Legge Contabilità

Legge 559/1993

Disciplina della soppressione delle gestioni fuori bilancio nell'ambito delle Amministrazioni dello Stato.

Pubblicato: 31/12/1993 In vigore dal: 23/12/1993 Documento ufficiale

Cosa prevede la Legge 559/1993 riguardo alla soppressione delle gestioni fuori bilancio nell'Avvocatura dello Stato?

Spiegato da FiscoAI
La Legge 559/1993 disciplina l'eliminazione delle gestioni fuori bilancio presso le Amministrazioni dello Stato, con particolare riferimento all'Avvocatura dello Stato. In pratica, la norma trasferisce le competenze di avvocato e procuratore (le somme riscosse dalle controparti soccombenti nei giudizi) da contabilità speciali intestate all'Avvocatura a capitoli ordinari del bilancio dello Stato. Questo significa che le risorse finanziarie, anziché essere gestite in conti separati fuori bilancio, confluiscono nel bilancio ordinario della Presidenza del Consiglio dei ministri, sotto la rubrica 41 dedicata all'Avvocatura dello Stato. Le disponibilità finanziarie già esistenti alla data di entrata in vigore della legge vengono versate e riassegnate mediante decreti del Ministro del tesoro, garantendo continuità nella gestione. La norma prevede anche una clausola di salvaguardia: le somme per le quali non è possibile procedere alla ripartizione ordinaria possono rimanere in bilancio fino al venir meno dell'ostacolo o fino all'obbligo di restituzione.

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Riferimento normativo

LEGGE 23 dicembre 1993, n. 559

Testo normativo

LEGGE n. 559/1993 # LEGGE 23 dicembre 1993, n. 559 ## Disciplina della soppressione delle gestioni fuori bilancio nell'ambito delle Amministrazioni dello Stato. La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno approvato; IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA PROMULGA la seguente legge: Art. 1 (Avvocatura dello Stato) 1. Le competenze di cui all'articolo 21 del testo unico delle leggi e delle norme giuridiche sulla rappresentanza e difesa in giudizio dello Stato e sull'ordinamento dell'Avvocatura dello Stato, approvato con regio decreto 30 ottobre 1933, n. 1611 , come modificato dall' articolo 27 della legge 3 aprile 1979, n. 103 , sono versate ad apposito capitolo dello stato di previsione dell'entrata del bilancio dello Stato per essere riassegnate, con decreti del Ministro del tesoro, ad apposito capitolo di spesa, da iscrivere nello stato di previsione della Presidenza del Consiglio dei ministri, rubrica 41 - Avvocatura dello Stato, al quale sono imputati i relativi pagamenti. 2. Le disponibilità finanziarie esistenti alla data di entrata in vigore della presente legge sulle contabilità speciali intestate all'Avvocatura dello Stato sono versate e riassegnate, con decreti del Ministro del tesoro, rispettivamente ai capitoli di entrata e di spesa di cui al comma 1. 3. Le somme di cui al comma 1, per le quali non può farsi luogo a ripartizione a norma dell'articolo 21, secondo comma, secondo periodo, del citato testo unico approvato con regio decreto 30 ottobre 1933, n. 1611 , possono mantenersi in bilancio fino a quando non venga meno il motivo ostativo alla predetta ripartizione o sorga l'obbligo alla restituzione. AVVERTENZA: Il testo delle note qui pubblicato è stato redatto ai sensi dell'art. 10, commi 2 e 3, del testo unico delle disposizioni sulla promulgazione delle leggi, sull'emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica e sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana, approvato con D.P.R. 28 dicembre 1985, n. 1092 , al solo fine di facilitare la lettura delle disposizioni di legge modificate o alle quali è operato il rinvio. Restano invariati il valore e l'efficacia degli atti legislativi qui trascritti. Nota all'art. 1: - Il testo dell'art. 21 del testo unico approvato con R.D. n. 1611/1933 , come modificato dall' art. 27 della legge n. 103/1979 (modifiche dell'ordinamento dell'Avvocatura dello Stato), è il seguente: "Art. 21. L'avvocatura generale dello Stato e le avvocature distrettuali nei giudizi da esse rispettivamente trattati curano la esazione delle competenze di avvocato e di procuratore nei confronti delle controparti quando tali competenze siano poste a carico delle controparti stesse per effetto della sentenza, ordinanza, rinuncia o transazione. Con l'osservanza delle disposizioni contenute nel titolo II della legge 25 novembre 1971, numero 1041 , tutte le somme di cui al precedente comma e successivi vengono ripartite per otto decimi tra gli avvocati e procuratori di ciascun ufficio in base alle norme del regolamento e per due decimi in misura uguale fra tutti gli avvocati e procuratori dello Stato. La ripartizione ha luogo dopo che i titoli, in base ai quali le somme sono state riscosse, siano divenuti irrevocabili: le sentenze per passaggio in giudicato, le rinunce per accettazione e le transazioni per approvazione. Negli altri casi di transazione dopo sentenza favorevole alle Amministrazioni dello Stato e nei casi di pronunciata compensazione di spese in cause nelle quali le Amministrazioni stesse non siano rimaste soccombenti, sarà corrisposta dall'Erario all'Avvocatura dello Stato, con le modalità stabilite dal regolamento, la metà delle competenze di avvocato e di procuratore che si sarebbero liquidate nei confronti del soccombente. Quando la compensazione delle spese sia parziale, oltre la quota degli onorari riscossa in confronto del soccombente sarà corrisposta dall'Erario la metà della quota di competenze di avvocato e di procuratore sulla quale cadde la compensazione. Le competenze di cui al precedente comma sono corrisposte in base a liquidazione dell'avvocato generale, predisposta in conformità delle tariffe di legge. Le disposizioni del presente articolo sono applicabili anche per i giudizi nei quali l'Avvocatura dello Stato ha la rappresentanza e la difesa delle regioni e di tutte le amministrazioni pubbliche non statali e degli enti pubblici. È applicabile il primo comma del presente articolo per i giudizi nei quali l'Avvocatura dello Stato assuma la rappresentanza e la difesa degli impiegati ed agenti delle amministrazioni dello Stato, delle regioni e di tutte le altre amministrazioni pubbliche non statali e degli enti pubblici".

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La Legge 559/1993 è il riferimento normativo per la soppressione delle gestioni fuori bilancio, contabilità speciali e bilancio dello Stato. Commercialisti e consulenti che operano con amministrazioni pubbliche la consultano per comprendere il trasferimento di risorse da conti extracontabili a capitoli ordinari di bilancio, nonché le modalità di ripartizione delle competenze professionali secondo le tariffe di legge e i criteri stabiliti dal regolamento dell'Avvocatura dello Stato.

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