Quali sono le regole per l'esposizione corretta dell'imponibile eccedente il massimale contributivo in UNIEMENS e quali controlli effettua l'INPS?
Spiegato da FiscoAI
Il massimale contributivo è un limite annuale di retribuzione oltre il quale non si applicano i contributi previdenziali IVS (Invalidità, Vecchiaia e Superstiti). Si applica ai lavoratori dipendenti che non hanno anzianità contributiva anteriore al 1° gennaio 1996 oppure che hanno optato per il sistema contributivo. Quando un lavoratore supera questo limite nel corso dell'anno, l'importo eccedente deve essere esposto nel campo <EccedenzaMassimale> in UNIEMENS e assoggettato solo alle contribuzioni minori. L'INPS ha effettuato controlli sulle denunce 2015-2016 per individuare anomalie: lavoratori con imponibili annui inferiori al massimale che hanno comunque esposto eccedenze (utilizzo improprio), e lavoratori con contributi anteriori al 1996 senza opzione per il sistema contributivo. In questi ultimi casi, l'INPS procede al recupero dei contributi non versati applicando l'aliquota IVS piena all'imponibile erroneamente esposto come eccedenza. Il datore di lavoro riceve una diffida con 90 giorni per adempiere o presentare controdeduzioni, e successivamente l'INPS effettua la regolarizzazione d'ufficio eliminando l'imponibile da <EccedenzaMassimale> e riportandolo in <Imponibile>.
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Riferimento normativo
Controlli sulla corretta esposizione in UNIEMENS dell’imponibile eccedente il massimale
Testo normativo
Direzione Centrale Entrate
Roma, 31-12-2020
Messaggio n. 5062
Allegati n.1
OGGETTO: Controlli sulla corretta esposizione in UNIEMENS dell’imponibile
eccedente il massimale
1. Quadro normativo
Il massimale contributivo di cui all’articolo 2, comma 18, della legge 8 agosto 1995, n. 335,
costituisce il limite di valore annualmente rivalutato oltre il quale la retribuzione non deve
essere assoggettata a prelievo di contributi previdenziali e riguarda i lavoratori privi di
anzianità contributiva riferibile a periodi anteriori al 1° gennaio 1996 ovvero coloro che
abbiano optato per il regime contributivo.
Per anzianità contributiva si intende il complesso degli accrediti - pur se registrati in gestioni
diverse - relativi a rapporti di lavoro privati o pubblici, dipendenti o autonomi (con versamenti
di contributi, in tal caso, presso le rispettive casse di previdenza), in Italia o all’estero, entro il
31 dicembre 1995. Sono inclusi i periodi di contribuzione figurativa, di contribuzione
facoltativa, i riscatti, i trasferimenti gratuiti ed onerosi, nonché la contribuzione volontaria.
L’assoggettamento al massimale contributivo fa sì che la retribuzione eccedente il limite sia
base imponibile unicamente per le contribuzioni minori. Il calcolo del massimale opera quale
parametro annuo indipendentemente dal numero dei rapporti di lavoro svolti nel corso
dell'anno medesimo, sia simultanei che successivi, prescindendo dalle gestioni previdenziali,
anche disomogenee, a cui affluisce la contribuzione obbligatoria. Pertanto, in caso di più
rapporti di lavoro in successione nell’anno e di saturazione del limite nell’ambito del primo
rapporto, l’ultimo datore di lavoro dovrà adempiere per le sole contribuzioni minori; l’intera
retribuzione da questi erogata sarà esclusa dall’IVS e dovrà essere riportata nell’elemento
<EccedenzaMassimale> in UNIEMENS. Il concorso dei redditi al raggiungimento del
massimale, infatti, segue un ordine cronologico, per cui, al fine di permettere una corretta
applicazione delle aliquote, il lavoratore è tenuto a fornire al datore di lavoro la
documentazione relativa a compensi già riscossi in precedenza. Si ricorda altresì che eventuali
redditi presenti in Gestione separata, sia da attività di collaborazione sia da attività
professionale, non si sommano ai redditi da lavoro dipendente ai fini dell’applicazione del
massimale.
Per opzione al sistema contributivo si intende la scelta validamente esercitata dal soggetto ai
sensi dell’articolo 1, comma 23, della legge n. 335/1995, regolarmente ratificata dall’Inps.
