Quali sono le modalità e i limiti per il recupero degli indebiti da prestazioni a sostegno del reddito mediante trattenuta sulle prestazioni in corso di pagamento?
Spiegato da FiscoAI
Il Messaggio INPS 734/2020 disciplina il recupero degli indebiti derivanti da prestazioni a sostegno del reddito (come NASpI, disoccupazione agricola e simili) attraverso un procedimento amministrativo strutturato in tre fasi. La norma si applica a tutti i percettori di prestazioni sociali presso l'INPS che abbiano ricevuto importi non dovuti e riguarda sia i casi di errore amministrativo che di comportamenti scorretti del beneficiario. In primo luogo, l'INPS verifica se è possibile una compensazione impropria tra crediti e debiti riferiti alla medesima prestazione; se questa non è sufficiente, procede con l'invio di una nota di debito che diffida il debitore a restituire l'importo entro 30 giorni. Decorso inutilmente questo termine, l'Istituto avvia il recupero coattivo mediante trattenuta sulla prestazione in corso di pagamento, nel limite massimo di un quinto della prestazione calcolato sul totale dei trattamenti lordi, secondo quanto previsto dall'articolo 69 della legge 153/1969. Questo limite rappresenta una garanzia per il percettore, impedendo che il recupero comprometta eccessivamente il suo sostentamento economico.
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Riferimento normativo
Chiarimenti sulle modalità di recupero sulle prestazioni in corso di pagamento degli indebiti da prestazioni a sostegno del reddito
Testo normativo
Direzione Centrale Ammortizzatori Sociali
Coordinamento Generale Legale
Roma, 25-02-2020
Messaggio n. 734
OGGETTO: Chiarimenti sulle modalità di recupero sulle prestazioni in corso di
pagamento degli indebiti da prestazioni a sostegno del reddito
A seguito di richieste di chiarimenti pervenute dalle Strutture territoriali in materia di recupero
degli indebiti da prestazioni a sostegno del reddito, con il presente messaggio si forniscono le
seguenti precisazioni, relativamente alle modalità di recupero sulle prestazioni in corso di
pagamento.
Con il messaggio n. 1720 del 21 aprile 2017, nel fornire indicazioni per il recupero delle
prestazioni a sostegno del reddito risultate indebite mediante l’acquisizione in procedura
“Recupero Indebiti”, è stato richiamato il contenuto della determinazione presidenziale n. 434
del 28 novembre 2011, evidenziando che “le linee principali” e, dunque, le indicazioni di
massima nella stessa contenute, “seppur riferite alle prestazioni pensionistiche, sono
applicabili, in considerazione della coincidenza dei riferimenti normativi richiamati, anche alle
prestazioni a sostegno del reddito”.
Successivamente è stata adottata la determinazione presidenziale n. 123 del 26 luglio 2017,
con la quale l’Istituto – considerato l’avvenuto accorpamento di INPDAP ed ENPALS e la
conseguente esigenza di “dettare una disciplina omogenea in materia di recupero indebiti da
prestazioni pensionistiche e da trattamenti di fine servizio/fine rapporto” – ha approvato il
nuovo “Regolamento recante i criteri, i termini e le modalità di gestione del recupero dei
crediti INPS derivanti da indebiti pensionistici e da trattamenti di fine servizio/fine rapporto
nelle fasi antecedenti l’iscrizione a ruolo”; tale regolamento ha sostituito integralmente il
precedente.
In attesa della emanazione di uno specifico regolamento recante i criteri, i termini e le
modalità di gestione del recupero dei crediti derivanti da indebiti non pensionistici, si ritiene
che alle prestazioni a sostegno del reddito possano applicarsi, in quanto compatibili, le
disposizioni del citato regolamento.
Il procedimento amministrativo delineato dalla determinazione presidenziale n. 123/2017
prevede le seguenti fasi:
a) verifica della possibilità di effettuare una compensazione c.d. impropria; la compensazione
impropria, si verifica laddove il credito da parte del percettore sia riferito ad arretrati sulla
stessa prestazione (per medesima prestazione a sostegno del reddito deve intendersi non
genericamente una prestazione del medesimo tipo, ma specificamente quella che sorge dallo
stesso titolo: a titolo esemplificativo, con riferimento alla disoccupazione agricola, il
trattamento riferibile ad una specifica annualità; con riferimento alla NASpI, il trattamento
collegato alla cessazione di uno specifico rapporto di lavoro); in tali casi si dà luogo ad elisione
delle reciproche partite di debito-credito tra l’Inps e l’assicurato/debitore ed il recupero
dell’indebito di cui trattasi non soggiace al limite della misura del quinto della somma dovuta.
