Articolo 1, commi da 180 a 182, della legge 30 dicembre 2023, n. 213 (legge di Bilancio 2024). Esonero dal versamento dei contributi previdenziali a carico delle lavoratrici madri di tre o più figli, con rapporto di lavoro dipendente a tempo indeterminato (c.d. Bonus mamme). Chiarimenti sulla durata della misura alla luce della previsione di cui all’articolo 1, commi 219 e 220, della legge 30 dicembre 2024, n. 207 (legge di Bilancio 2025)
Quali sono le condizioni e la durata del "Bonus mamme" (esonero contributivo) per le lavoratrici madri secondo il Messaggio INPS 401/2025?
Spiegato da FiscoAI
Il Messaggio INPS 401/2025 chiarisce le regole dell'esonero contributivo previdenziale, noto come "Bonus mamme", introdotto dalla legge di Bilancio 2024. La misura si applica alle lavoratrici dipendenti a tempo indeterminato (escluso lavoro domestico) e prevede un esonero del 100% dei contributi previdenziali per invalidità, vecchiaia e superstiti fino a un massimo annuo di 3.000 euro. Per le madri di tre o più figli, l'esonero è riconosciuto fino al mese del compimento del diciottesimo anno di età del figlio più piccolo, con validità dal 1° gennaio 2024 al 31 dicembre 2026. Per le madri di due figli, invece, l'esonero era previsto solo in via sperimentale fino al 31 dicembre 2024 (quindi non più applicabile dal 2025) e copriva fino al decimo anno di età del figlio più piccolo. A partire dal 2025, la legge di Bilancio 2025 introduce una nuova misura di esonero parziale per madri di due o più figli con reddito imponibile non superiore a 40.000 euro annui, ma questa non spetta alle beneficiarie del "Bonus mamme" originario per gli anni 2025-2026. La disciplina attuativa della nuova misura sarà definita con decreto ministeriale.
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Riferimento normativo
Articolo 1, commi da 180 a 182, della legge 30 dicembre 2023, n. 213 (legge di Bilancio 2024). Esonero dal versamento dei contributi previdenziali a carico delle lavoratrici madri di tre o più figli, con rapporto di lavoro dipendente a tempo indeterminato (c.d. Bonus mamme). Chiarimenti sulla durata della misura alla luce della previsione di cui all’articolo 1, commi 219 e 220, della legge 30 dicembre 2024, n. 207 (legge di Bilancio 2025)
Testo normativo
Direzione Centrale Entrate
Roma, 31-01-2025
Messaggio n. 401
OGGETTO: Articolo 1, commi da 180 a 182, della legge 30 dicembre 2023, n. 213
(legge di Bilancio 2024). Esonero dal versamento dei contributi
previdenziali a carico delle lavoratrici madri di tre o più figli, con
rapporto di lavoro dipendente a tempo indeterminato (c.d. Bonus
mamme). Chiarimenti sulla durata della misura alla luce della
previsione di cui all’articolo 1, commi 219 e 220, della legge 30
dicembre 2024, n. 207 (legge di Bilancio 2025)
La legge 30 dicembre 2023, n. 213 (di seguito, legge di Bilancio 2024), ha previsto all’articolo
1, comma 180, che: “Fermo restando quanto previsto al comma 15, per i periodi di paga dal 1°
gennaio 2024 al 31 dicembre 2026 alle lavoratrici madri di tre o più figli con rapporto di lavoro
dipendente a tempo indeterminato, ad esclusione dei rapporti di lavoro domestico, è
riconosciuto un esonero del 100 per cento della quota dei contributi previdenziali per
l'invalidità, la vecchiaia e i superstiti a carico del lavoratore fino al mese di compimento del
diciottesimo anno di età del figlio più piccolo, nel limite massimo annuo di 3.000 euro
riparametrato su base mensile”.
Ai sensi del successivo comma 181, tale esonero è stato esteso, in via sperimentale, per i
periodi di paga dal 1° gennaio 2024 al 31 dicembre 2024, anche alle lavoratrici madri di
due figli, con rapporto di lavoro dipendente a tempo indeterminato, a esclusione dei
rapporti di lavoro domestico, fino al mese del compimento del decimo anno di età del figlio più
piccolo.
L’esonero contributivo in oggetto (di seguito, anche Bonus mamme) è stato illustrato
dall’Istituto con la circolare n. 27 del 31 gennaio 2024 e il messaggio n. 1702 del 6 maggio
2024.
Ciò premesso, con riferimento alla portata applicativa del Bonus mamme sotto il profilo
temporale, si precisa quanto segue.