L’opzione ha carattere irrevocabile e determina l’applicabilità del limite del massimale a
decorrere dal suo esercizio.
Con riferimento alla problematica della collocazione esatta dell’indennità sostitutiva di
preavviso di licenziamento, si precisa che, qualora la stessa ricadesse a cavallo di due anni
distinti, ai fini del calcolo del massimale occorre riferire l’imponibile pro quota ad entrambi gli
anni (cfr., in particolare, il messaggio n. 159 del 30 dicembre 2003).
Di seguito si riepilogano le circolari più rilevanti relative alla disciplina del massimale
contributivo.
177/1996 Introduce il massimale contributivo e ne fissa i principi applicativi
21/2001 L’applicazione del massimale è esclusa per i lavoratori che abbiano maturato in
Paesi comunitari o convenzionati, anteriormente all’1/1/1996, una anzianità
contributiva, anche se inferiore ai 18 anni e il pro rata italiano sia calcolato
esclusivamente con il sistema contributivo.
178/2002 Nel caso di coesistenza nell’anno di rapporti di lavoro subordinato e di rapporti di
collaborazione coordinata e continuativa, ai fini dell’applicazione del massimale, le
retribuzioni derivanti da rapporti di lavoro subordinato non si cumulano con i
compensi percepiti a titolo di collaborazione coordinata e continuativa.
42/2009 Il massimale contributivo non si applica ai lavoratori assunti successivamente al
31/12/1995 che abbiano acquisito, su domanda, anzianità contributiva precedente
all’1/1/1996. L’esclusione decorre a partire dal mese successivo a quello di
presentazione della domanda di riscatto o di accredito figurativo. In caso di riscatto
l’esclusione è subordinata, comunque, all’assolvimento del relativo onere
economico (pagamento di almeno una rata).
I riscatti dei rapporti di collaborazione coordinata e continuativa previsti dall’art.
51, comma 2, della legge n. 488/1999, svolti in periodi antecedenti l’istituzione
dell’obbligo contributivo alla Gestione separata di cui all’art. 2, comma 26, della
legge n. 335/1995 da parte degli iscritti alla predetta gestione, come pure i riscatti
dei periodi dei corsi di studi universitari richiesti da soggetti “inoccupati” ai sensi
dell’art. 1, comma 77, della legge n. 247/2007, collocati antecedentemente
all’1/1/1996 e accreditati nella gestione pensionistica prescelta dall’assicurato, in
quanto utili per il diritto e la misura delle prestazioni pensionistiche da liquidare
esclusivamente con il sistema contributivo non modificano lo status di “nuovo
iscritto” del lavoratore e quindi non incidono sull’applicazione del massimale
contributivo.
La circolare precisa quali siano le contribuzioni obbligatorie che fanno assumere lo
status di iscritto ante 1/1/1996: Gestioni pensionistiche obbligatorie dei lavoratori
dipendenti, lavoratori autonomi, Casse per liberi professionisti, anzianità
contributiva ante 1/1/1996 maturata in Paesi CEE o convenzionati.
7/2010 Introduce dalla decorrenza 1/2010 l’elemento <EccedenzaMassimale> in
sostituzione del precedente TC 98; introduce le variabili DIMMAS e AUMMAS per
gestire assoggettamenti non conformi; fornisce indicazioni specifiche in merito al
versamento delle contribuzioni minori in caso di lavoratori all’estero in Paese non
convenzionato (aziende con CA “4C”).
58/2016 Fornisce chiarimenti riferiti a soggetti iscritti alle Gestioni pubbliche; in particolare
lavoratori “nuovi iscritti” che acquisiscano anzianità assicurative ante 1/1/1996, a
seguito di domanda di riscatto o accredito figurativo.
Viene altresì dettata la disciplina delle restituzioni e/o regolarizzazioni delle
differenze contributive derivanti dall’errata disapplicazione e/o applicazione del
massimale ex art. 2, comma 18, della legge n. 335/1995, nonché i nuovi criteri per
l’accertamento dell’anzianità contributiva al 31/12/1995 e del conseguente sistema
di calcolo da adottare per la liquidazione delle pensioni delle gestioni esclusive.
