Come si cumulano la NASpI/DIS-COLL con l'assegno del servizio civile universale, e quali sono le conseguenze sulla liquidazione delle prestazioni già erogate?
Spiegato da FiscoAI
Il Messaggio INPS 1800/2022 chiarisce che gli assegni riconosciuti agli operatori in servizio civile universale sono completamente cumulabili con le indennità di disoccupazione NASpI e DIS-COLL, senza alcuna riduzione della prestazione. Questa disciplina rappresenta un cambio rispetto al passato: fino al 2017, i compensi del servizio civile nazionale erano qualificati come redditi da collaborazione coordinata e continuativa, quindi soggetti a riduzione dell'80% della prestazione di disoccupazione. Con l'entrata in vigore del D.lgs. 40/2017 sul servizio civile universale, gli assegni sono diventati esenti da imposizioni tributarie e non imponibili ai fini previdenziali, modificando completamente la natura giuridica della prestazione. Di conseguenza, i beneficiari di NASpI o DIS-COLL che svolgono servizio civile universale non devono comunicare all'INPS né l'attività né l'importo del compenso annuo. Per le prestazioni già erogate e ridotte secondo la vecchia normativa, è possibile richiedere la riliquidazione retroattiva, con i soli limiti dei rapporti esauriti per sentenza passata in giudicato o per decadenza/prescrizione.
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Riferimento normativo
Disciplina dei rapporti tra le indennità di disoccupazione NASpI e DIS-COLL e l’assegno agli operatori in servizio civile universale
Testo normativo
Direzione Centrale Ammortizzatori Sociali
Roma, 28-04-2022
Messaggio n. 1800
OGGETTO: Disciplina dei rapporti tra le indennità di disoccupazione NASpI e
DIS-COLL e l’assegno agli operatori in servizio civile universale
Con la circolare n. 142 del 2015 l’Istituto ha disciplinato, tra l’altro, i rapporti intercorrenti tra
la prestazione di disoccupazione NASpI e le somme percepite dai volontari del servizio civile
nazionale, il cui rapporto giuridico ed economico trovava la propria disciplina nel decreto
legislativo 5 aprile 2002, n. 77. Tale ultimo decreto non poneva alcuna disciplina in ordine alla
natura delle somme percepite dai volontari del servizio civile, qualificate dall’Agenzia delle
Entrate - con la circolare n. 24/E del 10 giugno 2004 - quali redditi da collaborazione
coordinata e continuativa ai sensi dell’articolo 50, lett. c-bis), del D.P.R. 22 dicembre 1986, n.
917 (TUIR).
Stante la predetta qualificazione dell’assegno percepito dai volontari del servizio civile, al
paragrafo 8.2 della richiamata circolare n. 142 del 2015 era stato chiarito che le somme
percepite dai volontari del servizio civile dovessero essere ricondotte all’ipotesi normativa di
cui all’articolo 10 del decreto legislativo 4 marzo 2015, n. 22, in materia di cumulo della
prestazione NASpI con i redditi da lavoro autonomo, con la conseguenza che il compenso da
servizio civile volontario fosse, pertanto, da ritenersi cumulabile con la prestazione di
disoccupazione, con abbattimento della stessa nella misura pari all’80% del compenso
previsto.
Il successivo decreto legislativo 6 marzo 2017, n. 40, in materia di istituzione e disciplina del
servizio civile universale, ha abrogato il citato decreto legislativo n. 77 del 2002.
L’articolo 16, comma 1, del citato D.lgs n. 40 del 2017 prevede che il rapporto di servizio civile
universale non è assimilabile ad alcuna forma di rapporto di lavoro di natura subordinata o
parasubordinata e non comporta la sospensione e la cancellazione dalle liste di collocamento o
dalle liste di mobilità. Il successivo comma 3 del medesimo articolo 16 prevede che gli assegni
attribuiti agli operatori in servizio civile universale, inquadrati nei redditi derivanti dalle
assunzioni di obblighi di fare, non fare o permettere, sono esenti da imposizioni tributarie e
non sono imponibili ai fini previdenziali.
Pertanto, in ragione della nuova e diversa qualificazione dei compensi riconosciuti ai volontari
del servizio civile universale e della conseguente possibilità di cumulare pienamente la
prestazione di disoccupazione con i predetti compensi, il beneficiario delle prestazioni NASpI o
DIS-COLL che durante il periodo indennizzabile svolga il servizio civile universale non è tenuto
a effettuare all’INPS alcuna comunicazione in ordine allo svolgimento del servizio civile e
all’importo del relativo compenso annuo che gli verrà riconosciuto.
Con riferimento alle indennità di disoccupazione NASpI e DIS-COLL che - in attuazione della
precedente disciplina di cui alla circolare n. 142 del 2015 - sono state oggetto di riduzione in
presenza di contestuale svolgimento del servizio civile, si precisa che le stesse possono essere,
su istanza di parte, oggetto di riliquidazione da parte delle Strutture territorialmente
competenti.
La riliquidazione della prestazione su istanza di parte per la rilevata piena cumulabilità - per
effetto dell’entrata in vigore in data 18 aprile 2017 del richiamato D.lgs n. 40 del 2017 - della
prestazione di disoccupazione, con il compenso percepito dall’assicurato per il servizio civile
prestato in concomitanza con la fruizione dell’indennità, può trovare applicazione
retroattivamente con il solo limite dei rapporti già “esauriti”, per effetto di una sentenza
passata in giudicato ovvero per il decorso del termine annuale di decadenza sostanziale
dall’azione giudiziaria ai sensi dell’articolo 47, comma sesto, del D.P.R. 30 aprile 1970, n. 639
(quanto alla sola NASpI), o della prescrizione quinquennale del diritto alla riliquidazione ai
sensi dell’articolo 47-bis del D.P.R. n. 639/1970 (quanto alla sola NASpI), nel senso già
indicato nel messaggio n. 4105 del 6 novembre 2018.
Si precisa, infine, con specifico riferimento alla DIS-COLL, che, considerato che la predetta
prestazione non è inclusa tra quelle di cui all’articolo 24 della legge 9 marzo 1989, n. 88, in
difetto di diversa espressa previsione normativa, il relativo termine di prescrizione deve
considerarsi quello ordinario decennale.
Il Direttore Generale
Vincenzo Caridi
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La NASpI e la DIS-COLL sono prestazioni di disoccupazione disciplinate dal D.lgs. 22/2015, mentre il servizio civile universale è regolato dal D.lgs. 40/2017 che ne esclude l'assimilazione a rapporti di lavoro subordinato o parasubordinato. La qualificazione fiscale degli assegni come redditi da obblighi di fare secondo il TUIR (D.P.R. 917/1986) determina l'esenzione tributaria e la piena cumulabilità con le indennità di disoccupazione, aspetto rilevante per la corretta gestione contributiva e fiscale dei beneficiari.
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