Modalità di fruizione dei permessi di cui all’articolo 33 della legge n. 104/92 e del congedo straordinario di cui all’articolo 42, comma 5, del D.lgs n. 151/2001. Chiarimenti
Come deve essere calcolato il riproporzionamento dei permessi della legge 104/92 per i lavoratori part-time e come si applicano in caso di turni notturni o festivi?
Spiegato da FiscoAI
Il Messaggio INPS 3114/2018 fornisce chiarimenti operativi sulla fruizione dei permessi retribuiti previsti dall'articolo 33 della legge 104/92 e dal congedo straordinario, con particolare attenzione alle modalità organizzative complesse del lavoro. Per i lavoratori a turni, inclusi quelli notturni e festivi, il permesso va conteggiato come un'unica giornata indipendentemente dal fatto che il turno si articoli su due giorni solari o ricada in domenica: questo significa che un turno notturno che inizia lunedì sera e termina martedì mattina conta come un solo giorno di permesso. Per i lavoratori part-time, il riproporzionamento dei tre giorni mensili di permesso si applica solo al part-time verticale e misto (con attività limitata ad alcuni giorni), utilizzando la formula: (orario medio settimanale part-time / orario medio settimanale tempo pieno) × 3 giorni, con arrotondamento secondo le regole standard. Nel part-time orizzontale, invece, non è necessario riproporzionare poiché la riduzione è già insita nella dinamica del rapporto. La fruizione in ore dei permessi richiede un calcolo specifico: (orario medio settimanale part-time / numero medio giorni lavorativi settimanali tempo pieno) × 3, che determina il massimale orario mensile fruibile. Infine, è possibile cumulare nello stesso mese (in giorni diversi) il congedo straordinario con i permessi 104/92, senza necessità di ripresa dell'attività lavorativa tra i due benefici.
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Riferimento normativo
Modalità di fruizione dei permessi di cui all’articolo 33 della legge n. 104/92 e del congedo straordinario di cui all’articolo 42, comma 5, del D.lgs n. 151/2001. Chiarimenti
Testo normativo
Direzione Centrale Ammortizzatori Sociali
Roma, 07-08-2018
Messaggio n. 3114
OGGETTO: Modalità di fruizione dei permessi di cui all’articolo 33 della legge n.
104/92 e del congedo straordinario di cui all’articolo 42, comma 5,
del D.lgs n. 151/2001. Chiarimenti
Facendo seguito alle richieste di chiarimenti in merito alla modalità di fruizione dei benefici in
argomento, relativamente ai casi di particolari modalità organizzative dell’orario di lavoro, si
forniscono le seguenti precisazioni.
1. Modalità di fruizione dei giorni di permesso di cui all’articolo 33, commi 3 e 6,
della legge n. 104/92 in corrispondenza di turni di lavoro articolati a cavallo di due
giorni solari e/o durante giornate festive
Il lavoro a turni è una particolare modalità organizzativa dell’orario normale di lavoro scelto
dall’azienda per una efficiente organizzazione dell’attività lavorativa.
L’articolo 1 del decreto legislativo 8 aprile 2003, n. 66, definisce il lavoro a turni come
“qualsiasi metodo di organizzazione del lavoro anche a squadre in base al quale dei lavoratori
siano successivamente occupati negli stessi posti di lavoro, secondo un determinato ritmo,
compreso il ritmo rotativo, che può essere di tipo continuo (impianti operativi che procedono
per tutta la giornata e 7 giorni su 7) o discontinuo (impianti che non procedono 24 ore su 24),
e il quale comporti la necessità per i lavoratori di compiere un lavoro a ore differenti su un
periodo determinato di giorni o di settimane”.
Per “lavoro a turni” si intende, quindi, ogni forma di organizzazione dell’orario di lavoro,
diversa dal normale “lavoro giornaliero”, in cui l’orario operativo dell’azienda può andare a
coprire l’intero arco delle 24 ore e la totalità dei giorni settimanali.
Tale modalità organizzativa, pertanto, può comprendere anche il lavoro notturno e il lavoro
prestato durante le giornate festive (compresa la domenica).
Al riguardo, si evidenzia che l’articolo 33, comma 3, della legge n. 104/1992 prevede la
fruizione dei permessi mensili retribuiti “a giornata”, indipendentemente, cioè, dall’articolazione
della prestazione lavorativa nell’arco delle 24 ore o della settimana e dal numero di ore che il
dipendente avrebbe dovuto concretamente effettuare nel giorno di interesse.
