Quali pensionati sono obbligati a dichiarare i redditi da lavoro autonomo all'INPS e quali sono invece esclusi da questo obbligo?
Spiegato da FiscoAI
Il Messaggio INPS 4189/2017 disciplina l'obbligo di comunicazione dei redditi da lavoro autonomo per i pensionati, in applicazione del divieto di cumulo previsto dall'articolo 10 del decreto legislativo 503/1992. Sono esclusi dall'obbligo di dichiarazione i titolari di pensione di vecchiaia (totalmente cumulabile dal 2001), i pensionati con decorrenza entro il 31 dicembre 1994, i titolari di pensione di anzianità (cumulabile dal 2009) e i pensionati di invalidità con almeno 40 anni di contributi. Tutti gli altri pensionati soggetti al divieto parziale di cumulo devono dichiarare entro il 31 ottobre 2017 i redditi autonomi conseguiti nel 2016, indicando importi al netto dei contributi previdenziali e al lordo delle ritenute erariali. Esistono eccezioni particolari: i pensionati di invalidità con reddito autonomo non superiore a 6.524,57 euro annui non sono assoggettati al divieto, così come coloro che svolgono attività in programmi di reinserimento sociale o ricoprono cariche pubbliche elettive. L'omissione della dichiarazione comporta una sanzione pari all'importo annuo della pensione percepita, prelevata direttamente dalle rate successive.
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Riferimento normativo
Cumulo della pensione con i redditi da lavoro autonomo. Dichiarazione reddituale.
Testo normativo
Direzione Centrale Pensioni
Direzione Centrale Organizzazione e Sistemi Informativi
Roma, 25-10-2017
Messaggio n. 4189
OGGETTO: Cumulo della pensione con i redditi da lavoro autonomo.
Dichiarazione reddituale.
PREMESSA
L'articolo 10 del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 503, nell'introdurre il divieto di
cumulo della pensione con i redditi da lavoro autonomo, dispone, al comma 4, che, ai fini
dell'applicazione del divieto, i titolari di pensione sono tenuti a produrre all'ente erogatore della
pensione la dichiarazione dei redditi da lavoro autonomo riferiti all'anno precedente, entro lo
stesso termine previsto per la dichiarazione ai fini dell'IRPEF per il medesimo anno.
In applicazione dell'anzidetta disposizione i titolari di pensione con decorrenza compresa entro
l'anno 2016, soggetti al divieto di cumulo parziale della pensione con i redditi da lavoro
autonomo, per detto anno sono tenuti a dichiarare entro il 31 ottobre 2017, data di scadenza
della dichiarazione dei redditi dell'anno 2016 come da DPCM del 26 luglio 2017, i redditi da
lavoro autonomo conseguiti nell'anno 2016.
Con riferimento a tale disciplina si forniscono chiarimenti in ordine all'individuazione dei
pensionati tenuti alla comunicazione dei redditi da lavoro autonomo conseguiti nell'anno 2016.
2 - PENSIONATI ESCLUSI DALL'OBBLIGO DI DICHIARARE I REDDITI DA LAVORO AUTONOMO
CONSEGUITI NELL'ANNO 2016.