63/2019 Inapplicabilità dell’articolo 8 del D.P.R. n. 818/1957 alle eccedenze del massimale
contributivo e pensionabile di cui all’art. 2, comma 18, della legge n. 335/1995.
Fornisce indicazioni operative per il recupero delle eccedenze non prescritte.
Richiama i principi di corretto assoggettamento dell’indennità sostitutiva di
preavviso a cavallo d’anno.
93/2019 Art. 21 del D.L. n. 4/2019, convertito dalla legge n. 26/2019. Esclusione opzionale
dal massimale contributivo dei lavoratori (dipendenti pubblici espressamente
tipizzati) che prestano servizio in settori in cui non sono attive forme di previdenza
complementare compartecipate dal datore di lavoro.
2. Specifiche tecniche dell’estrazione effettuata ed ulteriori controlli
Alla luce della normativa richiamata, e delle istruzioni fornite con le relative circolari, l’Istituto
ha proceduto all’estrazione dei lavoratori iscritti al Fondo pensioni lavoratori dipendenti (FPLD)
individuando tutte le denunce che, tra il 2015 e il 2016, avevano valorizzato il campo
<EccedenzaMassimale>. Sono state individuate, in particolare, le seguenti due tipologie di
anomalia:
lavoratori con imponibili annui inferiori al massimale contributivo per quella specifica
annualità.Si tratta di tutti quei casi in cui sono state esposte eccedenze in maniera
impropria, a fronte di imponibili che non ne giustificavano l’utilizzo;
lavoratori il cui estratto conto evidenzia la presenza di contributi anteriori al 1° gennaio
1996, in assenza di opzione per il sistema contributivo, secondo le risultanze degli archivi
in uso.
Le liste estratte sono state distribuite alle Direzioni regionali/Direzioni di coordinamento
metropolitano per le successive attività istruttorie e di recupero.
I controlli, in linea di principio, avranno ad oggetto, in tutte le casistiche rappresentate, la
consultazione della procedura “Conto Individuale Lavoratori Dipendenti”, al fine di verificare
che l’imponibile esposto come eccedente il massimale non sia mutato rispetto al momento
dell’estrazione: su tale procedura l’eccedenza viene individuata con la codifica “TC 98”. Si
raccomanda alle Strutture territoriali, in particolare, di verificare l’intera storia contributiva del
lavoratore nell’anno e l’eventuale presenza di imponibili associati ad altre matricole (che
comunque sono presenti nelle estrazioni effettuate).
Dovrà inoltre essere esaminata l’incidenza di eventuali variabili retributive specificate
successivamente dal datore di lavoro, in particolare per quanto riguarda gli elementi AUMMAS
e DIMMAS di cui alla circolare n. 7/2010, in tutti i casi in cui le risultanze delle liste estratte
non coincidono con quanto visualizzabile dal conto individuale.
Per quanto riguarda la presenza di contributi ante 1° gennaio 1996 e dell’opzione per il
sistema contributivo, è opportuno che le Strutture territoriali rinnovino tali controlli al fine di
convalidare le risultanze dell’estrazione centralizzata, verificando che non vi siano state
variazioni, anche eventualmente dovute alla lavorazione di provvedimenti di
riscatto/ricongiunzione. La verifica relativa alla presenza di opzione per il sistema contributivo,
in particolare, va effettuata in collaborazione con le Linee prodotto servizio “Assicurato
pensionato” e/o “Gestione conto assicurativo individuale” di ciascuna Struttura territoriale.
Se all’esito dei descritti controlli l’operatore dovesse vedere confermate le seguenti due
circostanze:
- presenza di anzianità contributiva antecedente la data del 1° gennaio 1996,
- assenza di esercizio dell’opzione per il sistema contributivo ai sensi dell’articolo 1,
comma 23, della legge n. 335/1995,
la Struttura territoriale procederà al recupero dei contributi non versati applicando l’aliquota
IVS piena (comprensiva dell’aliquota aggiuntiva dell’1%, a carico del dipendente, di cui all’art.
3-ter del D.L. n. 384/1992; cfr., sul punto, anche la circolare n. 298/1992) all’imponibile
esposto come <EccedenzaMassimale>. A tal fine, si precisa che nel caso in cui fossero presenti
più datori di lavoro nel corso del medesimo anno, la diffida andrà indirizzata nei confronti del
datore di lavoro presso cui si è effettivamente verificato il superamento del massimale
erroneamente esposto come eccedenza secondo la competenza per matricola.
