Che autorizza maggiori assegnazioni nello stato di previsione della spesa del Ministero delle finanze, per l'esercizio finanziario 1922-923, per provvedere a restituzioni e rimborsi ed a vincite al lotto. (023U0855)
Qual era lo scopo del Regio Decreto 855/1923 e quali stanziamenti autorizzava?
Spiegato da FiscoAI
Il Regio Decreto 855/1923 era un provvedimento di bilancio emanato il 5 aprile 1923 che autorizzava maggiori assegnazioni di fondi nello stato di previsione della spesa del Ministero delle Finanze per l'esercizio finanziario 1922-1923. In pratica, il decreto permetteva al governo di aumentare le risorse stanziate inizialmente per far fronte a specifiche esigenze di spesa pubblica. I fondi aggiuntivi erano destinati a due finalità principali: da un lato, le restituzioni e i rimborsi dovuti dallo Stato (probabilmente crediti verso cittadini o fornitori), dall'altro le vincite al lotto, che rappresentavano una voce di spesa ordinaria del bilancio pubblico dell'epoca. Questo tipo di decreto era frequente nella pratica amministrativa italiana del primo Novecento, quando gli stanziamenti iniziali si rivelava insufficienti durante l'esercizio finanziario. È importante sottolineare che il provvedimento è stato completamente abrogato dal Decreto Legislativo 13 dicembre 2010, n. 212, pertanto non ha più alcuna rilevanza normativa contemporanea.
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Riferimento normativo
REGIO DECRETO 5 aprile 1923, n. 855
Testo normativo
REGIO DECRETO n. 855/1923
# REGIO DECRETO 5 aprile 1923, n. 855
## Che autorizza maggiori assegnazioni nello stato di previsione della
spesa del Ministero delle finanze, per l'esercizio finanziario
1922-923, per provvedere a restituzioni e rimborsi ed a vincite al
lotto. (023U0855)
Art. 1 ((PROVVEDIMENTO ABROGATO DAL D.LGS. 13 DICEMBRE 2010, N. 212 ))
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Il Regio Decreto 855/1923 riguarda stanziamenti di bilancio, esercizio finanziario e gestione della spesa pubblica nel Ministero delle Finanze del periodo fascista. Sebbene storicamente rilevante per lo studio dell'amministrazione finanziaria italiana, il decreto è completamente abrogato e non presenta applicazioni pratiche per commercialisti e consulenti fiscali moderni, essendo stato superato dalla riforma del sistema tributario e di bilancio del 2010.
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