Per quanto riguarda l’esonero contributivo di cui all’articolo 1, comma 181, della legge di
Bilancio 2024, previsto in favore delle lavoratrici madri di due figli con rapporto di lavoro
dipendente a tempo indeterminato, come espressamente previsto dalla medesima disposizione,
questo ha cessato di avere applicazione alla data del 31 dicembre 2024.
Pertanto, con riferimento alle lavoratrici titolari di rapporto di lavoro a tempo indeterminato
che, a partire dal 1° gennaio 2025, rispettino il requisito dell’essere madre di due figli, di cui il
più piccolo di età inferiore a 10 anni, il Bonus mamme previsto dall’articolo 1, comma 181,
della legge di Bilancio 2024 non può più essere riconosciuto.
Per quanto riguarda l’esonero contributivo di cui all’articolo 1, comma 180, della legge di
Bilancio 2024, previsto in favore delle lavoratrici madri di tre o più figli (di cui il più piccolo
di età inferiore a 18 anni) titolari di un rapporto di lavoro dipendente a tempo indeterminato, si
rammenta che, ai sensi della medesima disposizione, lo stesso trova applicazione fino al 31
dicembre 2026.
Pertanto, l’esonero in argomento può essere riconosciuto in favore delle lavoratrici titolari di un
rapporto di lavoro a tempo indeterminato che, fino al 31 dicembre 2026, integrino il requisito
richiesto dall’articolo 1, comma 180, della legge di Bilancio 2024, ossia essere madri di tre o
più figli, di cui il più piccolo di età inferiore a 18 anni.
In considerazione dell’espressa previsione dell’efficacia temporale della suddetta misura fino al
31 dicembre 2026, la stessa può trovare applicazione anche nelle ipotesi in cui la nascita (o
l’affido/adozione) del terzo figlio (o successivo) si verifichi nel corso delle annualità 2025-2026.
In tali ipotesi, la decontribuzione in trattazione troverà applicazione a decorrere dal mese di
realizzazione di tale evento, sempre che le lavoratrici madri siano titolari di un rapporto di
lavoro a tempo indeterminato.
Per tutto ciò che riguarda la restante disciplina dell’esonero contributivo in argomento, con
particolare riferimento alla modalità di fruizione della misura, si fa rinvio alla citata circolare n.
27/2024.
Fermo quanto sopra illustrato, si rappresenta, da ultimo, che l’articolo 1, commi 219 e 220,
della legge 30 dicembre 2024, n. 207, recante “Bilancio di previsione dello Stato per l’anno
finanziario 2025 e bilancio pluriennale per il triennio 2025-2027” (di seguito, legge di Bilancio
2025), ha previsto, in favore delle lavoratrici dipendenti, a esclusione dei rapporti di lavoro
domestico, la cui retribuzione o reddito imponibile ai fini previdenziali non sia superiore
all'importo di 40.000 euro su base annua, nonché delle lavoratrici autonome, a decorrere
dall’anno 2025, un parziale esonero contributivo della quota dei contributi previdenziali per
l’invalidità, la vecchiaia e i superstiti a carico del lavoratore. Ai sensi del citato comma 219, le
lavoratrici “devono essere madri di due o più figli e l’esonero contributivo spetta fino al mese
del compimento del decimo anno di età del figlio più piccolo; a decorrere dall’anno 2027, per le
madri di tre o più figli, l’esonero contributivo spetta fino al mese del compimento del
diciottesimo anno di età del figlio più piccolo. Per gli anni 2025 e 2026 l’esonero di cui al
presente comma non spetta alle lavoratrici beneficiarie di quanto disposto dall’articolo 1,
comma 180, della legge 30 dicembre 2023, n. 213”.
In considerazione del fatto che l’articolo 1, comma 219, ultimo periodo, della legge di Bilancio
2025 demanda la disciplina delle modalità attuative della predetta misura all’adozione di un
decreto del Ministro del Lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell’Economia
e delle finanze, si fa presente che – a seguito dell’adozione del suddetto decreto attuativo –
l’Istituto fornirà le indicazioni per la disciplina e la gestione di tale misura.
Il Direttore Generale
Valeria Vittimberga
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Il Messaggio INPS 401/2025 riguarda l'esonero contributivo previdenziale, i contributi IVS (invalidità, vecchiaia e superstiti) e la decontribuzione per lavoratrici dipendenti a tempo indeterminato. Commercialisti e responsabili paghe devono conoscere i requisiti di accesso (numero di figli, età del figlio più piccolo), i limiti massimi annui, le scadenze temporali e l'interazione con le nuove misure della legge di Bilancio 2025 per gestire correttamente la busta paga e gli adempimenti contributivi.
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