Cosa prevede il Messaggio INPS 1822/2020 riguardo al rapporto tra indennità di malattia e integrazioni salariali (CIG, FIS, CIGD)?
Spiegato da FiscoAI
Il Messaggio INPS 1822/2020 chiarisce come si coordina l'indennità di malattia con i diversi strumenti di integrazione salariale (Cassa Integrazione Guadagni ordinaria e in deroga, Fondo di Integrazione Salariale). La norma stabilisce il principio di prevalenza delle integrazioni salariali sulla malattia, secondo quanto previsto dall'articolo 3, comma 7, del D.lgs 148/2015. In pratica, quando un lavoratore è in sospensione totale dell'attività (cassa integrazione a zero ore), continua a percepire l'integrazione salariale anche se insorge malattia, senza obbligo di comunicazione dello stato di malattia. Diversamente, se la malattia è precedente alla sospensione, il trattamento dipende dal fatto che sia stata sospesa l'intera unità organizzativa: se sì, il lavoratore entra in integrazione salariale dalla data di inizio della stessa; se no, continua a beneficiare dell'indennità di malattia. Nel caso di riduzione di orario (non sospensione totale), prevale invece l'indennità economica di malattia, e l'integrazione salariale non è dovuta per le giornate di malattia. Queste regole si applicano anche alle prestazioni erogate durante l'emergenza COVID-19.
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Riferimento normativo
Rapporto tra indennità di malattia e integrazioni salariali (CIG), assegno ordinario (FIS) e CIG in deroga
Testo normativo
Direzione Centrale Ammortizzatori Sociali
Roma, 30-04-2020
Messaggio n. 1822
OGGETTO: Rapporto tra indennità di malattia e integrazioni salariali (CIG),
assegno ordinario (FIS) e CIG in deroga
Con il presente messaggio, anche a seguito delle numerose richieste di chiarimenti in merito
alla corretta definizione del rapporto intercorrente tra i diversi trattamenti di integrazione
salariale e l’indennità di malattia, si riepilogano le disposizioni vigenti in materia.
L’articolo 3, comma 7, del D.lgs 14 settembre 2015, n. 148, che disciplina in via generale la
fattispecie, prevede che “il trattamento di integrazione salariale sostituisce in caso di malattia
l'indennità giornaliera di malattia, nonché la eventuale integrazione contrattualmente
prevista”.
La disciplina di dettaglio, che discende dalla predetta norma primaria, è contenuta nella
circolare n. 197/2015, per quanto riguarda le integrazioni salariali (CIG), e nella circolare n.
130/2017, per quanto riguarda le prestazioni del Fondo di integrazione salariale (FIS).
Nello specifico, la circolare n. 197/2015 prevede, al paragrafo 1.8, quanto segue:
“l’art. 3, comma 7 della riforma stabilisce espressamente il principio di prevalenza della CIG
sulla malattia.
In considerazione delle diverse fattispecie che in concreto possono verificarsi si ritiene di poter
confermare quanto già disciplinato in via amministrativa dall’Istituto e che di seguito si riporta.
Se durante la sospensione dal lavoro (cassa integrazione a 0 ore) insorge lo stato di malattia,
il lavoratore continuerà ad usufruire delle integrazioni salariali: l’attività lavorativa è infatti
totalmente sospesa, non c’è obbligo di prestazione da parte del lavoratore, che non dovrà
quindi nemmeno comunicare lo stato di malattia e continuerà a percepire le integrazioni
salariali.
Qualora lo stato di malattia sia precedente l’inizio della sospensione dell’attività lavorativa si
avranno due casi:
se la totalità del personale in forza all’ufficio, reparto, squadra o simili cui il lavoratore
appartiene ha sospeso l’attività, anche il lavoratore in malattia entrerà in CIG dalla data
di inizio della stessa;
qualora, invece, non venga sospesa dal lavoro la totalità del personale in forza all’ufficio,
reparto, squadra o simili cui il lavoratore appartiene, il lavoratore in malattia continuerà a
beneficiare dell’indennità di malattia, se prevista dalla vigente legislazione.
Se l’intervento di cassa integrazione è relativo ad una contrazione dell’attività lavorativa,
quindi riguarda dipendenti lavoranti ad orario ridotto, prevale l’indennità economica di
malattia.”
Le regole per la cassa integrazione salariale ordinaria si applicano in via analogica alla CIG in
deroga.
La circolare n. 130/2017, in materia di FIS, prevede, al paragrafo 2.4.1., per l’assegno
ordinario, quanto segue:
“In caso di sospensione a zero ore è necessario distinguere l’ipotesi in cui la malattia sia
insorta durante il periodo di sospensione dall’ipotesi in cui la malattia sia precedente l’inizio
della sospensione (cfr. circ. n. 82/2009).
Nel primo caso la malattia non è indennizzabile, pertanto il lavoratore continuerà a percepire
l’assegno ordinario e non dovrà comunicare lo stato di malattia, in quanto non vi è l'obbligo di
prestazione dell'attività lavorativa.
Nell’ipotesi in cui lo stato di malattia sia precedente l'inizio della sospensione dell'attività
lavorativa si possono verificare due casi:
1) se la totalità del personale in forza all'ufficio, reparto, squadra o simili cui il lavoratore
appartiene ha sospeso l'attività, anche il lavoratore in malattia beneficerà delle prestazioni
garantite dal FIS dalla data di inizio delle stesse;
2) se non viene sospesa dal lavoro la totalità del personale in forza all'ufficio, reparto, squadra
o simili cui il lavoratore appartiene, il lavoratore continuerà a beneficiare dell'indennità di
malattia, se prevista dalla vigente legislazione.
In caso di riduzione di orario l’assegno ordinario non è dovuto, in alcun caso, per le giornate di
malattia, indipendentemente dall’indennizzabilità di queste ultime (circ. 50943 GS/25 del
8.2.1973).”
Non essendo intervenute modifiche alla disciplina sopra illustrata, la stessa continua ad
applicarsi anche con riguardo alle domande di prestazioni di integrazione salariale (CIG, FIS,
CIGD) intervenute nel corso dell’emergenza epidemiologica per COVID-19.
Il Direttore Generale
Gabriella Di Michele
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Il Messaggio INPS 1822/2020 è il riferimento principale per commercialisti e responsabili risorse umane che gestiscono CIG (Cassa Integrazione Guadagni ordinaria e in deroga), FIS (Fondo di Integrazione Salariale) e coordinamento con indennità di malattia. Consulenti del lavoro lo consultano per chiarire il principio di prevalenza delle integrazioni salariali, la sospensione a zero ore, la riduzione di orario, e l'applicazione durante situazioni di emergenza epidemiologica come il COVID-19.
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