Ne deriva che il beneficio in argomento può essere fruito anche in corrispondenza di un turno
di lavoro da effettuare nella giornata di domenica.
Lo stesso principio si applica anche al lavoro notturno.
Si precisa infatti che, sebbene il lavoro notturno si svolga a cavallo di due giorni solari, la
prestazione resta riferita ad un unico turno di lavoro in cui si articola l’organizzazione.
Ne consegue che il permesso fruito in corrispondenza dell’intero turno di lavoro va considerato
pari ad un solo giorno di permesso anche nel caso in cui si articoli a cavallo di due giorni solari.
Si rappresenta, infine, che l’eventuale riproporzionamento orario dei giorni di permesso ai
sensi dell’articolo 33, comma 3, della legge n. 104/92 dovrà essere applicato solo in caso di
fruizione ad ore del beneficio in argomento. In tale caso, ai fini della determinazione delle ore
mensili fruibili, deve essere applicato l’algoritmo di calcolo di cui al messaggio n. 16866 del
28/6/2007, che di seguito si riporta:
“orario di lavoro medio settimanale/numero medio dei giorni (o turni) lavorativi settimanali x 3
= ore mensili fruibili “.
2. Riproporzionamento giornaliero dei permessi di cui all’articolo33, commi 3 e 6,
della legge n. 104/92 in caso di rapporto di lavoro part-time
Il D.lgs n. 81/2015, nel ridisegnare la disciplina del rapporto di lavoro a tempo parziale, ha
ribadito il principio di non discriminazione tra lavoratori a tempo pieno e lavoratori a tempo
parziale prevedendo, per la generalità degli istituti facenti capo ai lavoratori dipendenti, che “il
lavoratore a tempo parziale ha i medesimi diritti di un lavoratore a tempo pieno comparabile
ed il suo trattamento economico e normativo è riproporzionato in ragione della ridotta entità
della prestazione lavorativa” (art. 7).
Lo stesso D.lgs n. 81/2015, inoltre, ha introdotto la possibilità di pattuire, nell’ambito dei
contratti di lavoro part-time, specifiche clausole elastiche, rendendo più flessibile la
collocazione temporale e la durata della prestazione lavorativa (art. 6).
Alla luce dell’attuale contesto normativo, si fornisce, di seguito, la formula di calcolo da
applicare ai fini del riproporzionamento dei 3 giorni di permesso mensile ai casi di part-time
verticale e part-time misto con attività lavorativa limitata ad alcuni giorni del mese:
orario medio settimanale teoricamente eseguibile
dal lavoratore part-time
--------------------------------------------------- x 3 (giorni di permesso teorici)
orario medio settimanale teoricamente eseguibile
a tempo pieno
Il risultato numerico andrà quindi arrotondato all’unità inferiore o a quella superiore a seconda
che la frazione sia fino allo 0,50 o superiore.
A titolo esemplificativo si riportano i seguenti due esempi.
Esempio 1)
Lavoratore in part-time con orario medio settimanale pari a 18 ore presso un’azienda che
applica un orario di lavoro medio settimanale a tempo pieno pari a 38 ore.
Applicando la formula sopra enunciata, il calcolo sarà il seguente:
(18/38) X 3= 1,42 che arrotondato all’unità inferiore, in quanto frazione inferiore allo 0,50, dà
diritto a 1 giorno di permesso mensile.
Esempio 2)
Lavoratore in part-time con orario medio settimanale pari a 22 ore presso un’azienda che
applica un orario di lavoro medio settimanale a tempo pieno pari a 40 ore.
Applicando la formula sopra enunciata il calcolo sarà il seguente:
(22/40) X 3=1,65 che arrotondato all’unità superiore, in quanto frazione superiore allo 0,50,
dà diritto a 2 giorni di permesso mensili.
I tre giorni di permesso non andranno riproporzionati, invece, in caso di part-time orizzontale.
Relativamente a tali fattispecie, infatti, la commisurazione dei giorni di permesso alla ridotta
durata dell’attività lavorativa è insita nella dinamica del rapporto medesimo.
Si ribadisce che il riproporzionamento andrà effettuato solo in caso di part-time verticale e
part-time misto con attività lavorativa limitata ad alcuni giorni del mese.
