Pagamento del TFR e dei crediti di lavoro da parte del Fondo di garanzia nel caso di datore di lavoro non assoggettabile a procedura concorsuale (art. 2, comma 5, della legge n. 297/82)
Quali documenti deve presentare un lavoratore per ottenere il pagamento del TFR dal Fondo di garanzia quando il datore di lavoro è cancellato dal Registro delle imprese?
Spiegato da FiscoAI
Il Messaggio INPS 3854/2019 aggiorna le procedure per accedere al Fondo di garanzia nei casi in cui il datore di lavoro non è assoggettabile a procedura concorsuale. In primo luogo, per quanto riguarda la documentazione, il lavoratore non deve più presentare l'originale del titolo esecutivo (decreto ingiuntivo), ma una copia conforme attestata dalla cancelleria del Tribunale o da un funzionario INPS. Questo semplifica notevolmente l'iter amministrativo. In secondo luogo, quando la società datrice di lavoro è stata cancellata dal Registro delle imprese, l'INPS richiede verifiche specifiche: il decreto ingiuntivo deve essere stato notificato prima della cancellazione, altrimenti deve essere stato notificato legittimamente anche ai soci, che subentrano nelle obbligazioni della società estinta. Per le società di persone (snc, sas), il lavoratore deve aver tentato l'esecuzione forzata contro tutti i soci o solo gli accomandatari, a seconda della forma giuridica. Per le società di capitali, l'esecuzione contro i soci è necessaria solo se dal bilancio di liquidazione risultano distribuzioni di somme, salvo il caso in cui il bilancio stesso dimostri chiaramente l'insufficienza patrimoniale.
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Riferimento normativo
Pagamento del TFR e dei crediti di lavoro da parte del Fondo di garanzia nel caso di datore di lavoro non assoggettabile a procedura concorsuale (art. 2, comma 5, della legge n. 297/82)
Testo normativo
Direzione Centrale Ammortizzatori Sociali
Coordinamento Generale Legale
Roma, 24-10-2019
Messaggio n. 3854
OGGETTO: Pagamento del TFR e dei crediti di lavoro da parte del Fondo di
garanzia nel caso di datore di lavoro non assoggettabile a procedura
concorsuale (art. 2, comma 5, della legge n. 297/82)
1. Aggiornamento delle disposizioni in materia di documentazione da
presentare a corredo della domanda
Con il messaggio n. 2084 dell’11 maggio 2016 l’Istituto ha chiarito quali sono i documenti da
presentare a corredo della domanda di intervento del Fondo di garanzia, tra i quali si richiede
la produzione dell’originale del titolo esecutivo in forza del quale è stata tentata l’esecuzione
coattiva sul patrimonio del datore di lavoro.
Tuttavia consolidata giurisprudenza di merito ritiene che la richiesta di produzione dell’originale
del titolo esecutivo non sia necessaria, atteso che, per l’esercizio dell’azione di surroga nei
diritti del lavoratore, l’Istituto può utilizzare copia conforme del titolo esecutivo, unitamente
alla quietanza firmata dal lavoratore che ha ricevuto la prestazione.
Si rende, pertanto, opportuno aggiornare le istruzioni a suo tempo impartite, modificando
quanto previsto al paragrafo 6.A, ”Documenti necessari ai fini dell’istruttoria della domanda di
intervento dei Fondi di garanzia in caso esecuzione individuale”, del richiamato messaggio n.
2084/2016.
Il punto 3 del predetto paragrafo che prevede:
3. Originale del titolo esecutivo in base al quale è stata esperita l’esecuzione forzata.
viene sostituito con il seguente:
3. Copia conforme del titolo esecutivo in base al quale è stata esperita l’esecuzione forzata
Si fa presente che la conformità del titolo all’originale può essere attestata dalla cancelleria del
Tribunale o, ai soli fini dell’istruttoria della domanda di intervento del Fondo di garanzia, da un
funzionario dell’Istituto previa esibizione dell’originale. Il predetto documento può essere
allegato alla domanda telematica.
