Qual era l'oggetto del Regio Decreto 85/1861 e quale è il suo stato normativo attuale?
Spiegato da FiscoAI
Il Regio Decreto 85/1861, emanato il 16 maggio 1861, autorizzava la conversione sul Debito perpetuo di tre rendite per un importo complessivo di 862,40 lire. Si trattava di un provvedimento relativo alla gestione del debito pubblico italiano nel periodo immediatamente successivo all'Unità d'Italia, quando lo Stato italiano stava consolidando i debiti ereditati dai vari Stati preunitari. La norma permetteva di trasformare determinate rendite in titoli del debito perpetuo dello Stato, operazione tipica di gestione finanziaria e consolidamento del debito pubblico. Questo decreto rappresenta un esempio della legislazione finanziaria del primo periodo unitario italiano. Tuttavia, il provvedimento ha perso completamente efficacia normativa: è stato abrogato dal Decreto del Presidente della Repubblica 13 dicembre 2010, n. 248, il quale ha operato una revisione sistematica della normativa storica ormai obsoleta. Attualmente, il decreto non produce alcun effetto giuridico e ha valore esclusivamente storico-documentale.
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Riferimento normativo
REGIO DECRETO 16 maggio 1861, n. 85
Testo normativo
REGIO DECRETO n. 85/1861
# REGIO DECRETO 16 maggio 1861, n. 85
## Che autorizza la conversione sul Debito perpetuo di tre rendite
rilevanti complessivamente a L. 862.40. (061U0085)
Art. 1 ((PROVVEDIMENTO ABROGATO DAL D.P.R. 13 DICEMBRE 2010, N. 248 ))
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Il Regio Decreto 85/1861 riguarda la conversione di rendite e la gestione del debito pubblico italiano nel periodo post-unitario, operazioni oggi disciplinate da normative moderne sulla gestione del debito dello Stato. Storici e archivisti consultano questo tipo di provvedimenti per comprendere l'evoluzione della finanza pubblica italiana e la consolidazione dei debiti pubblici nel XIX secolo.
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