Per ciò che concerne i lavoratori stranieri dipendenti da aziende estere operanti in Italia, va
preliminarmente verificata la sussistenza dell’obbligo contributivo alla luce delle Convenzioni
vigenti, se esistenti o, comunque, nei casi di Stati non convenzionati, sulla base di eventuali
provvedimenti di esonero dall’obbligo di versamento dei contributi (cfr., in particolare, la
circolare n. 41/2008).
3. Modalità e tempistiche di recupero
Per tutte le casistiche considerate, è stato predisposto un modello di diffida (Allegato n. 1) che
dovrà essere indirizzato al datore di lavoro inadempiente a mezzo PEC, tramite la sezione
“Contatti” del Fascicolo Elettronico del Contribuente. La diffida indica l’imponibile sottoposto a
IVS, i contributi dovuti e le sanzioni civili applicabili, da calcolarsi secondo quanto disposto
dall’articolo 116, comma 8, lett. a), della legge 23 dicembre 2000, n. 388. L’aliquota IVS
applicabile è quasi sempre quella generale del FPLD; in casi particolari, l’aliquota può essere
verificata tramite l’applicazione “Utility DM”.
Vista la necessità da parte dei datori di lavoro di ricostruire con i lavoratori i passaggi interni
che hanno determinato l'esposizione degli imponibili come eccedenza massimale, si è ritenuto
di accordare un termine di adempimento pari a 90 giorni decorrenti dalla data di notifica
della diffida. In caso di contestazione l’azienda potrà far pervenire, entro il medesimo termine,
le proprie controdeduzioni in risposta alla comunicazione di invio del modello di diffida.
A seguito dell’invio della diffida, le Strutture territoriali provvederanno ad effettuare le
variazioni interne descritte nel paragrafo seguente, procedendo alla regolarizzazione d’ufficio.
Si precisa altresì che ai fini della decorrenza del termine di prescrizione di cui all’articolo 3,
comma 9, della legge n. 335/1995, si deve tenere conto della sospensione del termine di
prescrizione operata con l’articolo 37, comma 2, del D.L. 17 marzo 2020, n. 18, convertito, con
modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020, n. 27, per effetto del quale il periodo dal 23 febbraio
2020 al 30 giugno 2020 (129 giorni) è neutro ai fini del decorso della prescrizione (cfr. la
circolare n. 64/2020, paragrafo 10).
4. Variazioni interne per la contabilizzazione dei crediti
Una volta accertato il credito contributivo, vanno effettuate le variazioni da sede del flusso
UNIEMENS, eliminando l’imponibile esposto in <EccedenzaMassimale> in UNIEMENS e
riportandolo nell’elemento <Imponibile> per tutte le denunce mensili per le quali è stato
esposto erroneamente. Il tipo regolarizzazione utilizzabile è quello contrassegnato dal codice
“AY” - Accertamento da VIG. DOC. - morosità Sede - TS 81.
In caso di regolarizzazione spontanea da parte del datore di lavoro, la fattispecie rimane
riconducibile all’ipotesi di omissione contributiva: in tal senso, è in fase di rilascio una nuova
funzionalità che consentirà, in sede di definizione dell’inadempienza nel Nuovo Recupero
Crediti, di modificare opportunamente il regime sanzionatorio in caso di necessità.
Il Direttore Generale vicario
Vincenzo Caridi
Sono presenti i seguenti allegati:
Allegato N.1
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Il massimale contributivo di cui all'articolo 2, comma 18, della legge 335/1995 rappresenta il limite annuale per l'assoggettamento a contributi IVS, ed è fondamentale per commercialisti e aziende comprendere quando applicarlo in relazione all'anzianità contributiva ante 1996 e all'opzione per il sistema contributivo. La corretta esposizione in UNIEMENS tramite l'elemento <EccedenzaMassimale> è essenziale per evitare controlli INPS, recuperi contributivi e sanzioni civili, specialmente in caso di più rapporti di lavoro successivi nello stesso anno o di redditi da Gestione separata.
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