Sono esclusi dall'obbligo di dichiarazione, in quanto non soggetti al divieto di cumulo della
pensione con i redditi da lavoro autonomo:
- i titolari di pensione e assegno di invalidità avente decorrenza compresa entro il 31 dicembre
1994;
- i titolari di pensione di vecchiaia. Si ricorda che per effetto dell’articolo 72 della legge 23
dicembre 2000, n. 388, dal 1° gennaio 2001 le pensioni di vecchiaia a carico dell’assicurazione
generale obbligatoria dei lavoratori dipendenti e delle forme di previdenza esonerative,
esclusive, sostitutive della medesima e delle gestioni previdenziali dei lavoratori autonomi sono
interamente cumulabili con i redditi da lavoro autonomo, indipendentemente dall’anzianità
contributiva utilizzata per il riconoscimento e la liquidazione della prestazione;
- i titolari di pensione di vecchiaia liquidata nel sistema contributivo, in quanto dal 1° gennaio
2009 tale pensione è totalmente cumulabile con i redditi da lavoro, per effetto dell’articolo 19
del d.l. 25.6.2008, n. 112, convertito in legge 6.8.2008, n. 133;
- i titolari di pensione di anzianità e di trattamento di prepensionamento a carico
dell’assicurazione generale obbligatoria e delle forme sostitutive ed esclusive della medesima,
in quanto dal 1° gennaio 2009 tali prestazioni sono totalmente cumulabili con i redditi da
lavoro (cfr. circolare n. 108 del 9.12.2008, p. 2);
- i titolari di pensione o assegno di invalidità a carico dell’assicurazione generale obbligatoria
dei lavoratori dipendenti, delle forme di previdenza esonerative, esclusive, sostitutive della
medesima, delle gestioni previdenziali dei lavoratori autonomi con un’anzianità contributiva
pari o superiore a 40 anni (cfr. circolare n. 20 del 26 gennaio 2001). Si precisa che ai fini dei
40 anni è utile anche la contribuzione relativa a periodi successivi alla decorrenza della
pensione, purché già utilizzata per la liquidazione di supplementi (cfr. circolare n. 22 dell’8
febbraio 1999 e messaggio n. 4233 del 23 luglio 1999).
Con riferimento agli assegni di invalidità si ricorda che le disposizioni di cui all’articolo 1,
comma 42, della legge n. 335 del 1995, secondo cui all’assegno di invalidità, nei casi di cumulo
con i redditi da lavoro dipendente, autonomo o di impresa, si applicano le riduzioni di cui alla
tabella G allegata alla predetta legge, continuano ad operare anche nei casi in cui l’assegno di
invalidità sia stato liquidato con un’anzianità contributiva pari o superiore a 40 anni (cfr.
circolari n. 234, punto 2, del 25 agosto 1995 e n. 20, punto 3, del 26 gennaio 2001).
3 - PENSIONATI SOGGETTI ALL'OBBLIGO DI DICHIARARE I REDDITI DA LAVORO AUTONOMO
CONSEGUITI NELL'ANNO 2016.
I pensionati che non si trovano nelle condizioni di cui al precedente punto 2 sono tenuti ad
effettuare la comunicazione dei redditi da lavoro autonomo conseguiti nell'anno 2016 entro il
31 ottobre 2017, tenuto conto del termine ultimo per la presentazione della dichiarazione ai
fini dell’IRPEF.
Si ritiene comunque opportuno richiamare le seguenti situazioni particolari.
3.1 - L'articolo 10, comma 2, del decreto legislativo n. 503 del 1992 stabilisce che le
disposizioni in materia di incumulabilità con i redditi da lavoro non si applicano nei confronti
dei titolari di pensione di invalidità dalla cui attività, dipendente o autonoma, derivi un reddito
complessivo annuo non superiore all'importo del trattamento minimo del Fondo pensioni
lavoratori dipendenti relativo al corrispondente anno.
Pertanto, i titolari di pensione di invalidità e di assegno di invalidità che, non trovandosi nelle
condizioni di cui al precedente punto 2, sarebbero in linea di principio soggetti al divieto
parziale di cumulo della pensione con i redditi da lavoro autonomo non sono in concreto
assoggettati a tale divieto qualora nell'anno 2016 abbiano conseguito un reddito da lavoro
autonomo pari o inferiore a euro 6.524,57.
3.2 - L'articolo 10, comma 5, del medesimo decreto stabilisce che i trattamenti pensionistici
sono totalmente cumulabili con i redditi derivanti da attività svolte nell'ambito di programmi di
reinserimento degli anziani in attività socialmente utili promosse da enti locali ed altre
istituzioni pubbliche e private. Pertanto gli anzidetti redditi non assumono alcun rilievo ai fini
dell'applicazione del divieto di cumulo con la pensione.
A sua volta, il comma 4-bis, aggiunto all'articolo 11 della legge 21 novembre 1991, n. 374,
dall'articolo 15 della legge 6 dicembre 1994, n. 673, stabilisce che le indennità percepite per
l'esercizio della funzione di giudice di pace sono cumulabili con i trattamenti pensionistici e di
quiescenza comunque denominati.
Le indennità e i gettoni di presenza di cui all’articolo 82, commi 1 e 2, del TUEL percepiti dagli
amministratori locali non costituiscono reddito da lavoro ai fini del cumulo con la pensione (v.
messaggio n. 340 del 26.9.2003, lettera B).