Il riproporzionamento dei tre giorni, infatti, non andrà effettuato per i mesi in cui, nell’ambito
del rapporto di lavoro part time, è previsto lo svolgimento di attività lavorativa a tempo pieno.
3. Frazionabilità in ore dei permessi di cui all’articolo 33, commi 3 e 6, della legge n.
104/92 in caso di rapporto di lavoro part-time
Il riproporzionamento orario dei giorni di permesso di cui all’articolo 33, comma 3, della legge
n. 104/92 dovrà essere effettuato solo nel caso in cui il beneficio venga utilizzato, anche solo
parzialmente, in ore. In caso di rapporto di lavoro a tempo pieno, rimane confermata la
formula già indicata nel messaggio n. 16866 del 28/6/2007.
Si fornisce, di seguito, la formula di calcolo da utilizzare in caso di part-time (orizzontale,
verticale o misto) ai fini della quantificazione del massimale orario mensile dei permessi:
orario medio settimanale teoricamente eseguibile
dal lavoratore part-time
-------------------------------------------------------- x 3 (giorni di permesso teorici)
numero medio dei giorni (o turni)
lavorativi settimanali previsti per il tempo pieno
A titolo esemplificativo si riportano i seguenti due esempi.
Esempio 1)
Rapporto di lavoro part-time con orario di lavoro medio settimanale pari a 18 ore e una media
di 3 giorni (o turni) lavorativi settimanali previsti per un lavoratore a tempo pieno dello stesso
settore.
Applicando la formula sopra enunciata, il calcolo sarà il seguente:
(18/3) X 3=18 ore mensili.
Il lavoratore avrà dunque diritto a 18 ore di permessi mensili in corrispondenza di qualsiasi
tipologia di part-time (orizzontale, verticale o misto).
Esempio 2)
Rapporto di lavoro part-time con orario di lavoro medio settimanale pari a 22 ore e una media
di 5 giorni (o turni) lavorativi settimanali previsti per un lavoratore a tempo pieno dello stesso
settore.
Applicando la formula sopra enunciata, il calcolo sarà il seguente:
(22/5) X 3= 13,2 pari a 13 ore e 12 minuti mensili.
Il lavoratore avrà dunque diritto a 13 ore e 12 minuti di permessi mensili in corrispondenza di
qualsiasi tipologia di part-time (orizzontale, verticale o misto).
4.Cumulo tra il congedo straordinario di cui all’articolo42, comma 5, del D.lgs n.
151/2001 ed i permessi di cui all’articolo 33 della legge n. 104/92 e all’art 33,
comma 1, del D.lgs. n. 151/2001
Come già evidenziato nella circolare n. 53/2008, è possibile cumulare nello stesso mese,
purché in giornate diverse, i periodi di congedo straordinario ex art. 42, comma 5, del D.lgs n.
151/2001 con i permessi ex art. 33 della legge n. 104/92 ed ex art. 33, comma 1, del D.lgs. n.
151/2001 (3 giorni di permesso mensili, prolungamento del congedo parentale e ore di riposo
alternative al prolungamento del congedo parentale).
Si precisa, al riguardo, che i periodi di congedo straordinario possono essere cumulati con i
permessi previsti dall’articolo 33 della legge n. 104/92 senza necessità di ripresa dell’attività
lavorativa tra la fruizione delle due tipologie di benefici.
Quanto sopra può accadere anche a capienza di mesi interi e indipendentemente dalla durata
del congedo straordinario.
La fruizione dei benefici dei tre giorni di permesso mensili, del prolungamento del congedo
parentale e delle ore di riposo alternative al prolungamento del congedo parentale stesso
deve, invece, intendersi alternativa e non cumulativa nell’arco del mese (cfr. la circolare n.
155/2010, par. 2.2).
Il Direttore Generale
Gabriella Di Michele
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Il Messaggio INPS 3114/2018 è il riferimento normativo per commercialisti e responsabili HR che gestiscono permessi ex articolo 33 legge 104/92, congedo straordinario ex articolo 42 comma 5 D.lgs 151/2001, e rapporti di lavoro a turni, part-time verticale, orizzontale e misto. La normativa chiarisce il riproporzionamento orario, la frazionabilità in ore, il cumulo tra benefici e l'applicazione ai turni notturni e festivi, aspetti critici per la corretta gestione amministrativa e il rispetto degli obblighi contributivi e retributivi.
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