Articolo 14, comma 3, del decreto-legge n. 104 del 2020. Risoluzione del rapporto di lavoro a seguito di accordo collettivo aziendale e accesso all’indennità NASpI
Quali sono le condizioni per accedere alla NASpI quando il rapporto di lavoro si risolve a seguito di un accordo collettivo aziendale?
Spiegato da FiscoAI
Il Messaggio INPS 4464/2020 chiarisce che i lavoratori possono accedere all'indennità di disoccupazione NASpI anche quando il rapporto di lavoro si risolve consensualmente attraverso un accordo collettivo aziendale stipulato dalle organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative a livello nazionale. Questo rappresenta un'eccezione al principio generale che la NASpI è riconosciuta solo in caso di disoccupazione involontaria, poiché l'accordo collettivo prevede incentivi alla risoluzione del rapporto. La norma si applica a tutti i lavoratori che aderiscono a tali accordi, indipendentemente dal fatto che l'azienda acceda ancora ai trattamenti di integrazione salariale COVID-19, e rimane valida fino al termine delle disposizioni che vietano i licenziamenti collettivi e individuali per giustificato motivo oggettivo. Per ottenere la prestazione, il lavoratore deve allegare alla domanda di NASpI sia l'accordo collettivo aziendale che la documentazione attestante la propria adesione, qualora non risulti direttamente dall'accordo stesso. Anche il personale dirigente può accedere alla NASpI se aderisce a tali accordi e ricorrono gli altri presupposti di legge.
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Riferimento normativo
Articolo 14, comma 3, del decreto-legge n. 104 del 2020. Risoluzione del rapporto di lavoro a seguito di accordo collettivo aziendale e accesso all’indennità NASpI
Testo normativo
Direzione Centrale Ammortizzatori Sociali
Roma, 26-11-2020
Messaggio n. 4464
OGGETTO: Articolo 14, comma 3, del decreto-legge n. 104 del 2020. Risoluzione
del rapporto di lavoro a seguito di accordo collettivo aziendale e
accesso all’indennità NASpI
Con la circolare n. 111 del 29 settembre 2020 sono state fornite, tra le altre, indicazioni in
materia di accesso all’indennità di disoccupazione NASpI nelle ipotesi di risoluzione del
rapporto di lavoro a seguito di accordo collettivo aziendale, secondo la previsione di cui
all’articolo 14, comma 3, del decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104, convertito, con
modificazioni, dalla legge 13 ottobre 2020, n. 126.
Con il presente messaggio si forniscono chiarimenti relativamente all’ambito di applicazione
della citata disposizione.
Ai fini dell’accesso all’indennità di disoccupazione NASpI si richiede, quale presupposto, che la
cessazione del rapporto di lavoro sia intervenuta involontariamente e che quindi l’assicurato
possa fare valere lo stato di disoccupazione involontario.
Fermo restando detto principio cardine per il riconoscimento dell’indennità di disoccupazione, il
legislatore ha tuttavia previsto delle ipotesi di accesso alla stessa che si differenziano dal
licenziamento o dalla cessazione a seguito della scadenza del contratto a tempo determinato.
In particolare, l’articolo 3, comma 2, del decreto legislativo 4 marzo 2015, n. 22, in materia di
indennità NASpI, ha previsto che tale indennità è riconosciuta anche nelle ipotesi di dimissioni
per giusta causa e di risoluzione consensuale intervenuta nell’ambito della procedura di
conciliazione di cui all’articolo 7 della legge 15 luglio 1966, n. 604, come modificato
dall’articolo 1, comma 40, della legge 28 giugno 2012, n. 92.
A fronte delle ipotesi legislativamente previste e sopra richiamate, il Ministero del Lavoro e
delle politiche sociali, con l’interpello n. 13 del 2015, ha chiarito che non è ostativa al
riconoscimento dell’indennità NASpI l’ipotesi di licenziamento con accettazione dell'offerta di
conciliazione di cui all'articolo 6 del decreto legislativo 4 marzo 2015, n. 23.
Inoltre, anche nell’ipotesi di dimissioni a seguito del trasferimento del lavoratore ad altra sede
della stessa azienda, si precisa che, come anche affermato dal Ministero del Lavoro e delle
politiche sociali nel parere reso sulla materia, ricorre la giusta causa delle dimissioni qualora il
trasferimento non sia sorretto da comprovate ragioni tecniche, organizzative e produttive e ciò
indipendentemente dalla distanza tra la residenza del lavoratore e la nuova sede di lavoro.