Del pari tutte le indennità comunque connesse a cariche pubbliche elettive (e, quindi, ad
esempio, le indennità per i presidenti e i membri dei consigli regionali, quelle dei parlamentari
nazionali ed europei) non costituiscono redditi da lavoro ai fini del cumulo con la pensione (cfr.
circolare n. 58 del 10 marzo 1998, p. 2.1 e n. 197 del 23 dicembre 2003, p. 1).
Sono altresì cumulabili con il trattamento pensionistico le indennità di cui all’articolo 8 della
legge 22 luglio 1997, n. 276, e successive modificazioni ed integrazioni percepite dai giudici
onorari aggregati per l’esercizio delle loro funzioni (cfr. circolare n. 67 del 24 marzo 2000).
A norma dell’articolo 86 della legge 21 novembre 2000, n. 342, i pensionati che svolgono la
funzione di giudice tributario sono esclusi dal divieto di cumulo per le indennità percepite per
l’esercizio di tale funzione (cfr. circolare n. 20 del 26 gennaio 2001).
4 - REDDITI DA DICHIARARE
I redditi da lavoro autonomo devono essere dichiarati al netto dei contributi previdenziali e
assistenziali e al lordo delle ritenute erariali.
Il reddito d'impresa deve essere dichiarato al netto anche delle eventuali perdite deducibili
imputabili all'anno di riferimento del reddito.
5 – MODALITA’ DI PRESENTAZIONE DELLA DICHIARAZIONE
La dichiarazione in argomento può essere resa anche tramite CAF ed altri soggetti abilitati ai
sensi del d.lgs. 9 luglio 1997, n. 241.
In alternativa l’interessato, una volta autenticatosi con PIN dispositivo sul sito www.inps.it, può
accedere ai Servizi on line per il cittadino e selezionare la voce Dichiarazione Reddituale – Red
Semplificato (per la dichiarazione RED).
Nel successivo pannello occorre scegliere la Campagna di riferimento: nella fattispecie,
2017 ( dichiarazione redditi per l’anno 2016).
6 – REGIME SANZIONATORIO
Ai sensi del comma 8 bis, aggiunto all’articolo 10 del D. Lgs. n. 503 del 1992, dall'articolo 1,
comma 211, della legge 23 dicembre 1996, n. 662, i titolari di pensione che omettano di
produrre la dichiarazione dei redditi da lavoro autonomo sono tenuti a versare all'ente
previdenziale di appartenenza una somma pari all'importo annuo della pensione percepita
nell'anno cui si riferisce la dichiarazione medesima.
Detta somma sarà prelevata dall'ente previdenziale competente sulle rate di pensione dovute
al trasgressore.
7 -DICHIARAZIONE A PREVENTIVO PER L’ANNO 2017
A norma del comma 4-bis, aggiunto all'articolo 10 del D. Lgs. n. 503 del 1992 dall'articolo 1,
comma 210, della legge 23 dicembre 1996, n. 662, le trattenute delle quote di pensione non
cumulabili con i redditi da lavoro autonomo vengono effettuate provvisoriamente dagli enti
previdenziali sulla base della dichiarazione dei redditi che i pensionati prevedono di conseguire
nel corso dell'anno.
A tal fine gli interessati sono tenuti a rilasciare all'ente previdenziale competente apposita
dichiarazione, secondo le modalità illustrate al punto 5 del presente messaggio.
Le trattenute sono conguagliate sulla base della dichiarazione dei redditi effettivamente
percepiti, rilasciata dagli interessati entro lo stesso termine previsto per la dichiarazione dei
redditi ai fini dell'IRPEF.
Pertanto i pensionati, nei cui confronti trova applicazione il divieto di cumulo della pensione
con i redditi da lavoro autonomo, che svolgano nel corrente anno attività di lavoro autonomo
sono tenuti a comunicare il reddito che prevedono di conseguire nel corso del 2017.
Le trattenute che verranno operate sulla pensione "a preventivo" saranno conguagliate sulla
base della dichiarazione dei redditi 2017 resa a consuntivo nell'anno 2018.
