro sessanta giorni dalla scadenza del termine ivi indicato pronuncia sentenza di proscioglimento od ordinanza di rinvio a giudizio. 3. Quando si procede con istruzione formale, se l'istruzione è ancora in corso alla data del 31 dicembre 1990 ovvero, quando si tratta dei reati indicati nell'articolo 407 comma 2 lettera a) del codice, alla data del 23 ottobre 1992, il giudice istruttore entro cinque giorni deposita il fascicolo in cancelleria, dandone avviso al pubblico ministero a norma dall'articolo 369 del codice abrogato. Entro sessanta giorni dalla scadenza del termine previsto dall'articolo 372 del codice abrogato, il giudice istruttore pronuncia sentenza di proscioglimento od ordinanza di rinvio a giudizio. 4. Nei procedimenti di competenza del pretore, se alla data del 31 dicembre 1990 l'istruzione è ancora in corso, il pretore entro trenta giorni pronuncia sentenza di proscioglimento, decreto di citazione a giudizio o decreto penale di condanna ovvero dispone il giudizio direttissimo".
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Il Decreto Legislativo 400/1991 è una norma transitoria che modifica i termini procedurali per l'istruzione formale nel processo penale, interessando giudici istruttori, pubblici ministeri e imputati. Professionisti del diritto penale consultano questa disposizione per comprendere i termini di deposito del fascicolo, pronuncia di sentenza di proscioglimento e ordinanza di rinvio a giudizio, nonché l'applicazione delle norme anteriormente vigenti ai procedimenti in corso.
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