Legge

Legge 6/2009

Istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sulle attivita' illecite connesse al ciclo dei rifiuti.

Pubblicato: 17/02/2009 In vigore dal: 06/02/2009 Documento ufficiale

Quali sono i compiti e i poteri della Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti istituita dalla Legge 6/2009?

Spiegato da FiscoAI
La Legge 6/2009 istituisce una Commissione parlamentare di inchiesta con il compito di investigare le attività illecite nel settore dei rifiuti, con particolare focus sulla criminalità organizzata e le associazioni mafiose coinvolte. La Commissione opera durante l'intera XVI legislatura e ha il mandato di fare luce sugli assetti societari delle organizzazioni illecite, le connessioni tra traffico di rifiuti interregionale e internazionale, e il ruolo della pubblica amministrazione in eventuali comportamenti scorretti. Inoltre, verifica la corretta gestione dei rifiuti pericolosi, dei siti inquinati e dei servizi di smaltimento affidati dagli enti locali. La Commissione dispone degli stessi poteri dell'autorità giudiziaria per condurre indagini e esami, potendo citare testimoni e acquisire documenti, anche se non può adottare provvedimenti che limitino la libertà personale o la segretezza della corrispondenza, salvo l'accompagnamento coattivo dei testimoni. I risultati delle indagini vengono riferiti al Parlamento annualmente o quando ritenuto necessario, fornendo un importante strumento di controllo parlamentare su un settore critico per la lotta alla criminalità organizzata.