Laddove sia effettuata una tale operazione deve essere fornita opportuna informativa
all’interessato;
b) invio all’interessato di una nota di debito che, oltre alla specifica indicazione della
motivazione a base dell’indebito e delle ulteriori informazioni previste dalla citata norma,
contiene la diffida a restituire, in unica soluzione, la somma (gravata – nei soli casi di dolo,
ossia nelle ipotesi di c.d. indebito di condotta – degli interessi legali) entro 30 giorni dalla
ricezione dell’avviso; la nota contiene l’indicazione secondo cui, in caso di inottemperanza,
l’Inps è tenuto per legge al recupero coattivo dei propri crediti avvalendosi anche dell’Agente
della riscossione competente (emissione dell’avviso di addebito);
c) trascorsi infruttuosamente i 30 giorni dal ricevimento della nota di debito da parte del
debitore, si darà luogo al recupero dell’indebito secondo le modalità e l’ordine di priorità
indicati nell’articolo 3 della citata determinazione n. 123/2017:
1. trattenuta su prestazioni in corso di pagamento;
2. pagamento mediante rimessa in denaro.
In difetto, dunque, dei presupposti richiesti per procedere alla c.d. compensazione impropria o
laddove, dopo l’operazione di compensazione residui una parte di indebito da recuperare,
dovrà procedersi, ove possibile, al recupero mediante trattenuta su prestazione in corso di
pagamento, che, in ossequio all’articolo 69 della legge 30 aprile 1969, n. 153 (e come già
chiarito dal regolamento sopra richiamato), deve essere contenuto nei limiti del quinto
della prestazione, da calcolare sul totale dei trattamenti in godimento, al lordo delle ritenute
fiscali.
Relativamente al recupero mediante rimessa in denaro, come previsto dall’articolo 10 del
citato regolamento, si ricorda che la rateizzazione è consentita su domanda dell’interessato
solo per debiti superiori a € 100. In particolare, si può dar luogo a rateizzazione nel rispetto
dei seguenti criteri:
le rate mensili correnti non possono essere di importo inferiore ad € 60, fatta salva la
rata finale;
la durata non può essere superiore:
- a 24 mensilità per gli indebiti c.d. di condotta (ossia quelli la cui genesi è connessa ad un
elemento intenzionale ovvero ad un comportamento commissivo od omissivo che ha generato
la prestazione indebita: ad esempio, nel caso di disconoscimento del rapporto di lavoro cui è
correlata la prestazione liquidata);
- a 36 mesi per gli indebiti c.d. civili (ossia quelli in cui la causa sottostante l’indebita
erogazione risiede in fattori diversi dall’applicazione della specifica disciplina di settore, quali –
a titolo esemplificativo – l’assenza di legittimazione del destinatario della prestazione; sono di
questo tipo, ad esempio, gli indebiti derivanti da pronuncia di sentenza favorevole al
beneficiario, riformata in un successivo grado di giudizio);
- a 72 mensilità per gli indebiti c.d. propri (ossia quelli per i quali la causa dell’indebito è
da ricondurre ad una motivazione oggettiva insita nelle modalità stesse di calcolo ed
erogazione della prestazione);
per gli indebiti di condotta e civili la rateizzazione può essere accordata solo per
comprovate situazioni socio-economiche dell’interessato e con applicazione sul dovuto,
già maggiorato degli interessi legali decorrenti dalle date di effettuazione dei singoli
pagamenti, degli interessi legali di dilazione di cui all’articolo 1282 c.c., fino all’effettivo
soddisfo.
Il Direttore Generale
Gabriella Di Michele
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Il Messaggio INPS 734/2020 è il riferimento normativo per il recupero degli indebiti da prestazioni a sostegno del reddito, NASpI, disoccupazione agricola e trattamenti analoghi. Consulenti del lavoro e professionisti che assistono i beneficiari devono conoscere i concetti di compensazione impropria, trattenuta su prestazione, limite del quinto, indebito di condotta versus indebito civile e proprio, nonché le modalità di rateizzazione con interessi legali di dilazione secondo l'articolo 1282 del codice civile.
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