Quali controlli automatici effettua l'INPS sul patrimonio mobiliare nella DSU per l'ISEE 2020 e come gestire le difformità riscontrate?
Spiegato da FiscoAI
A partire dal 1° gennaio 2020, l'INPS effettua un controllo automatico sul patrimonio mobiliare dichiarato nei Quadri FC2 della DSU, confrontando i dati autodichiarati con quelli contenuti nell'Archivio dei rapporti gestito dall'Agenzia delle Entrate. Questo controllo riguarda tutti i nuclei familiari che presentano una DSU e mira a verificare la corrispondenza tra quanto dichiarato e i rapporti finanziari effettivamente esistenti presso banche, Poste italiane e altri operatori finanziari.
Quando vengono rilevate omissioni o difformità, l'attestazione ISEE riporta nelle annotazioni i codici fiscali dei componenti interessati, l'elenco dei rapporti finanziari, i dati dell'operatore finanziario e le date dei rapporti. Una problematica particolare riguarda i fondi certificati contemporaneamente da un Istituto di credito e da una Società di Gestione del Risparmio (SGR): poiché entrambi comunicano all'Agenzia delle Entrate gli stessi rapporti, si genera una duplicazione nei valori che non corrisponde a quanto autocertificato.
Per risolvere questo problema, dal marzo 2020 l'Agenzia delle Entrate e l'INPS hanno implementato criteri di neutralizzazione automatica della duplicazione. I cittadini interessati possono presentare una nuova DSU per ottenere un'attestazione ISEE corretta. Qualora le difformità persistessero nonostante questi criteri, il cittadino può comunque presentare domanda per la prestazione utilizzando l'attestazione con difformità, documentando all'Ente erogatore la correttezza dei dati mediante la documentazione sia dell'Istituto di credito che della SGR.
Generato da AI su documenti ufficiali. Non costituisce consulenza legale o fiscale.
Riferimento normativo
ISEE 2020. Controlli sul patrimonio mobiliare posseduto
Testo normativo
Direzione Centrale Inclusione Sociale e Invalidita' Civile
Direzione Centrale Tecnologia, Informatica e Innovazione
Roma, 20-03-2020
Messaggio n. 1274
OGGETTO: ISEE 2020. Controlli sul patrimonio mobiliare posseduto
In merito ai dati autodichiarati e/o precompilati relativi al patrimonio mobiliare posseduto,
come già comunicato con il messaggio n. 96 del 13 gennaio 2020, a decorrere dal 1° gennaio
2020 viene effettuato un controllo automatico, sulla base dei dati contenuti nell’Archivio dei
rapporti gestito dall’Agenzia delle Entrate, volto a riscontrare se vi sia corrispondenza tra
quanto indicato nei Quadri FC2 della DSU e quanto risulta nell’Archivio stesso.
In particolare, è oggetto di controllo il valore del patrimonio mobiliare complessivo del nucleo
e, qualora siano rilevate delle omissioni o difformità, saranno riportate, nella sezione delle
annotazioni dell’attestazione ISEE, le informazioni dei componenti per i quali sono state
rilevate tali omissioni o difformità (art. 4, comma 2, del D.M. 9 agosto 2019).
Nello specifico, in presenza di omissioni o difformità saranno riportati nelle annotazioni
dell’attestazione ISEE le seguenti informazioni:
i codici fiscali dei componenti per i quali sono state rilevate le omissioni o difformità;
l’elenco dei rapporti finanziari esistenti nell’Anagrafe dei rapporti;
il codice fiscale dell’operatore finanziario e la sua denominazione (Banca, Poste italiane,
ecc.);
la data di inizio e l’eventuale data di fine dei rapporti finanziari.
Tanto premesso, a seguito degli esiti dei controlli effettuati nei primi giorni dell’avvio delle
nuove modalità di controllo sul patrimonio mobiliare, è emersa una problematica in presenzadi
conti titoli e di Società di Gestione del Risparmio (SGR),ossia in presenza di fondi certificati
contemporaneamente dall’Istituto di credito e dalla SGR, pur trattandosi, in tutto o in parte,
delle medesime attività. Infatti, entrambi gli operatori finanziari sono tenuti a comunicare
all’Agenzia delle Entrate i rapporti finanziari gestiti per conto dei cittadini. Ne consegue che in
fase di controllo del patrimonio mobiliare i valori inevitabilmente non coincidono con quelli
autocertificati dal dichiarante in DSU.
L’Agenzia delle Entrate e l’Inps hanno adottato a decorrere dalla metà di marzo 2020, laddove
possibile, criteri di neutralizzazione automatica della duplicazione degli importi. Gli utenti
interessati, pertanto, potranno presentare una nuova DSU al fine di ottenere una attestazione
ISEE senza difformità.
Qualora, nonostante l’applicazione di tali criteri di neutralizzazione, risultassero delle omissioni
o difformità, come già chiarito in linea generale al paragrafo 6 del citato messaggio n.
96/2020, il cittadino dovrà presentare domanda per la prestazione avvalendosi della stessa
attestazione ISEE recante le omissioni o difformità, documentando all’Ente erogatore la
correttezza dei dati autodichiarati per il riconoscimento o la continuazione del beneficio, come
previsto all’articolo 11, comma 5, del D.P.C.M. 5 dicembre 2013, n. 159.
In tali casi, la documentazione da esibire è sia quella rilasciata dall’Istituto di credito che
quella della SGR, dalle quali risulti sostanzialmente la consistenza del medesimo patrimonio
mobiliare.
Il Direttore Generale
Gabriella Di Michele
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Il Messaggio INPS 1274/2020 disciplina i controlli automatici sul patrimonio mobiliare in relazione all'ISEE, coinvolgendo l'Archivio dei rapporti dell'Agenzia delle Entrate, i Quadri FC2 della DSU e la gestione delle difformità dichiarative. Commercialisti e consulenti devono conoscere le procedure di neutralizzazione della duplicazione per fondi gestiti da SGR e Istituti di credito, nonché le modalità di documentazione secondo l'articolo 11, comma 5, del DPCM 159/2013 per il riconoscimento dei benefici.
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