Infine, la cessazione del rapporto di lavoro per risoluzione consensuale in seguito al rifiuto da
parte del lavoratore al proprio trasferimento ad altra sede della stessa azienda distante oltre
50 chilometri dalla residenza del lavoratore ovvero mediamente raggiungibile in 80 minuti o
oltre con i mezzi di trasporto pubblici, non è ostativa al riconoscimento della prestazione di
disoccupazione.
A tutte le fattispecie di cui sopra, l’articolo 14, comma 3, del decreto-legge n. 104 del 2020 ha
aggiunto un’ulteriore ipotesi di accesso alla prestazione NASpI, che si caratterizza per la
presenza di un accordo tra le parti per porre fine al rapporto di lavoro tra le stesse intercorso.
Al riguardo, si osserva preliminarmente che l’articolo 14, comma 3, del citato decreto-legge n.
104 del 2020 dispone che le preclusioni e le sospensioni in materia di licenziamenti collettivi e
di licenziamento per giustificato motivo oggettivo, di cui ai commi 1 e 2 del medesimo articolo
14, non trovano applicazione nelle ipotesi di accordo collettivo aziendale - stipulato dalle
organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative a livello nazionale - avente ad
oggetto un incentivo alla risoluzione del rapporto di lavoro, limitatamente ai lavoratori che
aderiscono al predetto accordo, operando quindi di fatto una risoluzione consensuale; i predetti
lavoratori, ove ricorrano gli altri presupposti di legge, possono conseguentemente accedere
alla prestazione di disoccupazione NASpI.
In ordine all’ambito di applicazione dell’articolo 14, comma 3, del decreto-legge n. 104 del
2020, il Ministero del Lavoro e delle politiche sociali ha chiarito che la disposizione da ultimo
citata ha carattere generale e si applica in tutti i casi di sottoscrizione degli accordi stipulati che
riguardino o meno aziende che possano accedere ancora ai trattamenti di integrazione
salariale riconducibili all'emergenza epidemiologica da COVID-19.
In ragione di quanto sopra, stante la portata della disposizione di cui all’articolo 14, comma 3,
del decreto-legge n. 104 del 2020, l’accesso alla prestazione NASpI per i lavoratori che
aderiscono agli accordi in argomento è ammessa fino al termine della vigenza delle disposizioni
che impongono il divieto dei licenziamenti collettivi e individuali per giustificato motivo
oggettivo.
Al fine di dare corretta attuazione alla disposizione di cui all’articolo 14, comma 3, del decreto-
legge n. 104 del 2020, si ribadisce quanto già indicato con la circolare n. 111 del 2020, ossia
che, per accedere alla NASpI, i lavoratori che cessano il rapporto di lavoro a seguito di accordo
collettivo aziendale stipulato dalle organizzazioni sindacali, avente ad oggetto un incentivo alla
risoluzione del rapporto di lavoro medesimo, sono tenuti, in sede di presentazione della
domanda di indennità NASpI, ad allegare l’accordo collettivo aziendale di cui sopra, nonché –
qualora l’adesione del lavoratore non si evinca dall’accordo medesimo, ma sia contenuta in
altro documento diverso dallo stesso - la documentazione attestante l’adesione al predetto
accordo.
Al riguardo, gli operatori delle Strutture territoriali, prima di procedere all’erogazione della
prestazione, avranno cura di verificare che la predetta documentazione sia stata fornita
dall’assicurato e sia completa di tutti gli elementi di cui sopra.
Si raccomanda altresì agli enti di patronato che curano la trasmissione delle domande di NASpI
per i propri assistiti, nonché agli assicurati che presentano personalmente la domanda di
NASpI, di allegare la predetta documentazione al fine di consentire all’Istituto l’erogazione
della prestazione nel più breve tempo possibile, senza necessità di dovere richiedere ulteriore
documentazione per l’istruttoria della domanda.
Infine, si evidenzia che anche il personale dirigente, eventualmente aderente agli accordi in
commento, ove ricorrano gli altri presupposti di legge, può accedere all’indennità di
disoccupazione NASpI.
Il Direttore Generale vicario
Vincenzo Caridi
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L'articolo 14, comma 3, del decreto-legge 104/2020 introduce un'eccezione al principio di involontarietà della disoccupazione, permettendo l'accesso alla NASpI in caso di risoluzione consensuale tramite accordo collettivo aziendale. Commercialisti e responsabili risorse umane devono verificare la documentazione dell'adesione al fine di garantire la corretta erogazione della prestazione di disoccupazione, considerando anche le preclusioni sui licenziamenti collettivi e il trasferimento del lavoratore ad altra sede.
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