8 - ACQUISIZIONE DEI REDDITI DICHIARATI DAI PENSIONATI
I redditi da lavoro autonomo dichiarati dai pensionati devono essere acquisiti con le procedure
di ricostituzione delle pensioni secondo le modalità in atto.
Sono tenuti a presentare la dichiarazione reddituale a consuntivo anche i pensionati per i quali
la situazione reddituale dichiarata a preventivo non abbia avuto variazioni.
Del pari sono tenuti a presentare la dichiarazione reddituale a preventivo anche i pensionati
per i quali la situazione reddituale dell’anno in corso non è variata rispetto a quella dichiarata
a consuntivo per l’anno precedente.
I redditi posseduti dal solo soggetto Titolare non devono essere indicati come singolo importo
UNICO, ma, per ogni tipologia di reddito, devono essere indicati i periodi di lavoro effettuato
(massimo sei periodi nell’anno con i relativi sei importi, per ogni tipologia di reddito) come
sotto riportato:
Periodo Da = Indica il mese di inizio del periodo di lavoro, nel formato MM
Periodo A = Indica il mese di fine del periodo di lavoro, nel formato MM
Importo = Reddito posseduto nel periodo di riferimento.
All’interno di queste tipologie di reddito, i periodi vanno indicati in ordine cronologico, senza
sovrapposizione fra i periodi.
Poiché devono essere acquisiti sempre e OBBLIGATORIAMENTE i SOLI redditi da lavoro
autonomo del Titolare (con i relativi periodi) senza indicare altre tipologie di reddito
possedute, nel caso in cui ci sia assenza di importi, andranno OBBLIGATORIAMENTE indicati i
seguenti valori:
Periodo DA = ‘01’ Periodo A = ‘12’ Importo = 0
per ogni tipologia di reddito richiesta.
9 – PENSIONATI ISCRITTI ALLA GESTIONE DIPENDENTI PUBBLICI
Per gli iscritti alla gestione dipendenti pubblici, il divieto di cumulo pensione/redditi da lavoro
opera per i trattamenti pensionistici di inabilità.
Tali fattispecie si configurano nei trattamenti pensionistici privilegiati (indistintamente per tutti
i dipendenti della pubblica amministrazione) nonché in quelli derivanti da dispensa dal servizio
per inabilità assoluta e permanente a qualsiasi proficuo lavoro o quella relativa alle mansioni
(art. 13 della legge n. 274/91 ovvero art. 27 della legge n. 177/76 per i dipendenti civili dello
Stato).
Il trattamento pensionistico di inabilità (avente decorrenza dal 1° gennaio 2001) è regolato, ai
fini del regime di cumulo, dall’art. 72, comma 2, della “legge finanziaria 2001” n. 388 del 23
dicembre 2000, che a decorrere dall’entrata in vigore della stessa prevede che le quote di
pensioni dirette di anzianità, di invalidità e degli assegni diretti di invalidità a carico dell’A.G.O.
e delle forme sostitutive, esclusive ed esonerative della medesima, eccedenti l’ammontare del
trattamento minimo del Fondo pensioni lavoratori dipendenti, sono cumulabili con i redditi da
lavoro autonomo nella misura del 70% e sono cumulabili nella misura del 50 % con i redditi da
lavoro dipendente; nel caso di reddito da lavoro autonomo le relative trattenute non possono,
in ogni caso, superare il valore pari al 30% dei predetti redditi.
In sede di compilazione telematica dell’istanza di pensione, il richiedente sottoscrive
l’avvertenza che in caso di attività lavorativa autonoma/dipendente dopo la cessazione dal
servizio, deve darne tempestiva comunicazione (art. 34 della legge n. 177/76).
Il Direttore Generale
Gabriella Di Michele
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Il cumulo della pensione con redditi da lavoro autonomo è disciplinato dal decreto legislativo 503/1992 e rappresenta un vincolo importante per commercialisti e consulenti previdenziali. La normativa distingue tra pensioni di vecchiaia (totalmente cumulabili), pensioni di anzianità e invalidità (parzialmente cumulabili), e prevede specifiche regole sulla dichiarazione reddituale, le trattenute provvisorie e il conguaglio a consuntivo. Professionisti e studi di consulenza devono monitorare le scadenze dichiarative e le soglie di reddito per evitare sanzioni amministrative.
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