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Riferimento normativo

LEGGE 6 febbraio 2009, n. 6

Testo normativo

LEGGE n. 6/2009 # LEGGE 6 febbraio 2009, n. 6 ## Istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sulle attivita' illecite connesse al ciclo dei rifiuti. La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno approvato; IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA Promulga la seguente legge: Art. 1 Istituzione e funzioni della Commissione 1. È istituita, per la durata della XVI legislatura, ai sensi dell' articolo 82 della Costituzione , una Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti, di seguito denominata «Commissione», con il compito di: a) svolgere indagini atte a fare luce sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti, sulle organizzazioni in esse coinvolte o ad esse comunque collegate, sui loro assetti societari e sul ruolo svolto dalla criminalità organizzata, con specifico riferimento alle associazioni di cui agli articoli 416 e 416-bis del codice penale ; b) individuare le connessioni tra le attività illecite nel settore dei rifiuti e altre attività economiche, con particolare riguardo al traffico dei rifiuti tra le diverse regioni del Paese e verso altre nazioni; c) verificare l'eventuale sussistenza di comportamenti illeciti da parte della pubblica amministrazione centrale e periferica e dei soggetti pubblici o privati operanti nella gestione del ciclo dei rifiuti, anche in riferimento alle modalità di gestione dei servizi di smaltimento da parte degli enti locali e ai relativi sistemi di affidamento; d) verificare l'eventuale sussistenza di attività illecite relative ai siti inquinati nel territorio nazionale; e) verificare la corretta attuazione della normativa vigente in materia di gestione dei rifiuti pericolosi e della loro puntuale e precisa caratterizzazione e classificazione e svolgere indagini atte ad accertare eventuali attività illecite connesse a tale gestione. 2. La Commissione riferisce al Parlamento annualmente con singole relazioni o con relazioni generali e ogniqualvolta ne ravvisi la necessità e comunque al termine dei suoi lavori. 3. La Commissione procede alle indagini e agli esami con gli stessi poteri e le stesse limitazioni dell'autorità giudiziaria. La Commissione non può adottare provvedimenti attinenti alla libertà e alla segretezza della corrispondenza e di ogni altra forma di comunicazione nonchè alla libertà personale, fatto salvo l'accompagnamento coattivo di cui all' articolo 133 del codice di procedura penale . NOTE Il testo delle note qui pubblicato è stato redatto dall'amministrazione competente per materia, ai sensi dell'art. 10, comma 3 del testo unico delle disposizioni sulla promulgazione delle leggi, sull'emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica e sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana, approvato con D.P.R. 28 dicembre 1985, n. 1092 , al solo fine di facilitare la lettura delle disposizioni di legge alle quali è operato il rinvio. Restano invariati il valore e l'efficacia degli atti legislativi qui trascritti. Nota all'art. 1: - Si riporta il testo dell' art. 82 della Costituzione : «Art. 82. (Ciascuna Camera può disporre inchieste su materie di pubblico interesse). - A tale scopo nomina fra i propri componenti una commissione formata in modo da rispecchiare la proporzione dei vari gruppi. La commissione di inchiesta procede alle indagini e agli esami con gli stessi poteri e le stesse limitazioni della Autorità giudiziaria.»; - Si riporta il testo degli articoli 416 e 416-bis del codice penale : «Art. 416. (Associazione per delinquere). - Quando tre o più persone si associano allo scopo di commettere più delitti [c.p. 576, n. 4], coloro che promuovono o costituiscono od organizzano l'associazione [c.p. 28, 29, 32, 270, 305, 306] sono puniti, per ciò solo, con la reclusione da tre a sette anni. Per il solo fatto di partecipare all'associazione [c.p. 115], la pena è della reclusione da uno a cinque anni [c.p. 29, 32]. I capi soggiacciono alla stessa pena stabilita per i promotori. Se gli associati scorrono in armi [c.p. 585] le campagne o le pubbliche vie [c.p. 70, n. 1] si applica la reclusione da cinque a quindici anni. La pena è aumentata [c.p. 63, 64] se il numero degli associati è di dieci o più [c.p. 418]. Se l'associazione è diretta a commettere taluno dei delitti di cui agli articoli 600, 601 e 602, si applica la reclusione da cinque a quindici anni nei casi previsti dal primo comma e da quattro a nove anni nei casi previsti dal secondo comma; » «Art. 416-bis. (Associazioni di tipo mafioso anche straniere). - Chiunque fa parte di un'associazione di tipo mafioso formata da tre o più persone, è punito con la reclusione da sette a dodici anni. Coloro che promuovono, dirigono o organizzano l'associazione sono puniti, per ciò solo, con la reclusione da nove a quattordici anni. L'associazione è di tipo mafioso quando coloro che ne fanno parte si avvalgano della forza di intimidazione del vincolo associativo e della condizione di assoggettamento e di omertà che ne deriva per commettere delitti, per acquisire in modo diretto o indiretto la gestione o comunque il controllo di attività economiche, di concessioni, di autorizzazioni, appalti e servizi pubblici o per realizzare profitti o vantaggi ingiusti per sè o per altri, ovvero al fine di impedire od ostacolare il libero esercizio del voto o di procurare voti a sè o ad altri in occasione di consultazioni elettorali. Se l'associazione è armata si applica la pena della reclusione da nove a quindici anni nei casi previsti dal primo comma e da dodici a ventiquattro anni nei casi previsti dal secondo comma. L'associazione si considera armata quando i partecipanti hanno la disponibilità, per il conseguimento della finalità dell'associazione, di armi o materie esplodenti, anche se occultate o tenute in luogo di deposito. Se le attività economiche di cui gli associati intendono assumere o mantenere il controllo sono finanziate in tutto o in parte con il prezzo, il prodotto, o il profitto di delitti, le pene stabilite nei commi precedenti sono aumentate da un terzo alla metà. Nei confronti del condannato è sempre obbligatoria la confisca delle cose che servirono o furono destinate a commettere il reato e delle cose che ne sono il prezzo, il prodotto, il profitto o che ne costituiscono l'impiego. Le disposizioni del presente articolo si applicano anche alla camorra e alle altre associazioni, comunque localmente denominate, anche straniere, che valendosi della forza intimidatrice del vincolo associativo perseguono scopi corrispondenti a quelli delle associazioni di tipo mafioso.». - Si riporta il testo dell' art. 133 del codice di procedura penale : «Art. 133. (Accompagnamento coattivo di altre persone). - 1. Se il testimone, il perito, il consulente tecnico, l'interprete o il custode di cose sequestrate, regolarmente citati o convocati, omettono senza un legittimo impedimento di comparire nel luogo, giorno e ora stabiliti, il giudice può ordinarne l'accompagnamento coattivo e può altresì condannarli, con ordinanza, a pagamento di una somma da euro 51 a euro 516 a favore della cassa delle ammende nonchè alle spese alle quali la mancata comparizione ha dato causa. 2. Si applicano le disposizioni dell'art. 132.».

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La Legge 6/2009 è il riferimento normativo per chi opera nel controllo delle attività illecite nel ciclo dei rifiuti, affrontando tematiche di criminalità organizzata, associazioni di tipo mafioso secondo gli articoli 416 e 416-bis del codice penale, e traffico illecito di rifiuti. Professionisti del settore ambientale, consulenti aziendali e operatori pubblici consultano questa normativa per comprendere gli obblighi di corretta gestione dei rifiuti pericolosi, la tracciabilità dei flussi di smaltimento e le responsabilità della pubblica amministrazione nella prevenzione di comportamenti illeciti.

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