Legge

Legge 89/2001

Previsione di equa riparazione in caso di violazione del termine ragionevole del processo e modifica dell'articolo 375 del codice di procedura civile.

Pubblicato: 03/04/2001 In vigore dal: 24/03/2001 Documento ufficiale

Cosa prevede la Legge 89/2001 in materia di equa riparazione per violazione dei termini ragionevoli del processo e quali modifiche apporta al codice di procedura civile?

Spiegato da FiscoAI
La Legge 89/2001 introduce il diritto a un'equa riparazione nel caso in cui il processo civile superi i termini ragionevoli di durata, garantendo così una tutela costituzionale fondamentale. La norma si applica a tutti i procedimenti civili presso la Corte di Cassazione e riguarda sia i ricorrenti che le parti coinvolte in giudizi che si protraggono oltre i limiti temporali accettabili. La legge modifica l'articolo 375 del codice di procedura civile, disciplinando le modalità con cui la Corte pronuncia ordinanze e sentenze in camera di consiglio, distinguendo tra casi di manifesta fondatezza o infondatezza del ricorso e ipotesi che richiedono il rinvio a pubblica udienza. In pratica, la norma accelera i procedimenti cassazionali permettendo decisioni rapide nei casi chiari, mentre garantisce il diritto a un processo equo e tempestivo, aspetto rilevante per avvocati e professionisti del diritto che devono rispettare i nuovi standard procedurali e informare i clienti sui tempi realistici di risoluzione delle controversie.

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Riferimento normativo

LEGGE 24 marzo 2001, n. 89

Testo normativo

LEGGE n. 89/2001 # LEGGE 24 marzo 2001, n. 89 ## Previsione di equa riparazione in caso di violazione del termine ragionevole del processo e modifica dell'articolo 375 del codice di procedura civile. La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno approvato; IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA Promulga la seguente legge: Art. 1 (Pronuncia in camera di consiglio) 1. L' articolo 375 del codice di procedura civile è sostituito dal seguente: "Art. 375. - (Pronuncia in camera di consiglio). - La Corte, sia a sezioni unite che a sezione semplice, pronuncia con ordinanza in camera di consiglio quando riconosce di dovere: 1) dichiarare l'inammissibilità del ricorso principale e di quello incidentale eventualmente proposto; 2) ordinare l'integrazione del contraddittorio o disporre che sia eseguita la notificazione dell'impugnazione a norma dell'articolo 332; 3) dichiarare l'estinzione del processo per avvenuta rinuncia a norma dell'articolo 390; 4) pronunciare in ordine all'estinzione del processo in ogni altro caso; 5) pronunciare sulle istanze di regolamento di competenza e di giurisdizione. La Corte, sia a sezioni unite che a sezione semplice, pronuncia sentenza in camera di consiglio quando il ricorso principale e quello incidentale eventualmente proposto sono manifestamente fondati e vanno, pertanto, accolti entrambi, o quando riconosce di dover pronunciare il rigetto di entrambi per mancanza dei motivi previsti nell'articolo 360 o per manifesta infondatezza degli stessi, nonchè quando un ricorso va accolto per essere manifestamente fondato e l'altro va rigettato per mancanza dei motivi previsti nell'articolo 360 o per manifesta infondatezza degli stessi. La Corte, se ritiene che non ricorrano le ipotesi di cui al primo e al secondo comma, rinvia la causa alla pubblica udienza. Le conclusioni del pubblico ministero, almeno venti giorni prima dell'adunanza della Corte in camera di consiglio, sono notificate agli avvocati delle parti, che hanno facoltà di presentare memorie entro il termine di cui all'articolo 378 e di essere sentiti, se compaiono, nei casi previsti al primo comma, numeri 1), 4) e 5), limitatamente al regolamento di giurisdizione, e al secondo comma". Avvertenza: Il testo delle note qui pubblicato è stato redatto dall'amministrazione competente per materia, ai sensi dell'art. 10, comma 3, del testo unico delle disposizioni sulla promulgazione delle leggi, sull'emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica e sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana, approvato con D.P.R. 28 dicembre 1985, n. 1092 , al solo fine di facilitare la lettura delle disposizioni di legge alle quali è operato il rinvio. Restano invariati il valore e l'efficacia degli atti legislativi qui trascritti. Note all'art. 1: - Si riporta il testo degli articoli 332 , 360 e 378 del codice di procedura civile : "Art. 332 (Notificazione dell'impugnazione relativa a cause scindibili). - Se l'impugnazione di una sentenza pronunciata in cause scindibili è stata proposta soltanto da alcuna delle parti o nei confronti di alcuna di esse, il giudice ne ordina la notificazione alle altre, in confronto delle quali l'impugnazione non è preclusa o esclusa, fissando il termine nel quale la notificazione deve essere fatta e, se è necessario, l'udienza di comparizione. Se la notificazione ordinata dal giudice non avviene, il processo rimane sospeso fino a che non siano decorsi i termini previsti negli articoli 325 e 327 primo comma". "Art. 360 (Sentenze impugnabili e motivi di ricorso). - Le sentenze pronunciate in grado d'appello o in unico grado possono essere impugnate con ricorso per cassazione: 1) per motivi attinenti alla giurisdizione; 2) per violazione delle norme sulla competenza, quando non è prescritto il regolamento di competenza; 3) per violazione o falsa applicazione di norme di diritto; 4) per nullità della sentenza o del procedimento; 5) per omessa, insufficiente o contraddittoria motivazione circa un punto decisivo della controversia, prospettato dalle parti o rilevabile d'ufficio. Può inoltre essere impugnata con ricorso per cassazione una sentenza appellabile del tribunale, se le parti sono d'accordo per omettere l'appello; ma in tal caso l'impugnazione può proporsi soltanto per violazione o falsa applicazione di norme di diritto". "Art. 378 (Deposito di memorie di parte). - Le parti possono presentare le loro memorie in cancelleria non oltre cinque giorni prima dell'udienza".

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La Legge 89/2001 è il riferimento normativo per chi affronta questioni di equa riparazione per violazione dei termini ragionevoli del processo, diritto al giusto processo e accelerazione dei procedimenti cassazionali. Avvocati e consulenti legali la consultano per comprendere le modalità di pronuncia in camera di consiglio, i motivi di ricorso per cassazione secondo l'articolo 360 del codice di procedura civile, e le garanzie procedurali relative a giurisdizione, competenza e nullità del procedimento.

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