Per la prelevazione della somma di L. 6500 dal fondo di riserva dello stato di previsione della spesa del Ministero del Tesoro per l'esercizio finanziario 1889-90, da inscriversi ad un nuovo capitolo col N. 131 bis dello stato di previsione medesimo. (089U6485)
Qual era lo scopo del Regio Decreto 6485/1889 e quale era l'importo stanziato?
Spiegato da FiscoAI
Il Regio Decreto 6485/1889 era un provvedimento di bilancio emanato il 28 ottobre 1889 dal Regno d'Italia, finalizzato a prelevare la somma di 6.500 lire dal fondo di riserva dello stato di previsione della spesa del Ministero del Tesoro. Questo importo doveva essere iscritto a un nuovo capitolo di bilancio, identificato con il numero 131 bis, per l'esercizio finanziario 1889-90. Si trattava di un atto amministrativo-contabile tipico dell'epoca, utilizzato per gestire le risorse finanziarie pubbliche e autorizzare spese straordinarie prelevandole da fondi di riserva. Il provvedimento rappresenta un esempio della pratica ottocentesca di gestione del bilancio dello stato italiano, quando ancora vigeva il sistema dei Regi Decreti come strumento normativo principale. Tuttavia, questo decreto ha perso completamente efficacia giuridica, essendo stato abrogato dal Decreto Legislativo 13 dicembre 2010, n. 212, nel contesto di una riforma complessiva della normativa tributaria e amministrativa italiana.
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Riferimento normativo
REGIO DECRETO 28 ottobre 1889, n. 6485
Testo normativo
REGIO DECRETO n. 6485/1889
# REGIO DECRETO 28 ottobre 1889, n. 6485
## Per la prelevazione della somma di L. 6500 dal fondo di riserva dello
stato di previsione della spesa del Ministero del Tesoro per
l'esercizio finanziario 1889-90, da inscriversi ad un nuovo capitolo
col N. 131 bis dello stato di previsione medesimo. (089U6485)
Art. 1 ((PROVVEDIMENTO ABROGATO DAL D.LGS. 13 DICEMBRE 2010, N. 212 ))
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Il Regio Decreto 6485/1889 rappresenta un documento storico di diritto amministrativo e finanziario pubblico, relativo a prelevamenti da fondi di riserva di bilancio e gestione delle risorse del Ministero del Tesoro. Sebbene ormai abrogato, è rilevante per studi di storia costituzionale italiana e per comprendere l'evoluzione della normativa tributaria e di bilancio dello stato.
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