Cosa prevede il Messaggio INPS 1904/2020 riguardo al pagamento delle prestazioni di integrazione salariale quando l'IBAN fornito risulta non corretto o non validato?
Spiegato da FiscoAI
Il Messaggio INPS 1904/2020 disciplina la gestione dei pagamenti di integrazione salariale (Cigo, Aso, Cigd, Cisoa) nel caso in cui l'IBAN comunicato dal datore di lavoro presenti errori o non superi la validazione bancaria. A partire dal 10 aprile 2020, l'INPS effettua controlli telematici per verificare la correttezza dell'IBAN e la corrispondenza tra il codice fiscale del beneficiario e il titolare dello strumento di riscossione. Quando emergono discrepanze (ad esempio IBAN intestato a soggetto diverso dal lavoratore, codici ABI/CAB non censiti o obsoleti), il pagamento viene effettuato tramite bonifico domiciliato presso Poste Italiane, anziché bloccare l'erogazione. Il lavoratore riceve notifica via SMS e successivamente una comunicazione da POSTEL al suo indirizzo di residenza, con la quale può ritirare la prestazione presso qualsiasi ufficio postale presentando documento di identità e codice fiscale. In alternativa, può verificare il pagamento accedendo al servizio "Fascicolo previdenziale del cittadino" sul sito INPS. Per le mensilità successive, il lavoratore può comunicare un nuovo IBAN corretto al datore di lavoro, purché intestato a suo nome, ripristinando l'accredito diretto su conto corrente o carta ricaricabile.
Generato da AI su documenti ufficiali. Non costituisce consulenza legale o fiscale.
Riferimento normativo
Pagamento diretto di prestazioni di integrazione salariale. Gestione degli IBAN non corretti o non validati
Testo normativo
Direzione Centrale Ammortizzatori Sociali
Direzione Centrale Bilanci, Contabilita' e Servizi Fiscali
Direzione Centrale Antifrode Anticorruzione e Trasparenza
Direzione Centrale Organizzazione e Comunicazione
Direzione Centrale Tecnologia, Informatica e Innovazione
Roma, 07-05-2020
Messaggio n. 1904
OGGETTO: Pagamento diretto di prestazioni di integrazione salariale. Gestione
degli IBAN non corretti o non validati
A partire dal 10 aprile 2020 l’Istituto, prima di procedere al pagamento delle prestazioni di
natura pensionistica e non pensionistica, effettua in via telematica il controllo finalizzato ad
accertare la correttezza del codice IBAN dello strumento di riscossione, nonché l’intestazione o
la cointestazione dello strumento medesimo al codice fiscale del beneficiario della prestazione
(cfr. la circolare n. 48 del 29 marzo 2020).
Nella fase di liquidazione delle prestazioni di integrazione salariale a pagamento diretto
(Cigo/Aso/Cigd/Cisoa), si registrano casi in cui non c’è corrispondenza tra il codice fiscale del
beneficiario della prestazione e il codice fiscale del titolare dello strumento di riscossione
(conto corrente, carta ricaricabile) cui si riferisce l’IBAN indicato dal datore di lavoro nella
domanda di liquidazione delle prestazioni (flussi SR41/SR43). Si registrano anche casi di
coordinate bancarie che risultano errate, in particolar modo per la presenza di codici ABI/CAB
allo stato non censiti ovvero non più in uso.
I suddetti errori determinano ritardi nel pagamento della prestazione, in quanto comportano la
necessità di richiedere all’azienda o all’intermediario della stessa di correggere l’errore
riscontrato, che sovente deve realizzarsi attraverso il raccordo con il lavoratore, per la rettifica
dei dati originariamente forniti. Ciò comporta, in definitiva, la necessità di variare la domanda
già presentata per la liquidazione delle prestazioni.
Nella situazione emergenziale in atto, in considerazione della necessità di rendere disponibili al
lavoratore le somme dell’integrazione salariale nel più breve tempo possibile, in presenza degli
errori suddetti il pagamento verrà effettuato attraverso l’utilizzo del bonifico domiciliato.
Pertanto, l’operatore dell’Istituto, nei casi di IBAN non corretti o non validati dal circuito
bancario o di Poste Italiane (codice fiscale associato all’IBAN diverso da quello del beneficiario
della prestazione), procede alla variazione della modalità di riscossione, annullando il codice
IBAN non corretto sul modello SR41/SR43, e valorizzando l’erogazione della prestazione
mediante pagamento con bonifico domiciliato presso Poste Italiane.
Una volta disposto dall’Istituto il bonifico, il lavoratore interessato riceve prima gli SMS di
notifica del pagamento e poi la comunicazione di liquidazione inviata da POSTEL al suo
indirizzo di residenza/domicilio (comunicato dal datore di lavoro nel mod. SR41/SR43), con la
quale può recarsi a riscuotere l’integrazione salariale spettante presso qualsiasi ufficio postale
del territorio nazionale con il proprio documento di identità in corso di validità e un documento
attestante il codice fiscale (ad esempio, tessera sanitaria).
Qualora il lavoratore interessato non riceva a breve la comunicazione da POSTEL, può
accedere al “Riepilogo pagamenti”del servizio “Fascicolo previdenziale del cittadino”, per
verificare e stampare il pagamento disposto, con l’importo, seguendo il percorso di seguito
indicato:
- www.inps.it > “Home”;
- cercare “Fascicolo previdenziale del cittadino”;
- aprire, tra i risultati restituiti dalla ricerca, il servizio “Fascicolo previdenziale del cittadino”
e inserire nella maschera di autenticazione il proprio codice fiscale e le proprie credenziali (PIN
dispositivo o SPID o CIE o CNS);
- nel Menu del servizio a sinistra selezionare: “Prestazioni” > “Pagamenti”;
- nella sezione “Pagamenti” verificare nel “Riepilogo dei pagamenti” l’importo dell’ultimo
pagamento da riscuotere;
- stampare il riepilogo pagamenti con l’apposita funzione del menu a sinistra del “Fascicolo
previdenziale del cittadino” (che genera prima il file in formato .pdf), per esibirlo all’ufficio
postale.
Per i pagamenti relativi alle successive mensilità dell’integrazione salariale, il lavoratore potrà
comunque avvalersi dell’accredito su conto corrente o su carta ricaricabile dotata di IBAN,
purché gli strumenti di riscossione risultino a lui intestati/cointestati, comunicando il nuovo
codice IBAN al suo datore di lavoro, che avrà cura di inserirlo nei relativi SR41/SR43 da
trasmettere all’Istituto.
Si ribadisce che le presenti istruzioni sono finalizzate a favorire la tempestiva erogazione
dell’integrazione salariale in presenza di codici IBAN, indicati nelle domande di liquidazione
della prestazione, che risultano non corretti o non validati dagli Istituti di credito e da Poste
Italiane.
Il Direttore Generale
Gabriella Di Michele
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Il Messaggio INPS 1904/2020 è essenziale per aziende e intermediari che gestiscono domande di integrazione salariale (SR41/SR43), in quanto disciplina la validazione dell'IBAN, il controllo della corrispondenza tra codice fiscale del beneficiario e titolare dello strumento di riscossione, e le procedure di pagamento alternativo tramite bonifico domiciliato. Commercialisti e consulenti del lavoro devono conoscere questa normativa per assistere correttamente i datori di lavoro nella comunicazione dei dati bancari e per informare i lavoratori sulle modalità di riscossione delle prestazioni di integrazione salariale in caso di errori nelle coordinate bancarie.
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