2. Verifiche istruttorie in caso di notifica del decreto ingiuntivo dopo la
cancellazione delle società dal Registro delle imprese
Sono pervenuti alcuni quesiti riguardanti la corretta istruttoria delle domande di intervento del
Fondo di garanzia, ai sensi dell’articolo 2, comma 5, della L. n. 297/82, fondate sui decreti
ingiuntivi emanati dal Tribunale dopo la cancellazione dal Registro delle imprese della società
datrice di lavoro oppure notificati, dopo la predetta cancellazione, presso il legale
rappresentante della società stessa.
La cancellazione dal Registro delle imprese di una società (di persone o di capitali) ne
determina l’estinzione, con la conseguenza che non sono idonei ad instaurare un valido
processo sia l’eventuale proposizione di domanda giudiziale nei confronti di società cancellata
sia la notifica alla stessa società di un decreto ingiuntivo.
La cancellazione della società non determina, tuttavia, l’estinzione dei rapporti giuridici attivi e
passivi della società stessa, ma determina un fenomeno successorio, con il conseguente
trasferimento ai soci delle obbligazioni sociali. I soci stessi, pertanto, sono i legittimi
contraddittori nei giudizi volti all’accertamento dei debiti sociali e rispondono delle stesse
obbligazioni illimitatamente o nei limiti del riscosso a seguito della liquidazione, a seconda del
regime giuridico della società (di persone o di capitali) disciplinato dal codice civile.
Gli operatori delle Strutture territoriali, pertanto, nell’ambito dell’istruttoria delle domande di
intervento del Fondo di garanzia ai sensi dell’articolo. 2, comma 5, della L. n. 297/82,
presentate dopo la cancellazione della società datrice di lavoro dal Registro delle imprese,
dovranno verificare che la data di notifica del ricorso e del pedissequo decreto ingiuntivo non
sia successiva alla data di cancellazione.
In caso contrario, si dovrà verificare che il decreto ingiuntivo sia stato notificato legittimamente
anche ai soci e, in difetto, le domande dovranno essere respinte per mancanza della prova
giudiziale del credito, fatte salve ipotesi particolari da sottoporre alla valutazione dell’Avvocato
di Sede.
Inoltre, nell’ipotesi di cancellazione di una società di persone dal Registro delle imprese, per
avere accesso al Fondo di garanzia il lavoratore deve preventivamente aver tentato
l’esecuzione forzata:
nei confronti di tutti i soci, in caso di società in nome collettivo (come previsto dall’art.
2312, comma 2, c.c.);
nei confronti dei soci accomandatari, in caso di società in accomandita semplice (come
previsto dall’art. 2324 c.c.);
Nell’ipotesi di cancellazione dal registro delle imprese di una società di capitali, poiché i soci
rispondono nei limiti di quanto riscosso in sede di liquidazione (art. 2495 c.c.), se dal bilancio
di liquidazione risulta che sono state distribuite somme ai soci, il lavoratore, prima di chiedere
l’intervento del Fondo di garanzia, deve aver tentato l’esecuzione nei confronti dei soci stessi.
Analogamente, se dal verbale di approvazione del bilancio finale emerge che uno o più soci o il
liquidatore stesso si fanno carico dei debiti, sarà necessaria la loro preventiva escussione.
Qualora, invece, il bilancio finale di liquidazione evidenzi chiaramente l’insufficienza delle
garanzie patrimoniali, in ottemperanza all’orientamento della Corte di Cassazione (cfr. Cass.,
Sez. Lav., n. 9108/2007) che ritiene si possa prescindere dal tentativo di esecuzione nei casi in
cui sia riscontrabile in maniera oggettiva, da altri elementi di fatto, l'insufficienza delle
garanzie patrimoniali, le domande di intervento del Fondo di garanzia potranno trovare
accoglimento anche in mancanza del tentativo di esecuzione forzata.
Il Direttore Generale
Gabriella Di Michele
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Il Messaggio INPS 3854/2019 disciplina l'accesso al Fondo di garanzia per il pagamento di TFR e crediti di lavoro, applicando l'articolo 2, comma 5, della legge 297/1982. Commercialisti e consulenti del lavoro devono conoscere le regole sulla surroga nei diritti del lavoratore, la legittimità dei decreti ingiuntivi, la responsabilità illimitata dei soci nelle società di persone e la responsabilità limitata nelle società di capitali secondo il codice civile.
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